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Seconda Categoria

Lys Gomis, non fu aggressione: assolto a metà

L'ex portiere del Torino, ora in forza al Genola, era stato squalificato 18 mesi dal Giudice Sportivo. Ma vuole andare fino in fondo: «Mi ha infamato, non accetto nemmeno un mese di squalifica»

Lys Gomis assolto a metà: ridotti i 18 mesi di squalifica

Lys Gomis, da noi intervistato dopo la squalifica, si è dichiarato completamente estraneo ai fatti

Uno dei ricorsi più attesi degli ultimi mesi, con il conseguente esito che sicuramente non farà piacere alle parti chiamate in causa. Dopo il polverone sollevato dalla squalifica rifilata a Lys Gomis, portiere ex Toro e attuale estremo difensore del Genola (Seconda Categoria) moltissime testate hanno riportato la notizia della sanzione a Gomis di 18 mesi di squalifica, assegnatigli, secondo il Comunicato Ufficiale del 13 aprile, poiché: «Raggiungeva di corsa l'arbitro che si dirigeva a centro campo e lo afferrava per il collo, provocandogli dolore, oltre ad insultarlo ripetutamente. Intervenivano in difesa del direttore di gara alcuni giocatori di ambo le compagini. Al termine della partita, mentre l'arbitro raggiungeva gli spogliatoi scortato dai Dirigenti della squadra ospite nonché da giocatori di entrambe le Società, dopo aver subito ulteriore aggressione fisica da un altro tesserato del Genola, il Signor Gomis continuava a insultarlo e minacciarlo, con una tale veemenza da indurlo a richiedere l'intervento di una volante dei Carabinieri, ai quali veniva esposto l'accaduto». 

Dopo il nostro articolo sono arrivati tantissimi commenti di sostegno al portiere classe 1989, tutti basiti di come fosse possibile che una persona come Lys avesse mai potuto aggredire l'arbitro.

Lo stesso Gomis ha poi contattato il giornale per spiegare le dinamiche accadute durante la partita direttamente con una video intervista, dichiarando come «Non mi sarei mai e poi mai permesso di mettergli le mani al collo né tantomeno di spintonarlo. Da ragazzo ero il primo ad ammettere i miei errori, ma quando vengono dette falsità nei miei confronti mi arrabbio a morte. Ieri (riferito al giorno della squalifica, ndr) ho pianto dalla rabbia, per il danno che può subire la mia famiglia, a partire da mio padre che non c'è più fino a mia madre, ai miei due fratelli e a mia figlia. Sono sempre stato contro ogni forma di violenza, ma che razza di insegnamento posso dare ai bambini della mia scuola di portieri o a mia figlia?»

L'ESITO DEL RICORSO

Dopo quasi un mese d'attesa è arrivato l'esito del ricorso fatto dal Genola non solo per la squalifica di Lys Gomis, ma anche per quella di Gregorio De Luca, il massaggiatore della società cuneese squalificato fino al 13 aprile 2023Nel reclamo il Genola nega la circostanza che i tesserati squalificati abbiano aggredito fisicamente il direttore di gara, ipotizzando che si tratti di un fraintendimento di quest’ultimo in ragione della prestanza fisica del Gomis. A supporto della tesi difensiva, in data 2 maggio 2022, è pervenuta alla Corte Sportiva una dichiarazione sottoscritta dalla signora Prato Veronica, presunta spettatrice (dalla tribuna) dell’incontro, la quale dichiara di non aver visto alcuna aggressione nei confronti dell’arbitro.

Dal Comunicato si parla di come «A prescindere dall’irrilevanza della deposizione testimoniale allegata, atteso che non vi è alcuna prova che la medesima abbia assistito alla partita, dalla disamina degli atti di gara, in effetti, non emerge che la condotta posta in essere dal giocatore Gomis abbia provocato “dolore” all’arbitro, sebbene rappresenti sicuramente una condotta violenta. Il contegno del portiere può ricondursi ad un eccesso di agonismo e di irruenza legato, quantomeno inizialmente, alle proteste per il pareggio della squadra ospite. Proprio per ciò si può adeguare il trattamento sanzionatorio e contenere la squalifica sino al 31 dicembre 2022».

Da un lato soddisfatto, dall'altro ancora tanto arrabbiato Lys Gomis, che dall'esito ufficiale del ricorso ha comunque rimediato 7 mesi di squalifica. «Già il fatto che hanno eliminato l'aggressione fisica è una vittoria - ha commentato Gomis - Ma è vergognoso che su tutti i testimoni pronti a dire la loro, sia del Genola che degli avversari, abbiano contattato solamente una ragazza presente al campo, tra l'altro avvocato. Sono furioso, voglio andare fino in fondo perché non accetto tutti questi mesi di squalifica: ho subito un danno d'immagine pesantissimo, tanti bambini della mia scuola calcio se ne sono andati perché per la squalifica ero un violento. Ammetto di aver esagerato con le parole e gli insulti nei confronti dell'arbitro, ma dov'è finita tutta la parte legata all'aggressione fisica e ai Carabinieri presenti al campo? Mia figlia, mia madre e tutta la mia famiglia non meritano questa sofferenza portata da un bugiardo, che adesso deve pagare davvero».

L'ALTRA SQUALIFICA

Discorso diverso invece per De Luca. Sempre secondo l'esito del ricorso si parla di come «Al termine della partita, avrebbe fatto ingresso nel terreno di gioco e aggredito l’arbitro, unitamente ad altri giocatori, sino a farlo cadere per terra. La condotta risulta evidentemente violenta e, considerato che trattasi di un soggetto che riveste una posizione dalla quale è ragionevole attendersi il rispetto delle regole e soprattutto degli ufficiali di gara, la squalifica comminata dal giudice sportivo deve ritenersi proporzionata». Il massaggiatore del Genola resterà squalificato fino al 13 aprile 2023.

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