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L'esperto di cryptovalute diventa presidente, ma i protagonisti della promozione si dimettono in massa

Dopo aver cercato di acquistare il Torino da Urbano Cairo (rimbalzato a più riprese) l'ex presidente del Barcanova riparte dall'Eccellenza

L'esperto di cryptovalute diventa presidente, ma i protagonisti della promozione si dimettono in massa

Enea Benedetto ai tempi del Barcanova

Enea Benedetto, ex presidente del Barcanova, è il nuovo numero uno del Sanmauro, raccogliendo l'eredità di Gerardo Angelicchio dopo 13 anni di presidenza. Che ci fosse un imminente cambio ai vertici della società gialloblù lo si poteva intuire dalle numerosi voci che da mesi circolavano, così come le parole dello stesso Angelicchio al termine della gara contro la Torinese: «è ora andare in pensione». Si poteva pensare a molti volti, ma Enea Benedetto era lontano dai pensieri dei più, anche se l'identikit lanciato sempre da Angelicchio, che parlava di «Sogno di lasciare il Sanmauro in mano a i sanmauresi di San Mauro» corrisponde in parte allo stesso Benedetto, che a San Mauro ha mosso i primi passi da imprenditore nella finanza. Tutto bene quello che finisce bene? Per Enea Benedetto, dopo tante porte in faccia, sembra quindi di sì.

ENEA BENEDETTO: PROVACI ANCORA

Un nome tornato alla ribalta poco più di due anni fa ma che nel giro di 24 mesi è stato accostato ai grandi nomi del calcio locale piemontese, prima, e ai giganti del calcio italiano nazionale dopo. Enea Benedetto, stando al suo curriculum, è l'imprenditore attivo nel campo delle cryptovalute, dell'edilizia e della finanza, fondatore delle società BenediXit e Vectorium, che preleva il Barcanova nel maggio del 2020, prendendo l'eredità di Massimo Capricci. Benedetto, prima dell'esperienza nel direttivo della storica società rossoblù vantava anche un'esperienza sulla panchina del Cenisia durata da giugno ad agosto 2017 (senza calcio giocato in pratica).

Con due stop forzati a causa della pandemia e una stagione a intermittenza le idee e i sogni rossoblù di Enea Benedetto per il Barcanova non sono mai decollati. Tanti gli sforzi per far ripartire la macchina perfetta che fu del Barca, grazie soprattutto alla volontà del vice presidente Rosa Racioppi, fino all'addio a cavallo tra 2021 e 2022.

CAPITOLO TORINO

Durante la presidenza del Barcanova il nome di Enea Benedetto è stato accostato niente meno che al Torino, quando a capo della Cordata Taurinorum tentò tra l'estate e l'autunno del 2020 di acquisire la società granata. Un progetto rimasto in parte avvolto nel mistero per via di, come ripetutamente riportato dallo stesso Benedetto, "accordi di riservatezza". L'idea di assegnare parte delle quote della società ai tifosi, attraverso l'azionariato popolare, era tra i punti cardine del piano della cordata, che però è andata incontro a scontri pesanti, come quello con l'Avvocato Pierluigi Marengo, che evidenziò tramite i propri canali social dubbi (per usare un eufemismo) sulle reali disponibilità economiche di Benedetto e della sua cordata.

Morale della favola, nonostante la pronta risposta di Benedetto sempre tramite Comunicato Stampa versione Social, dove si è difeso dall'attacco frontale, tutte le fondamenta della Cordata Taurinorum, a partire da quelle economiche basate sulla società di consulenza Console and Partners, sono svanite nel nulla e il progetto è colato a picco.

CAPITOLO NOVARA

Naufragata l'idea Torino Enea Benedetto vira verso altri lidi, precisamente in quel di Novara, dove il neonato Novara FC cercava di organizzare l'iscrizione alla Serie D 2021/22. Il punto di partenza dovevano essere nuovi imprenditori volenterosi di rilanciare la storica squadra piemontese. Quindi, nell'estate del 2021, Enea Benedetto viene accostato al Novara a capo di una nuova cordata, venendo però sconfitto nel bando decisivo. Mentre Enea Benedetto era impegnato in una filippica contro Massimo Ferranti (imprenditore milanese vincitore del bando) attraverso altre testate giornalistiche, il Comune di Novara presentava un esposto denuncia manifestando riserve sulle garanzie bancarie di Benedetto

Il Sindaco di Novara Alessandro Canelli portava avanti la denuncia-querela (come spiegato da Tgnovara.it) per via di una documentazione dubbia da parte di Enea Benedetto e della sua cordata nella proposta di acquisto. Nell'esposto si faceva riferimento a una carta intestata di un istituto di credito ma priva di data e firma e con la filigrana indicante la dicitura "bozza".

Anche in questo caso la risposta di Enea Benedetto tramite lettera ufficiale, non si è fatta attendere ma il Comune di Novara gli ha preferito Massimo Ferranti.

