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L'intervista

Villa, Mattia Bosco a tutto tondo: dall'obiettivo Élite per l'Under 15 ai grandi rinforzi nella rosa dei 2005 di Carlo Albore

L'allenatore-dirigente bianconero confermato nel doppio ruolo: sarà tecnico dell'Under 16 e responsabile del settore giovanile

Mattia Bosco, Villa

Mattia Bosco, tecnico dell'Under 16 bianconera e responsabile del settore giovanile

A poco meno di due mesi dall'inizio dei campionati, che prenderanno il via il 3 di ottobre dopo il comunicato della federazione in cui veniva rettificata la data d'inizio della stagione, è tutto pronto in via Ussi a Milano. C'è impazienza e tanta positività nelle aspettative di Mattia Bosco, bandiera dei bianconeri, prima con nove stagioni giocate nel rettangolo verde, e poi quasi altrettante - quella che sta per iniziare è l'ottavo anno - guidando le panchine del settore giovanile della società milanese. La scorsa stagione, tutt'altro che semplice sotto diversi punti di vista, ha ricoperto anche il ruolo di direttore sportivo, compito che continuerà a svolgere nella stagione 2021/2022.

L'anno passato. Quella che inizierà a ottobre sarà anche la sua seconda stagione consecutiva alla guida dei 2006, impegnati nel campionato Under 16 dopo la difficile esperienza dello scorso anno: «La squadra dei 2006 di quest'anno è rimasta praticamente invariata, in quanto avevamo già rivoluzionato il gruppo l'anno scorso, in vista del campionato regionale. Abbiamo inserito solo qualche innesto, ma lo zoccolo duro resterà lo stesso». Una squadra che, come tutte le altre, ha dovuto subire lo stop forzato a causa dell'emergenza sanitaria ma che, diversamente da molte altre, è riuscita a lavorare costantemente e non si è mai fermata del tutto: «Durante tutto il secondo lockdown ci siamo allenati online, e anche quando c'erano zone arancioni e gialle siamo riusciti ad organizzare delle sedute di allenamento al campo, con tutte le precauzioni del caso, tra le quali mascherina e distanziamento. Dal mio punto di vista questi allenamenti hanno avuto una duplice utilità: da una parte hanno consentito di mantenere una condizione fisica adeguata, seppur minore rispetto alla normalità. Dall'altra hanno costituito per i ragazzi una valvola di sfogo importante e un momento di socialità, che li alleggeriva dopo tutte quelle ore passate davanti ai dispositivi elettronici per studiare o per svago». Il Villa, infatti, grazie agli sforzi del presidente e dello stesso Bosco, è riuscito a non “bruciare” un anno intero, ma con dedizione e forza di volontà ha portato comunque avanti l'attività, con tale decisione che ha riscosso pareri molto positivi da parte dei genitori e dei ragazzi stessi.

Il futuro del Villa. Come direttore sportivo, è Mattia Bosco a non voler mettere pressione a nessun tecnico, anche se è chiaro che degli obiettivi ci sono in una società di tutto rispetto come quella bianconera: «Lo scorso anno sono state rivoluzionate due rose, i 2004 e i 2006, per cercare di creare squadre molto competitive. Quest’anno, invece, abbiamo deciso di rafforzare i 2005 per cercare di competere nel campionato Élite. In generale l’obiettivo è quello di mantenere la categoria, anche se il fine è, ovviamente, quello di non andare più altrove per cercare giocatori formati ma guardare al nostro settore giovanile». Si tratta di un obiettivo più che alla portata per delle rose che, nell’arco di due anni, sono state rivoluzionate proprio in vista di questo scopo. «Sarebbe una bella soddisfazione – continua Bosco – poter raggiungere la categoria Élite anche per i giovanissimi. La squadra è ben attrezzata e il campionato molto impegnativo, ma ce la metteremo tutta». Il clima rimane molto positivo per il giovane ds, che, in merito allo slittamento dei campionati, spiega la sua chiave di lettura: «Potrebbe trattarsi di uno slittamento che favorisce un aumento dei vaccinati, ma può anche essere letto come una paura di riprendere i campionati. Io da amante di questo sport e da addetto ai lavori, sono positivo, con le dovute cautele, ma spero vivamente nella ripresa regolare di una stagione completa, in cui si possa tornare al calcio giocato, per i ragazzi prima ancora che per noi».

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