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Club Milano, il Responsabile delle Attività di Base Alessandro Buglia: «Stare accanto ai più piccoli è un lavoro delicato»

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Alessandro Buglia, il Responsabile delle Attività di Base del Club Milano, è al secondo anno di collaborazione con la società. Alle spalle può vantare un lungo ed importante percorso calcistico, ma Buglia non ha mai abbandonato nemmeno lo studio, in ambito pedagogico soprattutto: questo perché il suo lavoro da Responsabile, lo porta giornalmente ad approcciarsi a bambini piccoli, che hanno bisogno di un atteggiamento diverso - come lui stesso ammette - rispetto ai ragazzi che sono già entrati in categorie più elevate. Buglia, che tra le altre cose possiede il patentino UEFA B, racconta: «Questi sono gli anni più critici. Se non imparano adesso determinati aspetti cruciali si porteranno dietro lacune che poi da più grandi saranno difficili da colmare. Per questo io, nonostante abbia allenato tutte le categorie e possa comunque, grazie al patentino, stare al fianco di tutte le annate, preferisco sempre rimanere nell’ambito della Scuola Calcio. Perché il nostro lavoro è quello più delicato ed è fondamentale trasmettere ai bimbi non solo le tecniche calcistiche ma anche quelle educative». Lo stesso Responsabile racconta di aver cominciato a giocare a calcio all’età di sei anni. Nel corso del tempo ha giocato anche in squadre importanti come la Pro Sesto e il Monza. Dopo, come molti appassionati di sport, anche da adulto non ha mai mollato davvero il campo da calcio: infatti, successivamente, già verso i ventidue anni, ha deciso di interrompere per dedicarsi all’allenamento. «Io ho fatto tutte le categorie, ma poi ho deciso di specializzarmi nella Scuola Calcio, perché in quest’ambito mi rendo conto che il mio aiuto può servire molto di più. Sono diverse le metodologie tra gli adulti ed i bambini; è proprio un altro mondo. Ai bambini posso trasmettere il mio bagaglio di esperienze e l’approccio metodologico, a differenza delle altre categorie, è decisamente diverso. Preferisco stare accanto ai piccoli perché con loro si inizia ad insegnare quelle che sono le basi del calcio per crescere man mano fino a trasmettere quelle che sono le tecniche motorie più complesse», prosegue Buglia. La filosofia che la società segue è impartire ai propri giocatori l’aspetto educativo, oltre ad i valori come l’impegno ed il sacrificio: «Avendo già un bel curriculum alle spalle, dal momento che sono rimasto un po’ di anni nella Pro Sesto e qualche annata nel Varese, qui nel Club Milano mi hanno proposto subito il ruolo di Responsabile delle Attività di Base. Cerchiamo di trasmettere le basi che poi man mano andremo ad ampliare, in modo tale che il bambino non perda nulla e non si ritrovi con dei deficit a livello pratico che poi lo porteranno, da ragazzo, ad avere più difficoltà». La società stessa chiede a tutto lo staff di formare i loro giocatori a livello umano, ma soprattutto a livello tecnico, calcistico, che è la parte fondamentale. Purtroppo Buglia è entrato in società proprio durante i due anni più difficili, quelli che per via del Covid hanno imposto la chiusura per lungo tempo ai centri sportivi, ma ora si intravede qualche spiraglio: «Per i bambini questo è fantastico. Non vedevano l’ora di poter tornare a giocare. Così sembra quasi di tornare a diventare nuovamente un gruppo. Stiamo organizzando, sempre nel rispetto del regolamento, delle piccole partitelle tra di noi in società, in modo da tenere sempre vivo l’aspetto della competizione e l’idea di far parte di una squadra, cosa che il nostro sport richiede». I bambini, dopo tanti mesi di allenamenti individuali sono contentissimi, già il fatto di tornare ad essere una squadra e non rimanere agli allenamenti distanziati, per loro è bellissimo. Anche il tempo ha favorito gli allenamenti sul campo, in quanto ci sono state belle giornate, che hanno invogliato gli atleti a tornare a giocare: «E del nostro gruppetto devo dire che sono tornati tutti. Alla fine abbiamo perso molti mesi quindi anche loro non ce la facevano più a stare a casa». Il calcio permette non solo di imparare le regole tecniche, ma anche di trasmettere quell’idea di aggregazione e di gruppo che fa sì che tra i bambini si crei un’atmosfera di complicità e si impari fin da subito a condividere ed il rispetto.
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