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Dai video di Beckham al mito Salah, il numero 7 che sta facendo volare la capolista

Settimana scorsa una doppietta decisiva per restare in scia primo posto, domenica il sorpasso in vetta

Bandini Ausonia

Luca Bandini, l'esterno dell'Ausonia

L'importante vittoria contro una Gerardiana affamata di punti ha consentito all'Ausonia di mantenere la scia della Triuggese, formazione che poi la truppa di Confalonieri ha sorpassato in cima alla classifica la settimana dopo. Protagonista del pomeriggio in casa gialloverde è stato Luca Bandini, che ha sbloccato al 20' la partita, chiusa poi dalla sua personale doppietta a inizio ripresa.

Descrivi la rete del vantaggio sulla Gerardiana.
«Abbiamo premuto subito sull'acceleratore per sbloccarla: lo scambio con la prima punta Barzaghi mi ha portato, leggermente defilato sul primo palo, a battere Sanga nonostante la sua deviazione».

Quando Varalda pensava di aver riaperto i giochi di testa è arrivata la tua doppietta.
«Ho concretizzato il contropiede di Ferri, muovendomi verso il centro dell'area e raccogliendo sottomisura la respinta del portiere sul suo tiro: dopo il 3-1, la Gerardiana ha accorciato ancora, ma la partita è filata via liscia».

Sei un cecchino? Quale rete scegli come fotografia della stagione?
«In questo campionato ho toccato quota 9, ma devo dire la verità...No! Non so se sono migliorato sotto porta, vedremo col passare degli anni. Il gol più bello è stato il tiro al volo da fuori area contro il SASD, un collo esterno perfetto. Mi ha dato molta soddisfazione invece il colpo di testa contro la Cosov (cui ho rifilato un'altra doppietta) a Villasanta perchè è stato un colpo di testa e per la dinamica dell'azione: ho incocciato saltando all'indietro il traversone lungo dalla fascia destra e ne è uscito un pallonetto che ha sorpreso il portiere».

Qual è stata la migliore prestazione stagionale dell'Ausonia?
«La gara del debutto, quasi a senso unico: il 3-0 alla Nuova Usmate ci ha dato la consapevolezza che saremmo stati competitivi. È un gruppo che sta assieme da tempo e che nell'ultima stagione completa ha dato filo da torcere al Lesmo promosso».

Com'è nata la passione per il calcio e come sei arrivato a Oreno?
«Il nonno, ex arbitro a livelli dilettantistici (Giovanni Ravasi, ndr), mi ha portato al Fc Usmate, dove ho fatto la trafila delle Giovanili: mi sono diviso tra pallone e nuoto, la Juniores alla DiPo Vimercatese, un biennio in Promozione alla Vibe Ronchese e poi l'Ausonia. Quattro anni fa parte del gruppo di Ronco venne qui e rimanere con loro fu scelta naturale, a me interessa innanzitutto giocare e divertirmi».

Chi è Luca?
«Un 23enne di Carnate, che si sta specializzando, dopo la Laurea in Informatica, in Teoria e Tecnologia della Comunicazione. Un tifoso del Milan che, a parte gli inarrivabili Messi e Cristiano Ronaldo, studiava i video di Beckham e Fernando Torres e che ammira molto Salah, che a differenza mia è un mancino».

Ecco, la maglia numero 7 è iconica.
«So che è un numero importante e lo indosso con piacere, ma identifica semplicemente l'esterno destro nel 4-3-3 e nel 4-2-3-1 dell'Ausonia. Il mio punto di forza è la resistenza e ho una discreta velocità: devo invece imparare, come mi consigliano mister Confalonieri e i senatori, a fare le scelte giuste, affidandomi meno all'istinto».

Perché l'Ausonia vincerà il campionato?
«Siamo un gruppo che si conosce bene, l'alchimia tra di noi sarà la marcia in più per concretizzare questo progetto a medio termine. Contro la difesa di ferro della Triuggese io e gli altri attaccanti dovremo dare il meglio: nella gara di andata, che abbiamo vinto di misura, non immaginavamo che quelle tra di noi sarebbero state le sfide decisive per le sorti del campionato».

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