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Totò Di Natale non riuscì a fargli gol, l'eccezionale portiere a 30 anni dal debutto non ci pensa a smettere

«A 47 anni scendo in campo con la stessa mentalità di quando ero professionista e con la stessa passione di quando ero ragazzino. La serietà è la stessa di quando il calcio dava da vivere» dice l'esperto numero uno

Luca Mordenti

Luca Mordenti ha esordito in prima squadra il 17 novembre 1991 in Interregionale in Ivrea-Vigevano e nella stagione corrente difende la porta dell'Ivrea Banchette

«Ogni tanto la voglia di dire basta ci sarebbe anche, ma ad oggi dico no, non è mia intenzione smettere ancora. Segreti di longevità non ce ne sono, sicuramente mi ha aiutato non aver avuto gravi infortuni in carriera, così come la tanta passione che ci metto. Ad oggi si può dire che solo quella mi faccia andare avanti». E sta andando avanti molto bene Luca Mordenti, portiere classe 1975, vero protagonista nel panorama del calcio piemontese negli ultimi 30 anni. Anzi, un po' di più. Perchè Mordenti la sua prima partita in prima squadra l'ha giocata addirittura il 17 novembre 1991, appena 16enne in un Ivrea-Vigevano dell'allora campionato Interregionale (l'equivalente del'attuale Serie D, ma con un livello decisamente più alto). La maglia indossata ovviamente era quella orange, dei colori della sua città.

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L'undici titolare dell'Ivrea Banchette nel derby di ritorno con l'Ivrea pareggiato 1-1, in porta ovviamente da ex di turno ecco Luca Mordenti, primo in piedi da sinistra



E l'espertissimo numero uno, ora all'Ivrea Banchette in Promozione dove sta giocando un campionato condotto per la gran parte da titolare (18 presenze), a fine stagione scese in campo in totale 3 volte al posto del primo estremo difensore Fessia. All'epoca era in età da Allievi, categoria che comunque vide con il binocolo, dal momento che fu protagonista con la Juniores Nazionale dell'Ivrea che si giocò il titolo nazionale di categoria. Poi è storia di professionismo, prima in Primavera (Torino e Lazio), Serie C2 (Pro Vercelli agli esordi, poi Biellese, Ivrea e Benevento) ed infine l'attuale parentesi tra i dilettanti non di meno significativa. Che rende difficile trovare un picco da ricordare in carriera.

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La figurina di Luca Mordenti alla Pro Vercelli nella stagione 1998-1999 (tratta da il Grande Album della Pro Vercelli di Alex Tacchini)



«Impossibile, momenti belli ce ne sono stati tantissimi, anzi, visto che sono da tanti anni sul campo qualcuno me lo sarò anche dimenticato – scherza Mordenti – chiaramente l'esordio da ragazzino a Ivrea, i derby giocati a Vercelli contro la Biellese, gli anni di Ivrea tra i professionisti, l'esperienza a Benevento, la promozione dalla D con la Biellese e quella con il Gozzano in Eccellenza, sono cose che ricordano emozioni. I miei campionati lo ho vinti, ma non dimentico anche traguardi importanti di salvezza, come capitato ai tempi del Ceversama da penultimo in classifica o come spero che capiti quest'anno con l'Ivrea Banchette. Ho vissuto grandi soddisfazioni ed anche delusioni, però alla fine sono contento di tutto l'arco della mia carriera e mettere sul piedistallo qualcosa in particolare sarebbe ingeneroso. Nell'unica stagione al Sud a Benevento, ricordo però un anno bellissimo, con un'atmosfera quasi da Serie A. Un altro mondo quasi rispetto al Nord, dove tifo e mezzi di comunicazione ci facevano sentire davvero grandi giocatori».

