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Pioltellese: Il cambio di passo gialloblù per una Scuola Calcio d’alta qualità, «metodologia e mentalità che fa crescere i ragazzi»

Il DS Antonio Gravina certifica la ripartenza dal basso per tornare ad essere riferimento territoriale ed offrire opportunità

Pioltellese

Foto d'archivio con sorriso, quella di questo gruppo di piccoli calciatori della Pioltellese

La Pioltellese sceglie di ripartire dalla qualità: così certifica il Direttore Sportivo Antonio Gravina, legato alla società di Via Seggiano da un lungo filo fatto di passione, familiarità e costanza. «È stata proprio la passione: ho giocato qua da ragazzo fino alla categoria Allievi, e anche i miei figli [uno del 2007, adesso in Élite a Segrate, e una del 2011, adesso nell'Inter femminile, ndr] hanno iniziato qui a muovere i primi passi sul campo da gioco», spiega. «C'è un’altra componente fondamentale, che è rappresentata dai dirigenti e dallo staff nel suo complesso: la forza della società è questa», sottolinea Gravina «Queste persone che fanno sostanzialmente volontariato e lo fanno con affiatamento, che si mettono a disposizione per gestire il campo, piuttosto che il magazzino, l'abbigliamento, le pulizie, piuttosto – ancora – che l'aspetto più tecnico, ecco queste persone fanno sì che andiamo avanti».

Dalla triste scomparsa, nel novembre 2020, del Presidente Onorario gialloblù, Roberto De Luca, tra i fondatori di quel «rettangolo tracciato a mano in un prato incolto di Via Alla Stazione», che è casa Pioltellese [al tempo Polisportiva Seggiano] da più di cinquant'anni, il tentativo di tornare ad essere punto di riferimento per il territorio – dopo un periodo complesso in termini di gestione ed amministrazione – è più forte che mai. Una volontà che, con 200 iscritti, una Prima Squadra in Seconda Categoria, oltreché una Juniores e un complesso di Scuola Calcio strutturata dalle annate 2016-15 fino ai Giovanissimi 2008, si è tradotta in un raddoppio delle iscrizioni a settembre e nel rinnovo d'una affiliazione, quella con l'Academy firmata Udinese, fondamentale in termini di potenzialità di crescita. «Sono stati due anni molto particolari, nei quali, tra l'altro, abbiamo fatto grandi sacrifici per mantenere una quota d'iscrizione bassissima continuando a metterci voglia e qualità, e in questo senso siamo sempre andati incontro a tante famiglie in difficoltà», continua Gravina «Non è stato facile per i ragazzi ma i numeri che abbiamo raccolto certificano la voglia che hanno di riprendere le attività, stare assieme, giocare e divertirsi». Sul progetto con la società bianconera di Udine, poi, spiega: «Abbiamo aperto questo capitolo due anni e mezzo fa, ormai, ed è importante in termini di accrescere in qualità e possibilità: seguiamo le direttive dell'Udinese e siamo sostenuti dai loro professionisti con un programma tecnico d'alto livello, ma andiamo a braccetto anche poi in termini di marketing e comunicazione, Camp per i ragazzi e corsi ai nostri tecnici», e ne racconta così la genesi «Quando sono subentrato come DS, avevamo purtroppo perso presa sul Settore Giovanile e della Pre-Agonistica. Avevamo, in quel contesto, la necessità di una prospettiva seria e duratura, per combinare un impianto tecnico professionale ed una garanzia costruttiva. Le affiliazioni non sono solo marchio: certo, avere uno scudetto sulla maglia è un valore perché presuppone tutto un impianto alle spalle che ti sostiene; ma è la possibilità che i ragazzi crescano con delle metodologie e una mentalità per fare il salto di qualità vero e proprio la chiave più importante».

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