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Nasce la Pro Vercelli di Beppe Scienza: grinta e carattere davanti a tutto

Il tecnico non nasconde l'emozione: «So come si vive il calcio da queste parti, io voglio andare a vincere su ogni campo, anche in trasferta»

Pro Vercelli, Casella, Scienza

Il direttore sportivo della Pro Vercelli Alex Casella ed il tecnico Beppe Scienza, di ritorno in Piemonte dopo 4 anni a Monopoli

Difesa a tre, atteggiamento aggressivo e votato all'attacco. Grinta e carattere. Ecco le peculiarità che il nuovo tecnico della Pro Vercelli Giuseppe Scienza ha messo sul banco durante la conferenza stampa di presentazione di sabato scorso allo stadio «Silvio Piola». Quasi quattro anni a Monopoli, un autentico record nel calcio che tutto divora e polverizza, specie alle latitudini della Serie C. Scienza, nato a Domodossola ma residente a Borgomanero. Un nome che, quasi ciclicamente, è stato accostato alla panchina della Pro Vercelli da una dozzina di anni a questa parte, ogni qual volta ci si avvicinava a un cambio di guida tecnica. Ora, però, le semplici voci di corridoio si sono trasformate in realtà: «Appena avevo una giornata a disposizione, la Pro Vercelli è la prima squadra che venivo a vedere. Sia per motivi professionali - ha spiegato - ma anche perché so come si vive il calcio da queste parti. Dico subito che sono emozionato, perché è vero che, una volta passata una certa età si guarda tutto in maniera più distaccata, ma certe emozioni come questa restano. Sono felice, veramente: la Pro, e lo dico da piemontese, è sempre stata una mia squadra di riferimento».

Già, ma cosa dire su Monopoli, piazza accesa e verace come molte al Sud? «Tutto vero, lo sapete benissimo: al Sud si vive il calcio in maniera diversa. Specialmente quando si esce per strada e la gente ti riconosce. Oppure in fase di preparazione della partita. C'è tanto affetto, ma anche altrettanta tensione. Questo star sempre sulla corda, poi, penso si traduca nel cammino che molte squadre del girone meridionale si trovano ad affrontare ai play off: si è dato talmente tanto durante la regular season, che poi, giocoforza, agli spareggi si gioca un po' sgonfi o ingessati ed ecco che avanzano le squadre del Centro-Nord. Ma, fatte tutte queste considerazione, non sottovaluterei il modo “piemontese” di vivere il calcio: a differenza di altri posti, qui c'è l'enorme peso del blasone, che in ottica Pro Vercelli è un aspetto ancor più determinante». Esperienze che, ora, Scienza mette a disposizione della bianca casacca: «Io voglio andare a vincere su ogni campo, in me non troverete certamente un tecnico che specula sul gioco avversario. In C lo fanno in tanti, io no. A me piace la squadra che attacca e che, assolutamente, impone il proprio gioco. Anche in trasferta. A Monopoli, specie nella stagione 2019-2020, è stato così e ci si è tolti tante soddisfazioni». E sul mercato? Si andrà «per caratteristiche», oppure Beppe Scienza ha i suoi classici pretoriani, che lo seguono in capo al mondo? «La prima opzione, direi. Io ragiono per caratteristiche e mi metto a totale disposizione della società per cui sono sotto contratto. Il club di appartenenza, per me, diventa la cosa più importante al mondo, subito dopo la famiglia. Sono fatto così: non mi va di andare a disturbare sul mercato le squadre che ho allenato: e poi il direttore Casella mi sta coinvolgendo su tutto. In lui ho fiducia incondizionata: anche se, per ipotesi, non dovessimo più sentirci al telefono, io sono sicuro che mi porterebbe i giocatori più funzionali per il progetto tecnico-tattico su cui ci siamo trovati subito d'accordo».

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