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Intervista a Caterina Aimetti, gran cuore pinerolese

Caterina Aimetti del Pinerolo in azione contro l'Alessandria
Giocare con le calciatrici forti aiuta e nonostante la giovane età, Caterina Aimetti grande lo è già. Del centrocampo del Pinerolo le sono state affidate le chiavi (con qualche deviazione nel ruolo di terzino) e lei ha ripagato la fiducia. D’altronde il pinerolese e la Val Chisone sono da qualche decennio fucina di talenti del calcio femminile e Caterina Aimetti, partita dalla sua Villar Perosa, non fa eccezione. Proprio dal suo paese ha cominciato a dare i primi calci al pallone con la maglia di una società e, un anno a Perosa Argentina a parte, ci è rimasta giocando con i maschi fino ai fatidici 14 anni. Lì si sono accese le sirene torinesi, quelle del club più importante della zona in quegli anni: il San Bernardo Luserna. Tutto questo prima di approdare in quella che dalle sue parole si capisce consideri come una seconda casa, quella del Pinerolo. Raccontaci della tua esperienza al Luserna. Com’era giocare nelle giovanili di quella società quando la prima squadra era in Serie A e qual è stato il tuo rapporto con gli allenatori da Zorri in poi? Ho iniziato giocando nelle Giovanissime, con me c’erano Ippolito e Favaro che poi ho ritrovato a Pinerolo. Abbiamo fatto diversi tornei importanti, me ne ricordo uno bellissimo a Parigi dove abbiamo giocato anche contro squadre inglesi. Raramente poi sono stata chiamata in prima squadra perché quando facevamo la A c’era il limite minimo dei 16 anni per giocare. Ho avuto poco a che fare con Tatiana Zorri ma mi ha sempre dato comunque consigli molto giusti. Ho avuto Daniele D’Ancona, Chelo Tomasin, Tony Dall’Aglio, tutti allenatori da cui ho imparato molto e che mi hanno fatta crescere. Zorri è stata numero 10 della Nazionale, ma anche tu hai avuto un’esperienza in azzurro. Ce la racconti? Sono stata chiamata per una giornata a Novarello, facevano la selezione della Nazionale Under 16. È stata una bella esperienza , una giornata in cui abbiamo fatto dei tornei tra di noi. C’erano tantissime ragazze da tutta Italia. Purtroppo non è andata bene e non c’è stato un seguito, ma è rimasto un bellissimo momento. Come è avvenuto poi il tuo passaggio al Pinerolo? Andare a Torino stava cominciando a diventare pesante anche per lo studio e ho deciso di avvicinarmi a casa. Mi piaceva l’idea di far parte di una squadra importante, riconosciuta anche a livello giovanile. Volevo esserci e dare il mio contributo in questa società. Giochi a centrocampo ma sei stata schierata anche in difesa. Qual è il ruolo che preferisci, in cui ti trovi meglio? Da quando sono nel femminile ho sempre giocato più che altro da centrale di centrocampo. Già l’anno scorso ho giocato qualche partita da terzino. Diciamo che preferisco giocare a centrocampo perché l’ho sempre fatto ed ho più confidenza nel ruolo. Com’è per te avere a che fare con giocatrici che hanno fatto la Serie A (Armitano, Gueli, Magnarini) a livello di crescita sportiva e umana? Ho giocato con Angelica (Armitano ndr) più che altro quest’anno e Monica (Magnarini ndr) in difesa. Monica mi ha aiutata tanto anche perché lo scorso anno per me era un ruolo nuovo, mi ha dato consigli e sicurezza. Anche quest’anno che non ha giocato, da fuori è sempre presente. Anche Pamela mi ha dato tanti consigli giusti che mi hanno aiutata a crescere. È stato un anno complicatissimo per voi, tra pausa forzata dopo 4 giornate, esoneri, infortuni gravi e quarantene. Come ne siete uscite? Quanto è stato importante il fattore squadra? Il gruppo è stato fondamentale. Abbiamo fatto il primo allenamento ieri sera (mercoledì 19 ndr) dopo essere state in quarantena. Quest’anno soprattutto abbiamo avuto degli infortuni pesanti. Non pensavo ci potesse essere una squadra come la Pro Sesto capace di vincere tutte le partite. Loro sono prime e difficilmente raggiungibili. Il nostro obiettivo è sicuramente arrivare seconde, non dobbiamo perdere questa occasione. Anche per un eventuale ripescaggio è bene farsi trovare in quella posizione. In questo momento cosa stai studiando? Quali sono i tuoi obiettivi personale nel calcio e fuori? Quest’anno ho fatto il primo anno di biologia, ma dal prossimo sto pensando di fare test di ammissione a Scienze Motorie e Fisioterapia. A me piace l’idea dello studio di fisioterapia. Per quanto riguarda il calcio vorrei fare bene in qualsiasi realtà. Vorrei fare bene a Pinerolo e spero che ogni stagione sia sempre la migliore, che si alzi sempre più il livello del calcio femminile e penso che in questi ultimi anni la crescita si sia vista.
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