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Torneo Eusalp, il cammino della Lombardia di Matteo Medici: 20 motivi (più uno) per sorridere

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Manuel Ravasio come Gigi Buffon, Alessandro Pellegrino come Fabio Grosso: il cuore torna a Germania 2006, l’attualità ci porta a Trento 2021. I protagonisti sono diversi, il palcoscenico anche, il risultato più o meno. Si conclude con un terzo posto l’avventura al Torneo Eusalp della Rappresentativa Under 16, ottenuto dopo una gara al cardiopalma contro il Veneto che ha visto i ragazzi di Medici imporsi dopo i calci di rigore. La “nostra Nazionale” chiude dunque sul podio, dando in qualche modo continuità con il titolo vinto nel 2019 dai classe 2003 (allora Under 16) dopo un torneo giocato ad altissimo livello e macchiato da una sola sconfitta. Tanto banale - soprattutto per le modalità - quanto letale, l’1-0 maturato all’esordio contro Bolzano ha di fatto precluso alla squadra di Medici la possibilità di giocarsi la finalissima. Poco male, perché le risposte positive dalla selezione lombarda non sono mancate. Dal campo, con tutti e venti i giocatori protagonisti di prestazioni decisamente interessanti. Dall’extra campo, con la terza edizione del Torneo Eusalp che ha rappresentato - come da volontà della LND - un segnale importante in vista della ripartenza. Ci piace inseguire. Parlando di campo, precisamente di numeri, possiamo dire con certezza che la nostra Rappresentativa tira fuori il meglio di sè quando sotto pressione. Non è infatti un caso che in tutte e quattro le uscite la formazione di Medici sia andata in svantaggio. Se all’esordio contro Bolzano - nonostante i vari tentativi - la reazione lombarda non ha portato al pareggio, nelle successive tre uscite l’epilogo è stato di gran lunga differente. La rimonta contro la Liguria ha portato le firme di Mastrolembo (suo probabilmente il gol più bello del torneo) e Pellegrino, autentico trascinatore con una straordinaria doppietta. Nel 3-2 (anch’esso, ovviamente, in rimonta) al Sudtirol i protagonisti sono stati Mozzon, Pizzaballa e Muca, mentre nell’atto finale è stato Di Raco a permettere alla Lombardia di accedere alla lotteria dei rigore. Rosa profonda. A fare la differenza per la Lombardia ci hanno pensato anche le sostituzioni, a dimostrazione della grande profondità di rosa che ha permesso a Medici di variare assetto tattico in base alle esigenze. C’è poco da fare: quando hai tra le mani una macchina quasi perfetta, ovunque metti mano, non puoi fare altro che bene. O in certi casi addirittura meglio. A dimostrazione di ciò è la prestazione di Garavini, centrocampista della Brianza Olginatese, contro la Liguria. Reduce da settanta minuti in panchina all’esordio, il mediano ha di fatto svoltato la partita. Garavini ma non solo. Mastrolembo, Foresti e Lauriola hanno garantito alternative sulle corsie. Fekete, Carrino e Muca sono stati muri in fase difensiva, a protezione della porta difesa dal duo Barotac-Ravasio. Pizzaballa e De Leo si sono alternati con talento in avanti, coadiuvati dai vari Gervasoni, Ferrari, Caimi e Mozzon. In mediana Berberi ha dimostrato di avere il talento che serve per emergere, mentre Di Raco, Pellegrino, Consoloni e Beraldo sono stati arme in più in mediana. Vero gruppo. Tante individualità, un gruppo. Lo conferma Matteo Medici: «Avremmo voluto giocare la finalissima, questo è evidente, ma sono comunque soddisfatto. Siamo migliorati partita dopo partita, dimostrando di essere un gruppo coadiuvato e di grandissimo cuore». Parole d’addio? Tutt’altro. «Mi sono ripromesso coi ragazzi di ritrovarci a settembre - prosegue Medici - anche se spero che molti di loro possano avere qualche chance per andare nei professionisti». È dunque più un arrivederci quello del tecnico, il quale è stato l’artefice - assieme al suo staff - di questo risultato il quale, indipendentemente da tutto, non può che far felici tutti.
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