Cerca

Seconda Categoria

Partizan Bonola: «Errore tecnico palese ma gara non mandata a ripetersi. Rispetto per gli arbitri, ma la Federazione tuteli anche le società e la correttezza dei campionati»

L'episodio in Partizan-Cassina Nuova del 12 dicembre: «Il direttore di gara ha confuso i giocatori ammoniti espellendone uno sbagliato, ma non ha voluto riconoscere l'errore». E dal giudice sportivo arriva la stangata per i rosanero

Partizan Bonola

La tifoseria del Partizan Bonola

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del presidente Jacopo Nedbal e del direttivo del Partizan Bonola, società militante in Seconda Categoria milanese.

«Il 12 dicembre è andata in scena Partizan Bonola–Cassina Nuova, ultima partita del girone di andata di Seconda Categoria.
Durante la gara viene commesso un errore tecnico clamoroso da parte dell’arbitro: Trevisan viene ammonito nel primo tempo, Berti nel secondo, ma il direttore li confonde e Berti viene espulso per doppia ammonizione. A quel punto la partita sfugge totalmente dalle mani dell’arbitro, con un bilancio finale di due giocatori e l’allenatore espulsi per entrambe le squadre. Tutto ciò avviene sotto gli occhi di un osservatore arbitrale che, nonostante sia stato presente tutta la partita sugli spalti, alla fine sosterrà di “essere passato per caso”.
A fine partita l’errore viene riconosciuto da entrambe le squadre, l’arbitro insiste con la sua versione e il dirigente accompagnatore del Partizan si rifiuta di firmare i documenti finali della partita.
Trattandosi di un chiaro errore tecnico dell’arbitro, abbiamo fatto reclamo alla Federazione, aspettandoci come da regolamento la ripetizione della partita.
Il regolamento prevede però che l’unica parola che conta è quella dell’arbitro il quale, come successo in Veneto nel caso del risultato sbagliato, ha preferito tutelare la sua carriera all’onesta intellettuale di riconoscere l’errore: risultato dunque confermato e partita che non verrà ripetuta.
Portiamo grande rispetto per i ragazzi che arbitrando in cambio di pochi euro permettono lo svolgimento del campionato. Detto ciò sarebbe importante che lo svolgimento fosse sempre regolare e che quindi la parola dell’arbitro non conti necessariamente più di quella delle quasi 200 persone presenti in quel momento al campo.
Come se non bastasse arriva poi un’ulteriore stangata dal comunicato di giovedì 16 dicembre. L’arbitro inventa una fantomatica aggressione “con spinta a pugni chiusi” da parte di un nostro giocatore che perderà 8 partite; per fortuna, grazie all’ausilio delle telecamere del campo faremo ricorso e dimostreremo la falsità della ricostruzione del direttore di gara.
Inoltre a corredo di tutto questo ci vengono comminati 440€ di multa così suddivisi:
- 300€ per accensione di fumogeni, che sappiamo andare bene quando c’è da pubblicizzare il calcio dilettantistico oppure elemento per punire arbitrariamente le società con tifo al seguito.
- 140€ per insulti ad arbitro e avversari, che a questo punto potrebbero dare di default a tutte le società per tutte le partite, dato che il comportamento tenuto dai nostri tifosi non è sicuramente più grave dell’atteggiamento tenuto dai sostenitori di tutte le società sprovviste di tifo organizzato che abbiamo incontrato.

È chiaro, dal nostro punto di vista, come l’arbitro abbia voluto tutelarsi inventando una ricostruzione fasulla. Chiediamo, all’interno del meccanismo di regole della Federazione, che ci si occupi di tutelare anche le squadre e il corretto svolgimento del campionato».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400