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A.C. Cesano Maderno: Il ritorno della Scuola Calcio è il primo tassello per il futuro biancorosso, lo raccontano Andreazza e Pinelli

La società di Cesano annuncia un lungimirante investimento sull'attività dei più giovani: «Calcio accessibile a tutti: così diamo spazio al futuro»

A.C. Cesano Maderno

Il manifesto della Scuola Calcio all'ingresso della nuova sede di Via San Carlo

«Le nuove leve biancorosse, il futuro dell'A.C. Cesano Maderno»: in poche parole, un nuovo spazio ed un nuovo impianto che danno vita ad una rinata Scuola Calcio. L'ufficializzazione, rilasciata via Facebook dall'ufficio stampa del rinnovato Centro Sportivo di Via San Carlo, è breve e concisa ma abbastanza efficace da raccontare il forte entusiasmo rispetto al percorso intrapreso e fortemente voluto da tutti, in primis dal Presidente Guglielmo Andreazza.

«Siamo ritornati a Cesano», esordisce Andreazza «e stiamo cercando di raccontarlo a tutti, in tutti i modi, perché crediamo nell'importanza di ciò che facciamo: rispetto al territorio, alla cittadinanza, alle famiglie e ai ragazzi». Riportare il calcio lì dove la storica società del monzese ha mosso i suoi primi passi, a partire dal secondo dopoguerra, con una modalità che possa favorire l'ingresso di tutti e riportare il calcio ad essere uno sport realmente e concretamente popolare e diffuso: questi gli obiettivi, di non poco conto, del nuovo corso biancorosso. «Abbiamo voluto immaginare una Scuola Calcio che sia per tutti», spiega il Presidente all'undicesimo anno di carica «per questo non saranno richieste in alcun modo quote d'iscrizione, tesseramento, e così via: nessuno dovrà pagare - se non per l'abbigliamento personale - perché l'idea è di poter dare a tutti indistintamente la possibilità di giocare, in un luogo sicuro nel quale i ragazzi possano sentirsi prima di tutto liberi di giocare, apprendere ed esprimersi sportivamente, ognuno secondo le proprie e personali modalità».

Dagli allenatori alla dirigenza, a Cesano sono tutti d'accordo su filosofia e metodo da portare avanti, non solo per legarsi a doppio filo alle famiglie - in una rinnovata alleanza con la cittadinanza che vive il medesimo territorio - e contemporaneamente riavvicinare i ragazzi allo sport dopo lo stop pandemico, ma anche per svolgere la funzione educativa propria di un ambiente come quello dilettantistico, fortemente legato, per l'appunto, alla territorialità: «L'obiettivo primario rimane l'educazione sportiva», interviene Fabio Pinelli, Vicepresidente e Responsabile del Settore Giovanile e del comparto di Scuola Calcio, al terzo anno in divisa biancorossa «tramite la quale creiamo un modello educativo votato allo star insieme in dinamiche di gruppo e al divertimento, certo, ma anche al rispetto, che è rispetto per le strutture, per i compagni così come per gli avversari»

Così, in meno di una settimana dalla presentazione di questo nuovo capitolo biancorosso, nel giro di un paio di allenamenti di Allievi, le richieste d'iscrizione sono letteralmente raddoppiate: «La gente sta capendo, e apprezza», sottolinea Andreazza.

Attualmente, il comparto più giovane si sta quindi attrezzando per la costruzione di due squadre (composte da ragazzi e ragazze fino ai 12 anni d'età) che, sul piano del futuro più imminente, possano partecipare ai campionati CSI. Tra dicembre e gennaio, poi, come spiega anche Pinelli, il programma prevede di aprire - numeri permettendo - la Scuola Calcio vera e propria che giocherà in FIGC, coprendo tutte le categorie comprese tra le annate 2010 e 2015, che saranno affiancate da istruttori ISEF e laureandi e tutor di Scienze motorie per un perfezionamento a tutto tondo che comprenda anche l'aspetto tecnico-qualitativo del percorso sportivo.

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