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L'intervista

Dall'infortunio ai playoff, il difensore che non molla mai

Sul cambio in panchina: «Gli allenamenti di Panzetti hanno fatto uscire l'anima della squadra»

Fugazza Tribiano  Promozione

Andrea Fugazza, difensore centrale del Tribiano

Andrea Fugazza, difensore centrale del Tribiano, è pronto ad alzare il muro fin dalle prime partite di fine agosto, consapevole di dover essere un punto fondamentale per la prossima stagione. Il muro dei gialloblù si è espresso così sulla stagione passata e su quella che verrà: «La scorsa stagione davanti ci è mancato qualcosina, anche per problemi iniziali abbiamo perso subito Spina che in precedenza ogni stagione ha raggiunto la doppia cifra. Nonostante l’ottima stagione di Tini, e gli faccio i complimenti, potevamo fare di più davanti. Il mio ricordo più bello è stata la partita con la Soresinese. A gennaio nessuno di noi pensava di poter fare i playoff, trovarci lì alla fine è stata una bella emozione, esattamente come il playoff con il Romanengo. Il ricordo più brutto è stato invece l’infortunio con il Bresso, che mi ha condizionato e tenuto ai box per tanto tempo».

La visione è subito passata alla prossima stagione in cui il difensore parte con le idee chiare: «Il mio obiettivo è migliorarmi, con la squadra puntiamo a vincere il campionato. Ci saranno squadre ben attrezzate ma puntiamo a giocarcela con tutti. Il punto di forza del Tribiano è il gruppo: abbiamo tanta voglia di vincere e giocare. Abbiamo subito solamente 17 gol, ma la forza difensiva nasce dal merito di dare tutto in ogni reparto del campo».

Non sono mancate le belle parole per due punti saldi della formazione gialloblù, ovvero Venturiero e Tchechoua: «Venturiero è un ragazzo raro da incontrare in giro. Lo conoscevo già prima di far parte del Tribiano, lavorando con lui la scorsa stagione ho potuto costatare che all’interno del gruppo è fondamentale, così come lo è Aldric. Sono entrambi due giocatori di categoria, sono contento di potermi confrontare con loro anche il prossimo anno».

Fugazza ha continuato poi soffermandosi su ciò che è mancato lo scorso anno, soprattutto durante l’andata, che non ha rispettato le aspettative: «Il nostro calo lo abbiamo avuto tra novembre e dicembre. Il nostro allenatore era Crotti, con cui mi trovavo molto bene, un mister che ho sempre rispettato e sono consapevole delle sue qualità. Purtroppo il gruppo giovane non ha tenuto botta al suo modo di allenare. Il freddo, il fatto di star fermi spesso per le sue tipologie di allenamento e il gioco in cui pensavi più a difendere che ad attaccare non ci ha aiutato, spesso difendevamo bene ma non portavamo a casa ciò che meritavamo. Con Panzetti e la sua tipologia di allenamento è cambiato tutto ed è uscita l’anima della squadra».

Infine le parole dolci sono spese proprio per il tecnico Matteo Panzetti e il direttore sportivo Livio Polli: «Panzetti è stato fondamentale per noi, ha fatto sentire tutti importanti e la metodologia di allenamento fatta di partitelle veloci ed esercizi fisici tiene tutti in movimento. Il direttore Polli invece mette sempre la faccia in tutto: la società ci tiene, investe e ci crede. Panzetti era gran uomo e un gran difensore già ai tempi del Paullo, come allenatore è un ottimo condottiero, ha un cuore d’oro, aiuta e fa crescere i giovani. Cerca di farci divertire e ci aiuta a creare legame, è un piacere averlo come allenatore e sono sicuro che il prossimo anno riuscirà a fare bene».

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