CAPITOLO SALERNITANA

Per quanto sia stata l'offerta più timida, Enea Benedetto si è inserito anche nelle trattative per l'acquisizione della Salernitana, nel concitato dicembre 2021. Anche qui una proposta di azionariato digitale per salvare la società campana, con il supporto di un Fondo Americano e di una Holding del Bahrein. Tutto concluso con un altro nulla di fatto. Poco dopo Benedetto lascerà poi la presidenza del Barcanova, passata a marzo nelle mani di Gianluca Pinto.


«NON TE NE ACCORGI MA DA QUA SE NE VANNO TUTTI»

L'ultimo capitolo della storia del nostro protagonista è ovviamente la presidenza del Sanmauro, notizia deflagrata tra venerdì e sabato dopo il closing con il presidente uscente Gerardo Angelicchio.

Citazioni musicali al buon Caparezza a parte il dettaglio che fa riflettere sulle sorti di questo nuovo Sanmauro è lo status della parte sportiva, di quello zoccolo duro che si è reso protagonista dell'impresa Eccellenza. Nessuno, dal primo all'ultimo uomo, è intenzionato a rimanere. Nonostante ci sia l'intenzione di confermare in toto la struttura tecnica e dirigenziale. Il primo a fare le valigie è il Direttore Generale (ormai ex) Massimiliano Albicenti: «Siamo tutti dimissionari». Gli stessi calciatori, a partire dal capitano Simone Salerno, passando per i vari dirigenti come Giorgio Cavallaro e Damiano Daniele, sono rimasti spiazzati dalla notizia, scoprendola di fatto da terze parti e non dai diretti interessati.

La rabbia dell'uomo che più di tutti ha provato a rialzare il Sanmauro, Massimiliano Albicenti, si è fatto portavoce della dirigenza pronta a dimettersi in massa. «Nessuno ha saputo niente di questa trattativa - racconta Albicenti - l'abbiamo saputo dai giornali prima e con una fredda mail poco dopo. Né il presidente uscente né quello entrate si sono degnati di una telefonata, si sono limitati a un testo dove ci hanno confermati tutti per il bene del Sanmauro e di San Mauro. Il punto è uno: Enea Benedetto non mi rappresenta e non ci rappresenta da sanmaurese e non sarà mai il nostro presidente, né oggi né mai. Ricordo ancora come ci ha trattato lo scorso anno (da appestati), quando non sapevamo dove andare a giocare e ci siamo rivolti al Barcanova: cacciati a pedate alla prima occasione. A partire da me, passando per Maggia, Di Natale e i vari responsabili della segreteria e dei tornei andremo via dal Sanmauro».

Albicenti prosegue: «Sinceramente non so nemmeno dove faranno la riunione di presentazione o la riunione con i dirigenti. La sede non esiste, non potranno giocare al Parco Einaudi perché la prossima stagione ci giocherà l'Autovip Sanmauro (la nuova società sanmaurese, ndr). La situazione è assurda così come la scelta di affidare la società a uno che è stato cacciato dal Barcanova. Sono deluso, perché qui abbiamo scritto la storia e abbiamo fatto ripartire una società legata davvero al Comune di appartenenza e ci hanno dato il ben servito».

PARLA GERARDO ANGELICCHIO

Dopo le parole di Max Albicenti ecco quelle di Gerardo Angelicchio, ormai ex presidente del Sanmauro. «Circa un anno fa il Signor Albicenti mi ha suggerito di lasciare le redini della società, più volte - spiega Angelicchio - Visto che a me queste cose non piacciono me la sono legata al dito e ho iniziato a guardarmi intorno per chi potesse entrare in dirigenza. Dopo una piccola "indagine di mercato" non ho trovato nessuno che volesse sobbarcarsi il piccolo debito del Sanmauro. Alla fine ho trovato una persona giovane e volenterosa, che ha fatto calcio, più capace di interfacciarsi con tutti rispetto a me e soprattutto disposta a tamponare il debito della società: per quale motivo avrei dovuto rifiutare?».

Sulla parte della mancata comunicazione Angelicchio invece si scusa: «E' successo tutto in fretta, nel giro di pochi giorni. Come ho detto poco fa non sono bravo nella comunicazione tra mail e contatti vari e per questo me ne scuso. C'è però da dire che dirigenti come Albicenti fanno già parte del nuovo Autovip Sanmauro, quindi non mi devono prendere in giro o arrabbiarsi per questa mancata comunicazione. Io ho parlato con Enea Benedetto e la volontà di entrambi era quella di confermare tutti: se però non vogliono rimanere sono liberi di andare altrove, nessun problema. In 73 anni di storia nessuno ha costruito castelli al Parco Einaudi, non li ha fatti Angelicchio e non li ha fatti Albicenti. Qualsiasi mancata comunicazione non è stata fatta in malafede».

Sul nuovo direttivo che comporrà il Sanmauro di Enea Benedetto è ancora tutto in divenire: «Su chi farà da consigliere non so rispondere. Il passaggio di proprietà è avvenuto pochi giorni fa, aspetto che qualche figura di buona volontà si voglia proporre, altrimenti penserò ad altre soluzioni. Per ora ci siamo occupati delle documentazioni per certificare che il passaggio di consegne fosse regolare e per fortuna è tutto a posto. Ora penseremo al resto».

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