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Un professionista nei dilettanti: dal Monza di Seedorf a quelle relazioni consegnate a Piero Ausilio

Ex Cosenza, Crotone nonché calabrese doc, ora è alla Trevigliese e sta vivendo una seconda giovinezza calcistica

Un professionista nei dilettanti: il Monza di Seedorf e quelle relazioni consegnate a Piero Ausilio

Giuseppe Parise in maglia Trevigliese

Giuseppe Parise e il calcio: una storia nata più di 30 anni fa a Mandatoriccio, piccolo paese in provincia di Cosenza, e proseguita a Crotone, Messina, Montichiari, Cremona, Monza, Milano e ora Treviglio. Nel mezzo esperienze di ogni tipo: dal ruolo di calciatore a quello di allenatore, passando per il direttore sportivo, lo scout e il match analyst. Il tutto ad ogni livello: dagli Allievi Nazionali al calcio professionistico dei grandi (Serie C), passando per i giovanili regionali dove pare abbia trovato la sua dimensione in questa fase di vita. Il comune denominatore: passione e competenza. La prima ha agito, sta agendo e agirà ancora per molto come farina: quel qualcosa di imprescindibile dal quale parte tutto. La seconda lo ha reso una delle figure più importanti del calcio lombardo, avendo collezionato esperienze non indifferenti in qualsiasi ruolo e a qualunque livello.

LA STORIA

Calabrese di nascita, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo inizia il percorso in panchina affiancando il suo ex allenatore. Dopodiché il passaggio che ha rappresentato la svolta: quello nei professionisti. «Nel 1997 sono stato chiamato dal Cosenza per allenare gli Allievi Nazionali. Sono rimasto lì per 7 anni, poi dopo il fallimento mi sono trasferito a Messina prima di tornare in Calabria, precisamente al Crotone». Nel 2007 il cambio di vita radicale: Parise dice addio sud Italia per salire al nord, laddove accetta la chiamata del Montichiari. Successivamente l'esperienza alla Cremonese, prima della parentesi Monza al fianco di Vincenzo Tridico, oggi all'Accademia Inter: «Ho lavorato nel Monza di Seedorf nelle vesti di match analyst: è stata una bella vetrina e sono soddisfatto di quel periodo. Ricordo che facevo diverse relazioni sul campionato Primavera, molte delle quali - attraverso il lavoro con Tridico - arrivavano direttamente a Piero Ausilio». Dopo Monza il dietrofront quasi clamoroso, visto che Parise ritorna sui suoi passi e si trasferisce a Cosenza. È il 2011, l'offerta è quella di allenare gli Allievi Nazionali e la risposta è ovviamente sì: «Nel 2010 sono tornato giù, ho allenato ancora nei Nazionali ma purtroppo c'è stato il nuovo fallimento».

ATTUALITÀ

Un colpo non da poco per Parise che confessa: «In quel momento ho pensato di mollare tutto, un altro fallimento era davvero troppo da sopportare». Così non è stato e lo sa bene la Trevigliese, che per sua fortuna nell'estate del 2020 ha potuto abbracciare una figura calcistica a 360 gradi: alla prima stagione tra i bergamaschi ricopre sia il ruolo di responsabile dell'agonistica che quello di tecnico dell'Under 17 Élite, dopodiché il passaggio definitivo dietro la scrivania avvenuto la scorsa estate. «Sinceramente non so cosa mi abbia riportato a fare calcio. Io sono un uomo di campo, caloroso, vivo il mondo del pallone in questo modo». I primi due anni tra i biancocelesti sono coincisi con diverse soddisfazioni, tra le quali la salvezza ottenuta con l'Under 17 Élite, i playoff centrati con l'Under 15, la buona stagione con l'Under 14 e la rincorsa al Regionale con l'Under 16. Sul futuro racconta: «Dipende tutto dalla società. Io il mio progetto ce l'ho: posso dire che possiamo fare di più ma io qui sto bene e voglio rimanere».

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