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Lecco, De Paola si presenta: «La squadra fisicamente sta bene ed è affiatata. Lavoreremo sulla testa».

Luciano De Paola insieme al dg Maiolo e al ds Fracchiolla

Serie C

Lecco, De Paola si presenta: «La squadra fisicamente sta bene ed è affiatata. Lavoreremo sulla testa»

Il nuovo allenatore bluceleste esalta le qualità della squadra e il lavoro di Zironelli. La mente è già alla gara con la capolista Südtirol.

Luciano De Paola, nuovo allenatore della Calcio Lecco, è stato presentato questo pomeriggio nella sala stampa del Rigamonti - Ceppi. Al suo fianco, il DS dei blucelesti Domenico Fracchiolla e il DG Angelo Maiolo, entrambi speranzosi per il nuovo corso. Il tecnico calabrese erediterà una situazione particolarmente complessa, sia sul piano psicologico che, di riflesso, su quello dei risultati: le aquile, infatti, sono reduci da due miseri punti nelle ultime sette partite. La filosofia di De Paola è però apparsa chiara fin da subito: «testa bassa e pedalare» è il mantra che il tecnico intende inculcare ai calciatori, i quali, ormai, come puntualizzato da Fracchiolla sul finire della conferenza, «non hanno più alibi». 

La squadra ultimamente ha mostrato gravi carenze a livello di personalità.

Ho un gruppo di lavoro molto buono, dalle percezioni che ho avuto in questi primi due giorni di lavoro i ragazzi sono molto affiatati e hanno una cultura del lavoro importante. Quello che conta quando vieni da un periodo con pochi punti è la testa. Loro si sono messi subito a mia disposizione e io a disposizione loro. Insieme possiamo fare cose importanti.

Il match con la capolista Südtirol incombe.

Giochiamo contro una squadra che non ha mai perso e ha la miglior difesa del campionato, cercheremo di fare una grande prestazione soprattutto dal punto di vista caratteriale. Mi interessa l’anima della squadra, la piazza vuole vedere giocatori che escono dal campo con la maglia sudata: il risultato è una conseguenza della prestazione. Se firmo per il pari? Muoveremmo la classifica in un momento difficile, dopo tre sconfitte un risultato positivo lo prendi sempre con grande serenità.  

Perché De Paola è tornato oggi al Lecco e non già nel 2017?

Quella di quattro anni fa è una storia lunga, ci sono state un po’ di incomprensioni. Domenica, dopo la partita di Trento ho sentito il presidente ma ero a Boston a trovare mia figlia e gli ho detto che avrei accettato volentieri ma che non sarei stato disponibile prima di giovedì. Sono molto contento per questa scelta. Il rapporto con Di Nunno? Siamo due caratteri molto forti ma non è detto che non si possa lavorare insieme: tutto dipende da ciò che presenteremo in campo ogni domenica. Lavoreremo per farlo felice, perché lui ha il solo obiettivo di vincere.

Le sensazioni sull'attuale rosa bluceleste in termini di valori assoluti.

La rosa è stata ben allestita, può fare un campionato importante: l’obiettivo è cercare di salvarsi il prima possibile per poi arrivare ai playoff. Bisogna lavorare sulla testa: fisicamente ho trovato una squadra che sta bene, Zironelli e lo staff hanno fatto un gran lavoro. 

Una squadra costruita per giocare a tre in difesa ora potrebbe passare a quattro-

Ieri e oggi ho ribadito questo concetto alla squadra: i moduli li fanno i giocatori. Questa è una squadra che può fare tutti i moduli perché ha giocatori intelligenti. A me piace una fase difensiva a quattro perché ti dà più attenzione e più possibilità di coprire. Il dialogo con i giocatori però è sempre importante perché poi sono loro andare in campo, infatti ho chiesto ai più vecchi dello spogliatoio come la pensano. Domenica riusciremo a schierare una formazione gagliarda, a prescindere dal fatto che si giochi a tre o a quattro. È lo spirito che deve fare la differenza, non il modulo. 

