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L'intervista

La Nuova Usmate dà il via al primo torneo di calcio femminile

Il progetto societario di aprire le porte alle atlete, nato a settembre, è stato accolto positivamente

Nuova Usmate

Le atlete della Nuova Usmate immortalate in una foto di squadra: oltre ai tecnici dei gruppi, ad occuparsi delle squadre ci sono anche le dirigenti Mary e Laura

Da settembre 2021 la Nuova Usmate ha preso l'importante decisione di aprire le proprie porte al calcio femminile. Un progetto nato, come spiega il responsabile del settore giovanile Fabio Luongo come risposta ad «una necessità». A distanza di mesi, il coraggio di mettersi in gioco dello staff monzese, ha dato i suoi frutti: ad oggi, in società si contano circa trenta bambine che, già da quest'anno, hanno disputato il campionato dell'Attività di Base. «Vorremmo continuare su questa strada», racconta Luongo «dando anche il via al primo torneo femminile, il Torneo Pink Cup, l'11 e il 12 giugno 2022. Si tratta di una delle pochissime – se non l'unica – competizione femminile organizzata nella zona di Monza-Brianza. A darsi battaglia, ci saranno le categoria Under 10 e 11 contro squadre come Inter, Pro Sesto, Uesse Sarnico, Atalanta, Villa. Un torneo vero e proprio, ma soprattutto due giornate di festa, il cui presupposto sarà valorizzare le nostre atlete ed il calcio femminile in generale. Oltre alle altre squadre, parteciperanno anche il Fiammamonza e il Milan. Con la squadra rossonera abbiamo un rapporto molto profondo: sono stati i primi a darci credito e non era facile credere in un progetto come il nostro. Non siamo ancora Scuola Calcio Milan, ma speriamo di diventarlo. Puntiamo a diventare “interessanti” oltre che “interessati”: ci sono già società come l'Atalanta o il Lecco, che guardano con interesse al nostro progetto. Con il tempo potremmo diventare un centro di formazione».

Un primo anno, frutto di tante valutazioni, che è riuscito nell'intento di essere una sorta di ancora di salvataggio per le bambine della zona che vogliono avvicinarsi al mondo del calcio: «Noi oggi ci proponiamo di colmare quel buco creatosi intorno all'attività di base femminile, cercando di crescere e formare le atlete del domani, con la speranza di vederne qualcuna spiccare il volo verso società importanti. Sicuramente, abbiamo molte aspetti da migliorare: essendo il primo anno, alcune cose potevano essere fatte meglio».

La locandina del torneo organizzato nelle giornate dell'11 e 12 giugno 2022 e dedicato alle squadre femminili della società

La strada è ancora molto lunga e il tempo per migliorare c'è: la società si sta già muovendo in tal senso per offrire un servizio ancor più di qualità dal prossimo anno. «Vogliamo uno staff dedicato al settore femminile anche perché i numeri di oggi ci fanno pensare che nei prossimi mesi e anni aumenteranno i numeri delle iscritte», racconta ancora Luongo «Ad oggi, ad allenare le nostre ragazze ci sono Fabrizio Beretta, persona con molta esperienza alle spalle. Il fatto di essere anche un nonno lo aiuta a miscelare bene la parte amorevole con quella grintosa, due elementi fondamentali da mettere in campo; Beretta si occupa anche delle squadre maschili. Poi c'è Maurizio Spinelli – anch'egli tecnico di esperienza - e Federica Callovini, ex calciatrice, tra le altre, del Fiammamonza, ma nessuno di loro, tranne Federica, aveva mai avuto esperienze nel calcio femminile. Dobbiamo farci conoscere molto: quello che ho notato è che molte ragazze hanno il timore di iniziare a giocare in una squadra completamente femminile perché ha la percezione che il livello sia più basso. In realtà, l'approccio è cambiato e in quanto a grinta e tecnica, non hanno nulla da invidiare alle squadre maschili. Come sempre, ci vuole tempo e formazione, ma i risultati arrivano. C'è ancora un tabù che va assolutamente sradicato: l'idea che una squadra femminile sia meno competitiva, qualificante ed importante di una maschile. Non è assolutamente così: sono convinto che con il tempo tante ragazze si avvicineranno a questo mondo perché lentamente sta crollando quella credenza che il pallone sia uno sport da maschio. Alle squadre femminili va riconosciuta anche la costanza nel fare gli allenamenti e presentarsi alle partite: anche quando c'è maltempo, si fanno avanti comunque ed iniziano a lavorare. È un gruppo compatto e questo va preso in considerazione perché si nota che nel momento in cui prendono la decisione di iniziare a giocare a calcio, lo fanno perché credono nel progetto e in quello che stanno facendo. E su questo c'è molto da imparare dalle nostre ragazze: anche nella vita dovresti portare avanti questo concetto che se fai una cosa, devi essere convinto di quello che stai facendo, altrimenti è meglio che lasci stare».

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