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Esordienti B

L'annata 2010 omaggia Sandro Tonali uscito dal vivaio di questa grande società

Marco Chiarini: «Solo se il tecnico diventa vero punto di riferimento, l'allievo supererà il maestro»

Esordienti B Lombardia Uno

Tutti sorridenti: gli Esordienti B in posa per una foto di squadra

Lombardia Uno è una società diffusa sul territorio milanese con diversi centri sportivi ed innumerevoli squadre per ogni categoria. Nel solo centro di S. Ambrogio ci sono tre gruppi di Esordienti 2010, categoria su cui quest’anno si è focalizzata l’attenzione. Già, perché il 2010 è l’anno che lega questi ragazzi al grandissimo campione Sandro Tonali. Classe 2000 Tonali, arriva dal lodigiano in Lombardia Uno grazie al consiglio del sacerdote del suo oratorio che notando il suo talento spinge la madre a farlo uscire dalla realtà oratoriale. Dopo alcune ricerche, la madre decide di iscrivere il bambino in questa realtà milanese che è anche Scuola Calcio Milan, la sua squadra del cuore. Tonali disputa il campionato 2008-2009 nei Pulcini della società e all’età di dieci anni, nel 2010 - anno di nascita degli attuali Esordienti B - lascia la società trasferendosi al Piacenza.

Ritornando al gruppo di S. Ambrogio, Marco Chiarini tecnico della categoria, insieme a Francesco Falzea e Piero Vilconi, racconta come si vive in società e lo fa partendo dal vertice e dal rapporto speciale che tutto lo staff ha instaurato con il presidente Paolo Gatti, l’allora tecnico di Tonali: «Il nostro presidente è una persona molto preparata con la quale ci confrontiamo sempre. Teniamo molto alla nostra condotta e lavoriamo tanto affinché la nostra preparazione tecnica sia sempre adeguata al livello che vogliamo far raggiungere ai nostri ragazzi. Facciamo molte sedute sia con i tecnici FIGC che con quelli Ac Milan. La formazione continua è motivo di crescita corale. In queste sedute spesso ci insegnano cose che potrebbero non essere considerate importanti come: l’approccio con i ragazzi, la gestione del tempo in fase di allenamento, persino il tono di voce con cui bisogna parlare ai nostri bambini e ragazzi e anche il linguaggio corporeo. Questo perché prima di essere dei tecnici, siamo degli educatori. Noi come genitori e maestri siamo dei punti di riferimento per la crescita dei ragazzi e se per primi diamo il buon esempio, loro ci seguiranno, diventando spontaneamente migliori di noi. L’esempio forse più banale che rende bene il concetto è correre come chiediamo di fare loro. Se durante l’allenamento bisogna spostarsi da una parte all’altra del campo è per primo l’allenatore che dovrà cominciare a correre. Questo perché i ragazzi innanzitutto ci imiteranno e secondariamente ci permette di non perdere tempo prezioso, rendendo gli allenamenti più intensi. Per essere dei buoni tecnici, bisogna sempre mettersi in discussione».

Finalmente sembra risplendere di nuovo il sole dopo questo Gennaio che aveva eclissato l’intero settore dilettantistico, i motori si sono riaccesi ed il campionato sta ripartendo: «Non è stato facile togliere ai bambini di nuovo la felicità che il campo gli aveva donato. Fino all’allenamento di venerdì sera abbiamo deciso di tacere e di non comunicargli la data di ripartenza, volevamo gioirne insieme e ristabilire concetti e regole. Primo fra tutti: chi si allena gioca, chi non si allena, anche se è il più bravo, sta in panchina. Vogliamo responsabilizzarli, da qui la scelta di creare per la prima volta un gruppo whatsapp non con i genitori. Ci interfacciamo direttamente con loro e nel gruppo oltre ai tecnici e ai ragazzi sono ammessi i soli dirigenti. La nostra è e vuole continuare ad essere una società sana con validi principi. Non dimentichiamoci che dal nostro vivaio è uscito Tonali». La visione di Marco Chiarini porta con sé un messaggio nascosto, Lombardia Uno - come già dimostrato - sarà la madre di tanti talenti.

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