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Niguarda-Olympique Milano: Gennari espone le sue opere d'arte, Marino e compagni rispondono senza mollare mai

Al "Farina" va in scena uno spettacolo unico a cui al Niguarda rispondono Troccoli e Bonacasa

Niguarda

Al “Farina” di Via Cesari 40 il Niguarda la risolve veramente solo nel finale contro un mai domo Olympique Milano. Al termine dei tre tempi regolamentari il risultato è di 6-2 per i padroni di casa, che costruiscono la meritata vittoria durante la prima e la terza frazione di gioco. Sugli scudi il genio di Gennari, capitano ed elegante regista, autore di due magnifiche reti e propiziatore di altrettante segnature con la sua visione di gioco a 360°. Da sommare alle sue doti balistiche, il coraggio di Lerro e Cusmano, le incursioni di Samanni e Casadei – entrambi in gol quest’oggi – l’equilibrio offerto da Modica, la corsa del generoso duo Barbanti-Tertag e l’opportunismo di Gradella (doppietta anche per lui). Menzione onorevole anche per gli ospiti, di cui si vogliono sottolineare la grande caparbietà e lo spirito combattivo. Hanno venduto cara la pelle contro un avversario davvero ostico e su un difficile campo in terra. Marino è un difensore con le gambe simili alle ruote di un trattore. Dev’essere per questo che sembra andare a nozze con un terreno così. Gallo sembra fatto di ferro, ed oltretutto sa far uscire la palla e giocare palla con intelligenza. Pezzulla gioca da esterno, ma danza fra le linee avversarie senza paura, mentre il suo corrispettivo sulla fascia opposta, Troccoli, è un ariete quando punta l’area avversaria, e non fa sconti nemmeno oggi quando insacca sotto la traversa un pallone a mezza altezza. Bonacasa comanda a centrocampo con la sua maglia numero 10; pur non giocando probabilmente la sua miglior partita, mostra la sua propensione al sacrificio ed un gran tiro dalla media distanza, che se non altro è utile per accorciare le distanze nel finale.

Olympique senza paura. I ragazzi di Duarte rispettano molto il loro avversario ed entrano quasi in punta di piedi, ma con il passare dei minuti cercano di imporsi sul piano del gioco, non senza ricorrere alla grande fisicità di cui dispongono. Due conclusioni nei primi quattro minuti, rispettivamente ad opera di Pezzulla e Bonacasa, si spengono di poco sul fondo, mentre il duo difensivo Merino-Medrano non lascia passare neanche l’aria. Il Niguarda si abbassa con il baricentro, ma resta in piedi: i guantoni di Elia Beretta fanno sentire la retroguardia al sicuro, mentre l’altro Beretta, Federico (in coppia con Lerro e spesso aiutato dalle vispe corse all’indietro di Modica), chiude bene gli spazi e non teme gli 1 vs 1. Poi tutto a un tratto, al minuto 9, ecco la svolta: capitan Gennari si accende ed avvia l’azione dell’1-0. A segnare è il lesto Samanni su assist dal fondo dell’altro esterno Barbanti (velocissimo a piombare sul pallone per tempo). Successivamente è ancora il Niguarda a farsi avanti cinque minuti dopo, ancora grazie alla tecnica del suo attaccante falso nueve: Gennari stavolta riceve da buona posizione e, con un giochetto di suola, si sbarazza della marcatura prima di togliere una ragnatela sotto all’incrocio dei pali. Nel secondo tempo le maglie rosse degli ospiti si muovono indemoniate per tutto il campo. Soprattutto la numero 11 di Creanza, vivacissima negli ultimi trenta metri ma poco fortunata, e la numero 9 del funambolico mancino Mendivil. Nonostante questo, regna sovrano l’equilibrio più totale. Il risultato rimane invariato, per la disperazione del fortissimo capitan Marino, che, con due destri carichi di potenza, si vede negare la possibilità di urlare di gioia dalla sola traversa.

Valanga Niguarda prima del triplice fischio. L’ultima frazione di gioco si tinge di biancoazzurro, ma solo in zona cesarini. I magnifici sette del tecnico Barbieri segnano subito il terzo gol, che in realtà è la fotocopia del primo: Gennari stavolta cerca sulla corsa il subentrato Tertag, abile a trovare quel rapace di Gradella tutto solo a porta vuota. L’Olympique non ci sta e reagisce bene con la volée di Troccoli su cui Beretta E. nulla può. Mancano cinque minuti e succede di tutto: il parziale del terzo tempo è sul’1-1, quando Gennari e Bonacasa danno vita ad un botta e risposta di altissimo livello tecnico. A questo punto gli ospiti cercano l’assalto finale, ma la valanga del Niguarda non risparmia nessuno in contropiede: Casadei si traveste da Gareth Bale e sgroppa ad ampie falcate sulla fascia destra. Nessuno lo può contenere, e così, il numero 16 lascia partire un velenoso tiro-cross che bacia il palo prima di addormentarsi in rete. Subito dopo Gradella chiude i giochi da posizione ravvicinata, complice anche un anomalo e beffardo rimbalzo del pallone sul terreno di gioco, proprio di fronte ad un incolpevole Zeneli.

IL TABELLINO

NIGUARDA-OLYMPIQUE MILANO 6-2
RETI (2-0, 0-0, 4-2): 9’ Samanni (N), 14’ Gennari (N), 1’ tt Gradella (N), 8’ tt Troccoli (O), 10’ tt Gennari (N), 14’ tt Bonacasa (O), 15’ tt Casadei (N), 16’ tt Gradella (N).
NIGUARDA: Beretta E., Casadei, Beretta F., Barbanti, Lerro, Samanni, Modica, Cusmano, Peluso, Gennari, Gradella, Tsyhanesku, Tertag, Melzi. All. Barbieri. Dir. Peluso.
OLYIMPIQUE MILANO: Zeneli, Marino, Gallo, Ghidoni, Medrano, Romaish, Pezzulla, Troccoli, Mendivil, Bonacasa, Creanza, Gattabria. All. Duarte. Dir. Pezzulla.

L’INTERVISTA

Così ha parlato il preparatissimo e storico allenatore Attilio Barbieri (Niguarda) al termine della gara: «Le partite fatte con questi piccolini sono sempre difficili, perché gli insegni il movimento, e poi la foga agonistica non glielo fa fare. Per cui capita di vedere confusione. Però nei momenti in cui hanno fatto l’uno-due e giocato la profondità, la differenza si è vista. Bisogna insistere su questa strada. L’istinto è di andare tutti sul pallone…e allora bisogna lavorare molto su questo».

Spazio anche per alcune semplici – ed al tempo stesso preziosissime – considerazioni sulla categoria dei suoi piccoli calciatori: «Alcuni allenatori insegnano ai propri ragazzi a far polemica. Si permetta ai ragazzi semplicemente di giocare. Il calcio è un gioco educativo e tale deve rimanere».

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