Nella stagione 2015-16, il Lecco di De Paola rimediò soltanto due sconfitte in Serie D, contro Piacenza e Inveruno. Sarà più difficile il cammino in C?

Erano altre squadre. Parliamo di due campionati diversi, in C trovi più qualità e più attenzione in certe situazioni, mentre in D si trova più facilmente il giocatore che fa gol ogni volta che tocca palla. Quello di cinque anni fa è un ricordo importante che porto nel cuore ma ora dobbiamo aprire un nuovo ciclo. Sono convinto che sotto questo aspetto ci siano giocatori che possono dare una mano ai tanti giovani interessanti della rosa. 


Come risolvere il problema attuale della scarsa tenuta difensiva?

Di solito quando si parla di fase difensiva, si parla di una fase che coinvolge tutta la squadra. Non è colpa solo dei difensori che si trovano in difficoltà. La fase difensiva per me è la più importante: se inizi a non prendere gol ti trovi già in una situazione importante, perché poi davanti ci sono giocatori che possono risolverla. Giocheremo con un metodista davanti alla difesa che ti dà più equilibrio e geometrie, garantendo copertura ai difensori. Di certo non potremo attaccare stabilmente tutte le partite nella metà campo avversaria, molte volte si può aspettare e ripartire. Ho una grande stima per il mio predecessore ma a me in certi casi piace di più giocare in contropiede e noi abbiamo i giocatori per farlo.

 La crisi di risultati potrebbe essere solo dettata da un fattore psicologico?

Ci sono piazze dove certe situazioni le assorbi in maniera fluida, in altre, come Lecco, diventa tutto più difficile per via delle tante pressioni e se tu non sei forte mentalmente puoi andare in difficoltà. Questa squadra ha bisogno solo di capire che nel calcio ci sono momenti in cui si fa fatica, magari perché i 3 o 4 giocatori chiave stanno meno bene. Dobbiamo lavorare sull'aspetto mentale

Quali sono i giocatori da cui ripartire?

Ho visto tanti highlights e qualche partita: la squadra ha cominciato bene, pressando alto con grande facilità e riconquistando palla. Quando vengono meno alcune certezze può accadere quello che poi è successo qui ma le certezze sono comunque tante, ci sono diversi giocatori con hanno tante presenze, da Merli Sala a Iocolano. Ho trovato centrocampisti di grande spessore e qualche giocatore in ritardo di condizione, come Galli e Morosini, che dobbiamo recuperare il prima possibile perché hanno personalità ed esperienza. Abbiamo un bel mix tra vecchi e giovani, la cosa più importante è capire che sono tutti titolari. La mentalità vincente è questa: pensare che se si entra dopo e si segna, è come se si fosse scesi in campo dall'inizio. 

Che ambiente ha trovato e che obiettivi si pone?

L’obiettivo, a parte la salvezza tranquilla, è arrivare dopo le prime quattro. Il potenziale c’è per arrivare a quei livelli ma bisogna ritrovare quell’equilibrio che ultimamente è mancato, come l’attenzione. Se mettiamo a posto queste cose, possiamo porci degli obiettivi importanti. 

Come verranno gestite le tre punte a disposizione?

Ganz, Mastroianni e Petrovic sono tre giocatori importanti, Ganz è uno che deve giocare con una punta vicino. Ho giocato con suo padre, più o meno ha le stesse sue caratteristiche, uno che in area va a rubare palloni. La gestione però dipenderà dalle situazioni, ci saranno partite dove si potrà giocare con un trequartista e due punte e altre dove si dovrà mettere un centrocampista in più.   

Ci sono dei leader in questa squadra?

Io non sono convinto che nel calcio si nasca leader. Tutti possiamo esserlo, ci sono giocatori importanti ma mi aspetto soprattutto dai più vecchi personalità. Devono capire che bisogna comandarsi tra loro e parlarsi in campo, come ho detto ieri a Pissardo. La spina dorsale deve essere composta da giocatori di spessore. Solo il timbro di voce cambia tanto, quello significa aiutarsi ed è ciò che alla squadra manca in questo momento.

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