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L'intervista

Dalla Scuola Calcio sono tanti i baby talenti che hanno spiccato il volo verso Inter e Milan

Il responsabile Samuele Grassi racconta i successi della società: «Gli adulti non dovrebbero riversare sui bambini le proprie aspettative»

Il Responsabile Scuola Calcio Samuele Grassi

Samuele Grassi in campo insieme agli atleti dell'Aldini

Un’intera vita dedicata al calcio quella di Samuele Grassi, nato in una realtà oratoriale, da esordiente debutta nella società Aldini ed il viaggio, prima di ritornarci al di là della linea del campo, è stato lungo e variegato. Tante altre società hanno beneficiato dei suoi piedi e della sua passione. La sua carriera da calciatore si conclude in Svizzera, il rientro in Italia equivale ad un ritorno alle origini. L'arrivo di Grassi in Aldini è merito del presidente Massimiliano Borsani e di Angelica Pedrotti, cui il tecnico non smette tutt’ora di ringraziare. L’obbiettivo da raggiungere era piuttosto ambizioso, ma la determinazione del gruppo societario ha sicuramente permesso di superare le aspettative: «Pur essendo una società storica, in quel periodo non stava vivendo il suo momento migliore. I bambini erano pochi, ma insieme ad Angelica abbiamo tirato su la scuola calcio che è oggi, adesso abbiamo tre squadre per ogni categoria con rose composte da dodici elementi. Inoltre, molti dei nostri iscritti hanno la fortuna di spiccare il volo verso le più importanti società. Alessandro Tamburello, classe 2014 è appena approdato in casa Inter, prima di lui all’inizio del campionato Pietro Ferrara un 2015 è stato scelto dal Milan».

Samuele Grassi immortalato in campo mentre monitora gli atleti

Oltre ad occuparsi delle annate comprese fra il 2013 e il 2016, Grassi tiene sott’occhio anche i Pulcini. Gli si scalda il cuore a pensare all’annata 2011 che ha seguito come tecnico per ben quattro anni: «All’interno di quel gruppo ci sono tantissimi talenti. Molti di loro attirano la visibilità di scouting e società maggiori, sono davvero molto bravi. Due anni fa Marouane Zidane è andato al Milan e un anno fa stessa sorte fortunata è toccata ad Amagua Daniel. Sono orgoglioso di loro, anche se ammetto che quando succede mi dispiace perderli e risulta faticoso ritrovare un nuovo equilibrio per il gruppo, penso che sia meglio per il loro futuro ed è giusto che facciano le loro esperienze. Ci tengo però a ribadire un concetto importante. Ogni bambino ha i suoi tempi, non bisogna pressarli o riversare su di loro enormi aspettative. Ognuno di loro deve avere il diritto di approcciarsi a questo gioco bellissimo e deve avere la possibilità di sbagliare, di riprovare e sbagliare di nuovo fin quando non riuscirà a trovare il modo giusto di affrontare uno scontro di gioco. Queste parole le rivolgo sia ai tecnici che ai genitori. I bambini non devono vivere con il peso delle aspettative che gli adulti riversano su di loro. Il dovere di noi tecnici è quello di fornire tutti gli elementi tecnici che dovranno pian piano e autonomamente imparare ad utilizzare. Stesso discorso vale per i genitori, che devono limitarsi a sostenere positivamente il bambino nella sua crescita, accettandone tempi ed eventuali limiti. L’obbiettivo non dev’essere per forza quello di arrivare alle società blasonate, l’obbiettivo è la formazione dentro e fuori dal campo».

Gli allenamenti per i più piccoli sono cominciati da circa una settimana: «Li abbiamo ritrovati carichi di energie e volenterosi di ricominciare. Certo, anche un po’ arrugginiti- scherza Grassi - ma di sicuro cercheremo di farli divertire il più possibile, almeno per i primi incontri».

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