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La Pavoniana ha idee chiare, il presidente Cervati non ha dubbi: «Ricominciamo con professionisti che stanno già facendo la differenza»

Dal ricordo di Fulvio Sanna al nuovo assetto societario con Mattia Vitale, Massimo De Paoli e Gianfranco Mastrototaro nei ruoli chiave del club bresciano

Pavoniana

Il presidente Cervati e il ds Vitale

Presidente Cervati, doveroso partire dal ricordo di Fulvio Sanna, professionista e uomo punto di riferimento per la Pavoniana ed il panorama calcistico bresciano ma non solo.
«Il percorso calcistico di Fulvio Sanna è stato soprattutto in Pavoniana in quanto è stato giocatore, allenatore, Direttore Sportivo e infine Direttore Generale. Per una realtà come la nostra essere Direttore Generale significava occuparsi di tutti gli aspetti operativi di una società: aspetti tecnici, rapporti con società esterne, logistica e organizzazione generale gestendo tutte quelle problematiche che permettono ad una società come la Pavoniana di non implodere anzi essere considerati un’eccellenza. L’improvvisa sua scomparsa ci ha creato molti problemi, innanzitutto umani in quanto eravamo molto legati dal punto di vista personale e poi gestionali perché tutto era incentrato su di lui. La prima fase è stata di smarrimento superata grazie alle persone della Pavoniana che hanno buttato il cuore oltre all’ostacolo facendo più di quello che hanno sempre fatto per sopperire al vuoto lasciato da un punto di riferimento. Passato il primo momento di grandissima confusione abbiamo iniziato plasmare una nuova struttura organizzativa creando un comitato di gestione formato da tre persone: Mattia Vitale in qualità di Direttore Sportivo, Massimo De Paoli responsabile tecnico/formativo e Gianfranco Mastrototaro responsabile dell’Attività di Base. Devo dire che sono molto soddisfatto di questa decisione perché questi professionisti stanno facendo la differenza diventando il nuovo punto di riferimento ognuno con le proprie caratteristiche e nel rispetto del proprio ruolo».

Quali le difficoltà incontrate in questi due anni e quali le complessità della ripartenza?
«Società come la nostra vivono su amici sponsor, sulle quote di iscrizione dei ragazzi e su contributi della Direzione che in questo caso siamo io e mio fratello. Essendo venute a mancare le iscrizioni e parte degli sponsor c’è stato uno sforzo da parte mia e di mio fratello per sopperire alle necessità della società e non avere debiti. In parallelo stiamo approfittando delle agevolazioni fiscali introdotte per far fronte all'emergenza Coronavirus per ammodernare impianti ed in particolare gli spogliatoi. Abbiamo inoltre in preventivo il rifacimento del campo a 11 in sintetico riprendendo il progetto già deliberato prima del blocco a causa covid-19».

Mattia Vitale, il Presidente Cervati ci ha raccontato del nuovo progetto ove lei, in qualità di Direttore Sportivo, rappresenta un elemento fondamentale nel processo di rinnovamento.
«Sono entrato in Pavoniana che avevo 6 anni e ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino agli Allievi per poi passare alla Bettinzoli ed in seguito appassionarmi al ruolo di allenatore prima con i piccolini della scuola calcio poi i Pulcini ed Esordienti. Durante un corso di aggiornamento ho conosciuto l’allora responsabile settore giovanile del Lumezzane Urgnani il quale mi diede l’opportunità di lavorare per quattro anni nei professionisti. Dopo il fallimento del Lumezzane Fulvio Sanna mi chiese di aiutarlo con gli Esordienti per poi, dopo aver preso il patentino di allenatore Uefa C, passare agli Allievi regionali, in prima battuta a sostituire un collega dimissionario, e successivamente allenando per quattro anni la categoria. Il Covid ha congelato tutto e con l’improvvisa scomparsa di Sanna il Presidente Cervati ha deciso di rivedere l’organizzazione affidandomi il ruolo di Direttore Sportivo».

Nell’ambito di questo nuovo incarico quali sono le sue idee di calcio?
«Non ho un modello particolare, credo sia fondamentale l’abilità tecnica senza tuttavia prescindere dalle qualità atletiche. L’ambizioso obiettivo è quello di riuscire, assieme a Massimo De Paoli che si occupa principalmente della parte tecnica, di preparare giocatori che partendo dai piccolini arrivano in fondo alla filiera e siano riconoscibili come provenienti dalla nostra “Cantera” … per dirlo alla spagnola».

Ci parla delle novità per l’anno in corso ?
«Storicamente Fulvio Sanna ha impostato la sua attività Dirigenziale concentrandosi sugli aspetti tecnici per attuare un importante cambiamento necessario a quei tempi. L’idea, a partire da quest’anno, è quello di fare una rivoluzione organizzativa senza ovviamente rinunciare alla parte tecnica. I punti focali del nuovo cambiamento sono la comunicazione (interna, con l’esterno e con i genitori), l’organizzazione societaria e l’attività quotidiana passando da una gestione individuale ad una manageriale oltre ad aver inserito molte figure tecniche con professionalità verticale per dare prestigio e migliorare la qualità. La nostra filiera parte dai bambini della scuola materna, dai quattro anni in su, per proseguire nell’attività di base e poi all’agonistica nelle varie categorie che alleniamo con persone qualificate svolgendo un lavoro trasversale sulle varie squadre con una traccia comune che mette in armonia gli allenatori cercando di avere una lingua comune a tutti».

Partnership con altre realtà?
«Col Brescia Calcio abbiamo concluso il nostro rapporto il 30 di giugno: c’erano divergenze di vedute nella gestione e si è deciso di separare le strade di comune accordo con i vertici del BSFC e l’allora responsabile del settore giovanile Christian Botturi. Abbiamo tuttavia diversi accordi a livello locale e, pur non avendo una vera struttura di affiliazione, abbiamo collaborazioni forti con l’Ospitaletto, La Sportiva (Ome), Mompiano, Gussago e un dialogo aperto col Cellatica anche se in realtà abbiamo ottimi rapporti con tutte le Società».

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