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Penalizzati per aver fatto giocare una ragazza

La vicenda argentina della piccola Paula Bolaños è diventata un caso mediatico; da noi squadre miste incoraggiate

giulia dragoni

Giulia Dragoni, le ha "suonate" ai maschi fino ai Giovanissimi

È diventato un caso mediatico rimbalzato in tutto il mondo quello della piccola Paula Bolaños, giocatrice del Cañuelas di Buenos Aires. Questa la vicenda in breve: Paula era protagonista nel campionato di Under 12, l’equivalente dei nostri Esordienti, ma a un certo punto della stagione, in seguito a una segnalazione di un’avversaria, la sua squadra si è vista comminare una sanzione che annullava i punti fatti dal Cañuelas nelle tredici di partite disputate poiché, in quanto femmina, Paula non avrebbe avuto titolo a partecipare a un campionato riservato esclusivamente ai “varones”, i maschi, secondo un regolamento antico di quasi 100 anni.

Società e compagni, con i quali Paula era perfettamente integrata ormai da anni, hanno fatto immediatamente quadrato attorno a lei, intraprendendo una simbolica battaglia che ha trovato il supporto anche di numerose altre formazioni partecipanti a quel campionato (le quali hanno iniziato a loro volta a schierare in campo delle ragazzine), e che ha suscitato l’interesse dell’opinione pubblica anche sul web (#somoscanuelas o #derechoajugar sono divenuti hashtag molto popolari non soltanto in Argentina), ma anche delle istituzioni. «Sia la protesta della squadra avversaria che la sanzione stessa - ha spiegato il Cañuelas in un comunicato - causano enormi disuguaglianze e minacciano l’idea di inclusività nel calcio. Non ci interessa recuperare i punti, ma aprire le porte a tutte le ragazze che amano questo sport. Bisogna cambiare e le squadre miste giovanili rompono gli stereotipi».

Stereotipi che, fortunatamente da noi sono, almeno a questo livello, superati. Sottolineando come in Italia siano in crescita le società che decidono di schierare squadre interamente femminili già dalla preagonistica, il regolamento permette la partecipazione delle ragazze in squadre maschili fino alla categoria Giovanissimi. Permette e addirittura incoraggia, visto che la formazione di rose miste è tra i requisiti per ottenere lo status di Scuola Calcio Elite.

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