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L'intervista

Melzo 1908, il Responsabile della Scuola Calcio Salvatore Dalise e la teoria dell'occhio dominante: «Non esistono bambini scarsi, prendendosi cura di loro, tutti possono raggiungere grandi traguardi»

Una realtà nata da poco che ha tanta voglia di svilupparsi, grazie alle due figure che puntano su di essa: quelle del presidente Paolo Marzio Lamberti e del tecnico Davide Magnoni

Il responsabile preagonistica Salvatore Dalise

Il responsabile preagonistica e tecnico dei Pulcini Salvatore Dalise

La società Us Melzo 1908 è totalmente un nuovo progetto su cui le due figure di un certo rilievo, il presidente Paolo Marzio Lamberti e il direttore tecnico Davide Magnoni, stanno investendo moltissimo. Lamberti si occupa anche della serie D e in un certo modo riveste la figura di Scouting: grande osservatore sa individuare i veri talenti, mentre Magnoni è uno dei più grandi organizzatori di tornei e lavora su tutto il territorio nazionale. Questo è quanto appreso dalle parole del responsabile pre-agonistica Salvatore Dalise: «Sono arrivato al Melzo proprio grazie al grande rapporto di stima che c’è fra me e Davide. Ci siamo conosciuti qualche anno fa quando allenavo al Cimiano la categoria dei 2008. Quell’anno avevamo vinto il campionato e conobbi Davide in uno dei tanti tornei di cui era l’organizzatore. Mi volle a tutti i costi con lui qui al Melzo e devo dire che effettivamente è il posto giusto per me. Io vengo dalla periferia milanese di viale Ungheria, qui i ragazzi hanno totalmente un altro approccio di gioco rispetto a quelli nati in cittadine più tranquille. A Melzo prima di tutto dobbiamo far togliere il carattere ai ragazzi. Possiedono la così detta “grinta educata” che va sciolta, tirata fuori. Io arrivo dalla ex Accademia Sandonatese e anche se negli anni i rapporti sono un po’ scemati, il mio mentore rimane comunque Marino Galmozzi. Alleno ancora sotto la falsa riga di ciò che i suoi metodi mi hanno insegnato, aggiungendo ovviamente del mio. Anche se oggi subisco molto l’influenza del metodo di tecnica individuale sviluppato da Maurizio Silvestri e il metodo Funino di Horst Wein e la sua teoria dell’occhio dominante. Ma a chi devo tanto e ci tengo a ringraziarlo ancora una volta è colui che ha realmente creduto in me e mi ha dato l’opportunità di crescere permettendomi di conquistare a pieni voti il patentino UEFA C: Gianni Sementilli, il fondatore di Città di Segrate».

Il discorso si sposta sul metodo di allenamento, di cui il tecnico approfondisce l'argomento: «I nostri allenamenti affrontano diverse fasi. Si parte da quella analitica a quella situazionale e di tecnica applicata. In questa fase, il metodo è di tipo induttivo. I ragazzi ascoltano esattamente cosa devono fare nelle diverse situazioni dai loro tecnici. Dopo è prevista una partita a tema fino ad arrivare alla parte finale di partita libera. In tutte le fasi precedenti sono i tecnici a fornire tutti i suggerimenti e a richiedere determinate prestazioni, si tratta di un momento di apprendimento dove i bambini immagazzinano una grande quantità di informazioni che sfrutteranno nella fase finale. Quest'ultima trasforma il metodo da induttivo a deduttivo e tutti i tecnici hanno il dovere di stare in silenzio, anche durante gli scontri. Dire ad un ragazzo in ogni secondo cosa deve fare non ha senso e non lo fa crescere, in quel momento preciso è lui che deve sapere come comportarsi. Per quanto riguarda la teoria dell'occhio dominante, invece, Wein insegna che gli uomini siano meno in grado di vedere con attenzione ciò che hanno di fronte, rispetto alle donne, per esempio. Ad esempio, non riusciamo a trovare i calzini nel cassetto fino a che non ce li indica la moglie. In realtà concentriamo l'attenzione solo su una sezione di ciò che vediamo, che corrisponde all'area che ricopre l'occhio dominante. Tale problema può essere risolto lavorando sull'occhio debole. Il motivo per cui un terzino esterno destro spesso non veda in tempo la palla che arriva da sinistra, dipende da questo. Evidentemente il suo occhio dominante è il destro e la famosa "coda dell'occhio" sinistra, più pigra, si accorge della palla quando ormai gli è già passata davanti. Durante gli esercizi in fase di allenamento dunque, per pochi minuti bisogna lavorare sull'occhio debole bendando quello dominante».

Il Melzo nella sezione dell'attività di base attualmente ha una squadra di Esordienti B allenata da David Marlon Taca, due di Pulcini 2011 un gruppo allenato dallo stesso Delise mente l’altro da Carlo Salvati, oltre che una dei Piccoli Amici 2013 allenati da Cosimo Lomazzo e un’altra delle «piccole puntine da disegno», come il tecnico ama chiamarli, i 2015. Di tutte queste squadre, il Dalise si occupa sia dell’area tecnica che di quella coordinativa.

«La prima parte del campionato - racconta il responsabile scuola calcio - sotto il punto di vista dei risultati, non è andata benissimo. Abbiamo perso tantissime partite, anche perché siamo capitati in un girone difficile dove ci siamo scontrati con squadre di livello come Franco Scarioni e Folgore Caratese. Ma se invece di guardare i punteggi, guardassimo i progressi… Lì sì che abbiamo ottenuto molte soddisfazioni. Durante le prime partite dovevamo tornare a casa con i furgoni per la quantità di gol che prendevamo - ammette scherzando - invece, lentamente, le reti segnate risultavano sempre meno e al nostro primo pareggio contro l’Agrisport, i bambini erano così felici che sembrava avessimo vinto la finale di Champions League. Per non parlare della vittoria conquistata contro il Cologno, un’esplosione di felicità! Anche noi tecnici continuavamo a ridere e ad essere infantilmente su di giri, chiedendoci anche il perché di tanta ilarità. Eppure i bambini son così, non vincono niente ma è come se avessero conquistato il mondo intero. Per questo motivo amo stare nella sezione pre-agonistica e amo ancor di più prendermi cura del “bambino scarso”. Con questa accezione sento spesso i miei colleghi definire i piccoli che fanno più difficoltà, che mi verrebbe da dirgli: ma forse scarso ci sarai tu! Non lo si può dire dei bambini e questo voglio farlo capire prima di tutto a loro. Continuo a ripetergli che se insistono prima o poi ce la faranno. Servono soltanto costanza e determinazione e i risultati prima o poi arriveranno».

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