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L'intervista

Sedriano, Massimo Gerli ritorna in società: «Torno come responsabile della Scuola Calcio, perché occuparmi dei più piccoli è nella mia indole»

Prendersi cura sia del settore maschile che di quello femminile mette a confronto due realtà appartenenti ad universi diversi: «I bambini sono tecnicamente più pronti, ma le ragazze hanno più voglia di emergere»

Responsabile Scuola Calcio Massimo Gerli

Sedriano, in foto il nuovo Responsabile della Scuola Calcio Massimo Gerli

Massimo Gerli ritorna fieramente nella sua società, il Sedriano, con una novità. Invece che del settore agonistico - nel 2019 allenava gli Under 15 - questa volta si occuperà della Scuola Calcio a tutto tondo: sotto la sua supervisione, infatti, ci saranno sia la sezione maschile che quella femminile. Del settore maschile maggiore attenzione sarà data ai più piccoli delle annate comprese fra il 2014 e il 2016, mentre per la sezione femminile si occuperà delle 2011 e 2010 oltre che delle 2009. Gli ultimi due anni travagliati sono serviti a Gerli come periodo di riflessione e adesso la voglia di dedicare tutte le sue energie al settore pre-agonistico equivale ad un ritorno alle origini, a quello che si è sempre stati: «Ho scelto di tornare al Sedriano e di allenare i piccoli perché è nella mia indole. La mia idea è sempre stata questa, amo insegnare e amo far crescere nella maniera corretta gli atleti. Partire dal basso permette a loro di arrivare con maggiori competenze fisiche e tecniche nelle categorie successive. Mentre nel settore agonistico bisogna fare un lavoro mirato a 360° per formare il calciatore, con i piccoli bisogna concentrarsi sugli aspetti coordinativi, motori e poi analitici. In questa fase il gioco del calcio conta meno rispetto che per l’agonistica dove bisogna cominciare a masticare il calcio vero che permetta ai ragazzi veramente dotati di proseguire la strada verso il calcio professionistico. È una continua ascesa dove più si sale e più diventa complesso, il canale si restringe. Per i bambini vale totalmente un altro discorso».

Per quanto riguarda invece il settore femminile, realtà emergente nella società del Sedriano, il responsabile Gerli descrive punti di forza e limiti di queste categorie: «Il settore femminile è totalmente un altro mondo, hanno una cultura calcistica molto diversa da quella dei ragazzi e per questo bisogna affrontare un lavoro più impegnativo. I bambini cominciano a giocare a calcio molto prima delle ragazze, che, al contrario, vengono a contatto con questo mondo per la prima volta quando sono più grandi e questo comporta una carenza e, delle volte, una difficoltà tecnica che bisogna integrare lavorando di più. Per contro, però, le ragazze sono più determinate. Hanno più voglia di emergere e di imparare, sono sveglie e cercano di capire perfettamente quali siano tutti i segreti che possono ampliare la loro tattica, ad esempio. Rispetto ai ragazzi le vedo molto più sul pezzo e non è cosa da poco perché in uno sport come il calcio la sana competizione è fondamentale»

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