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Il tabellino di Pro Vercelli-Viareggio di Serie C2 del 19 marzo 1999, nel quale Mordenti incrociò la sua strada con Antonio Di Natale e gli sbarrò la strada almeno 3 volte nella ripresa (tratto da Il Grande Album della Pro Vercelli di Alex Tacchini)



E non sono mancate anche le luci della ribalta. Magari anche a posteriori. Perchè ai tempi della sua prima stagione da titolare in Serie C2, nella stagione 1998-1999, Luca Mordenti il 19 marzo 1999 in un Pro Vercelli-Viareggio giocato di venerdì sera con le telecamere di RaiSport a bordo campo (all'epoca un lusso per l'ultima categoria del professionismo) si prese addirittura la briga di annullare i tentativi di un giovane Antonio Di Natale, all'epoca attaccante toscano al fianco del più esperto Vitaliano Bonucelli, in seguito giocatore di Serie A con Empoli e Udinese, da 209 gol all'attivo nella massima serie (6° realizzatore di sempre). «Ogni tanto questa famosa partita me la ricorda sempre il mio direttore sportivo dell'epoca Enzo Barbero – dice sorridendo Mordenti – effettivamente Di Natale si era presentato 3-4 volte a tu per tu con me ma non riuscì a segnare. Ho ancora la videocassetta a casa di quella partita». La Pro Vercelli in quel match era favorita e stazionava al 2° posto e proprio le parate del portiere eporediese si guadagnarono applausi e complimenti nei giorni successivi. Alla parentesi di Vercelli seguì quella di Biella (2 anni), poi il ritorno a Ivrea con la squadra promossa in C2 (altri 2 anni), infine un anno a Benevento ancora un anno a Biella, prima di scendere in Serie D tra Saluzzo, Biellese (campionato 2008-2009 vinto) e Gozzano.

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Luca Mordenti in azione ai tempi della Biellese in Serie D nella stagione 2008-2009,  in un match con la Pro Settimo contraddistinto da una nebbia fittissima



In Eccellenza Mordenti ha giocato ancora con la Biellese (nella ripartenza dopo la mancata iscrizione in C2), oltre che con il Marano, il Ceversama e gli Orizzonti United. In Promozione con Ceversama, Fulgor Valdengo, Bollengo Albiano e appunto ora Ivrea Banchette. «A 47 anni posso dire di scendere in campo con la stessa mentalità di quando facevo il professionista e con la stessa passione di quando ero ragazzino – riprende il numero uno – inutile stare lì a contarla su, la mentalità di un giocatore esperto in Promozione è la stessa di quando magari ha avuto esperienze tra i professionisti. La si trascorre con la stessa serietà di quando il calcio dava da vivere, anche se molte cose negli anni sono cambiate. Vedo in Promozione ancora molti giocatori esperti che riescono a fare la differenza, quando anni addietro invece non era così. E i giovani di oggi non sono più quelli di quando ho debuttato io. Sembrerà una frase fatta ma è così. E non so quanto sia un vantaggio far giocare obbligatoriamente i giovani tra i dilettanti, perchè molti scendono in campo perchè hanno la carta di identità a favore per poi sparire nel giro di 2-3 anni. Quando debuttai a 16 anni ero felicissimo, così come lo ero stato sul finale del campionato precedente di andare in panchina a 15 anni nello spareggio per salire di categoria dall'Eccellenza. Ora invece non vedo più tutto questo sacrificio da parte delle nuove leve».

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Luca Mordenti ai tempi degli Orizzonti United, premiato per le 500 partite in carriera dal direttore sportivo del club Amedeo Acquadro poco prima della partita di campionato contro l'Aygreville della stagione 2015-2016



Capitolo attualità: Mordenti tenta la missione salvezza con un Ivrea Banchette ancora aggrappato ai play out: «Ho giocato 18 partite e questo penso che sia dovuto al fatto di preferire un portiere di esperienza in una situazione di classifica così delicata. C'è in rosa anche un ragazzo classe 2001 che permette di schierare un giocatore esperto in più tra gli elementi di movimento. L'avere in rosa due portieri con queste caratteristiche differenti permette di fare delle scelte».

E sulla mancanza di una squadra di riferimento a Ivrea su livelli più alti della scala del calcio italiano? «Manca effettivamente un Ivrea in Serie D se non in Serie C, ma di questi tempi fare calcio è dura. A livello economico i tempi sono cambiati ed è vero che l'Ivrea è andato a cicli nella sua storia, ma penso che ora si debba aspettare ancora per rivederlo agli antichi fasti» conclude Mordenti.

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