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L'intervista

Perseguire gli obbiettivi divertendosi, ecco la cura per superare ogni malessere

Luca Binaghi: «Giocare contro i professionisti è l'esperienza più incisiva e formativa»

Esordienti 2009 Sedriano

La squadra degli Esordienti Sedriano con i tecnici Binaghi e Montaudo

Sperando di aver superato definitivamente l’ultimo ostacolo di questa situazione gli Esordienti del Sedriano, guidati dal tecnico Luca Binaghi, primo gruppo, da Fabio Serenelli, secondo gruppo, con l’aiuto del tecnico Giuseppe Montaudo sono pronti a ripartire. In queste settimane, nonostante le assenze e le difficoltà, hanno sempre continuato ad allenarsi con il morale alto spinti solo dalla voglia di giocare a calcio.

Questa la filosofia trasmessa in prima persona dal tecnico Binaghi ai suoi ragazzi: «Come educatore cerco di mettere sempre davanti a tutti gli aspetti il divertimento, insegno anche la tecnica in questo modo. Ogni allenamento è pensato secondo questa logica dunque ricco di giochi tecnici che insegnano agli ormai ragazzi le strategie in maniera positiva. Seguo il gruppo dalla scorsa stagione e pur avendo avuto quest’anno la possibilità di cambiare, ho deciso di rimanere con loro perché già troppe difficoltà avevano tentato di mozzare i loro successi. Sentivo di non aver dato tutto e notavo un grosso potenziale, un grande margine di miglioramento. La caratteristica di questa squadra è che è omogenea, fra loro non c’è una stella che brilla più degli altri. Si tratta di ragazzi molto diligenti, che ad esser sincero partivano da un livello basso, ma la loro costanza e voglia di lavorare li ha fatti crescere moltissimo nonostante tutto il disagio che in questi anni hanno dovuto affrontare. L’affiatamento fra loro è enorme, complice il fatto di conoscersi bene e di frequentarsi anche al di fuori del campo. È un gruppo saldo che ha saputo ben inserire anche qualche nuovo innesto di ragazzi provenienti da società vicine».

La suddivisione delle due squadre è spartita secondo le abilità tecniche, spiega il primo allenatore Binaghi: «Abbiamo la fortuna di gestire 28 ragazzi e valutando i punti di forza di ognuno, abbiamo deciso di suddividerli in base alle loro capacità. Questo permette di farli crescere in maniera sana, senza creare malesseri fra loro. La selezione non è però affatto rigida, chi si impegna e migliora cambia squadra di riferimento, come è già successo a due ragazzi passati dal secondo al primo gruppo. Diamo soprattutto la possibilità a tutti di fare esperienze importanti. Per fortuna siamo parte di una società che punta molto sui propri talenti organizzando eventi, test match e amichevoli alla quale partecipano squadre professioniste permettendo di confrontarsi con un mondo superiore e stimolante. Anche se si rivelano sempre incontri difficili, giocare contro i professionisti permette a tutti di trarre grandi insegnamenti e innesca quella spinta a voler fare sempre meglio. Per questo motivo voglio ringraziare la società che ci permette di vivere queste esperienze affatto scontate e vorrei ringraziare di cuore tutti i miei ragazzi, quelli che alleno e quelli che ho allenato. Il calcio è davvero lo sport più bello del mondo ed è meraviglioso far parte di questo mondo».

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