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Esordienti

Ivan Carrozza: «L'approccio allo sport è cambiato nel tempo»

Il tecnico, figura storica della Serenissima, racconta il suo gruppo: «Non vediamo l'ora di ricominciare»

Esordienti Serenissima

I classe 2009 della Serenissima allenati da Ivan Carrozza e Massimo Dalladea

Più di trent'anni dedicati alla Serenissima: questo può essere il riassunto della vita di Ivan Carrozza, che da quando ne ha diciotto, fa parte della famiglia della società di Cinisello Balsamo. Carrozza allena gli Esordienti, un vasto gruppo di classe 2009 che viene seguito insieme a Massimo Dalladea. «Abbiamo due gruppi, ma durante la settimana si allenano tutti insieme», racconta il tecnico, che continua «sono tutti ragazzi bravi ed educati – a volte fin troppo – anche se negli ultimi anni noto che non hanno più lo stesso entusiasmo che avevamo noi alla loro età. Questo perché non sono più abituati a giocare tutto il giorno, come faceva la mia generazione. Da bambino mi capitava di uscire di casa dopo pranzo e rientrare all'ora di cena. Ci si incontrava in oratorio o in cortile e si giocava fino a sera. Le nuove generazioni praticano questo sport più che altro per fare attività fisica, ma una volta usciti dalla struttura, è difficile trovarli a giocare da qualche parte e per questo ne risente anche il corpo perché chiaramente fanno più fatica. Alcuni, poi vengono spronati dai genitori e quindi giocano malvolentieri. Quando questo accade ed iniziamo a percepire il malessere del ragazzo, lo facciamo notare ai genitori, ne parliamo insieme a loro. Trovo che sia inutile sforzare dei bambini a fare quello che non vogliono, anche perché a quell'età sanno essere molto selettivi e quindi diventa anche una questione di socialità perché tendono ad ammirare quelli che riescono meglio e lasciano indietro chi ha più difficoltà. Il nostro lavoro è anche quello di ottenere un certo equilibrio: nel momento in cui i ragazzi sono soddisfatti, sappiamo di aver raggiunto l'obiettivo dell'aggregazione. Nell'istante in cui, al contrario, notiamo una certa insoddisfazione, ne parliamo con i genitori e cerchiamo di indirizzarli verso la scelta più giusta per il benessere del ragazzo».

Il conto alla rovescia è iniziato: tra pochi giorni, anche l'attività di base tornerà in campo. In vista dei nuovi impegni, Carrozza spiega: «Non vediamo l'ora di riprendere a giocare. Adesso i gironi verranno mescolati e magari riusciremo a trovare qualche soddisfazione in più rispetto al campionato invernale, anche se non è questo assolutamente l'obiettivo principale. Se mi preoccupa il salto nell'agonistica? No, non lo vedo come un grosso problema. Alcuni di loro hanno già iniziato a giocare con i 2008 ed a fare qualche esperienza e non penso che subiranno un grosso trauma ad iniziare a giocare ad 11. Certo, gli spazi saranno diversi e ci saranno due giocatori in più, ma penso che sarà un cambiamento abbastanza semplice da gestire. È chiaro che non ci aspettiamo di riuscire ad insegnare fin da subito tutto ciò che c'è da fare: abbiamo piccoli obiettivi, che sono quelli, del resto, che inseguiamo anche adesso. Sono dei traguardi mensili, si va avanti passo per passo, ogni allenamento, ogni mese. Insomma, ogni periodo è legato ad una progressione lineare di obiettivi che siano raggiungibili dalla maggior parte del gruppo», conclude.

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