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Fanfulla Serie D, i Luce portano in tribunale Barbati: «Totale mancanza di trasparenza e situazione debitoria peggiore di quanto sapessimo»

andrea luce
Una conferenza stampa dopo giorni di silenzio per mettere in chiaro diversi argomenti. Questo l’obiettivo con cui Andrea Luce, visibilmente scosso, ma anche agguerrito, ha organizzato un intervento pubblica giovedì pomeriggio presso la Biblioteca di via Solferino a Lodi, in cui si è fatto accompagnare dal proprio legale Rossetti. «Dalla scorsa estate - esordisce l’ex Direttore Generale del Fanfulla - io e la mia famiglia ci siamo impegnati, sia a livello personale che economico, per aiutare il club e il Presidente Barbati in un momento difficile di gestione che presentava, e presenta tuttora, una situazione debitoria molto importante».   Tutto inizia prima dell’ estate 2020 con un contratto siglato che Luce mostra durante la conferenza: «Questo accordo firmato dalle due parti consiste in una collaborazione che lo stesso Barbati presenta come l’entrata di un nuovo socio nel Fanfulla. Non è una stretta di mano fra due soggetti che si promettono qualcosa, qui si parla di carte firmate con coinvolgimento di notai e avvocati. Il tutto nasce da un rapporto di un paio di anni, dove io stesso, con Barbati, ho instaurato un rapporto molto stretto anche per la mia presenza a vedere le partite e anche di confronto settimanale su come gestire una società memore della realtà che la mia famiglia ha costruito a San Giuliano».   Parte così l’avventura della famiglia Luce, e di Andrea in particolare, nel Guerriero, anche se nello specifico, tutto inizia a diventare più difficile dopo la richiesta di trasparenza in merito alla situazione economica della società: « Il 1° luglio 2020 io prendo posto nella società come Direttore Generale, e iniziamo a lavorare sul campo e parallelamente in società. Solo nell' aprile 2021 scopro di essere anche Amministratore Delegato. Barbati si impegnava, cito il contratto, " a utilizzare i fondi messi a disposizione per ridurre la posizione debitoria e saldare nello specifico i fornitori, i calciatori, gli allenatori e collaboratori e inoltre l'Erario e le imposte non versate con specifica attinenza all'IVA". Le nostre richieste, pervenute in tempi non sospetti, di sapere con certezza l'esposizione debitoria del club, sono sempre state svicolate e fino ad aprile non sapevamo che la situazione fosse peggiore di quanto ci sia stato detto in fase di trattativa. Fino a quel momento la mia famiglia ha versato nelle casse del club ben 172.000 euro, l'80% della cifra pattuita alla firma dell'accordo. Scoperta la situazione, anche se ancora non ben chiarita visto che non tutti i documenti sono autenticati da un istituto bancario, abbiamo ritenuto di non procedere, e a questo punto dico per fortuna, al versamento dell'ultima rata. Nonostante ciò da parte della famiglia Luce c'è sempre stata la disponibilità di incaricarsi dei propri doveri e trovare un'altra strada con Barbati per andare avanti con questo progetto».   Dall'altra parte, a quanto Luce e l'avvocato Rossetti riportano, non c'è stata nessuna apertura e ora siamo a un passo dalle vie legali: «Come famiglia Luce abbiamo depositato un esposto alla Procurale Federale contro la persona di Luigi Barbati per mancanza di trasparenza, democraticità della gestione del Fanfulla Calcio e anche per dichiarazioni pubbliche lesive e diffamatorie nei miei confronti e della mia famiglia. Inoltre abbiamo anche provato a prenderci carico dei doveri economici in vista della chiusura della stagione e per tutta risposta mi sono visto togliere la carica di Direttore Generale per una richiesta pubblica di trasparenza nei confronti dei soci e dei tifosi, come se fossi un impiegato legato da un contratto, cosa non possibile visto che la mia famiglia fa parte della proprietà. Siamo stati trattati, come ha detto mio padre, da tappabuchi, e a giochi fatti la situazione è proprio questa. La cosa strana è che non è la prima volta che i soci qui a Lodi vengono trattati così, io in prima persona speravo su quel rapporto personale che si era venuto a creare negli ultimi anni e che per farlo diventare lavorativo ho sacrificato anche delle amicizie. La decisione di sollevarmi dal mio incarico è stata assunta senza una consultazione dell'assemblea dei soci ed è stata esclusivamente unilaterale da parte del Presidente. Inoltre, siamo stati trascinati oltre alla data termine per il versamento dell'intera somma in attesa dei dovuti chiaramente, e mi sento di assumermi la responsabilità di dire, che questo è stato fatto volontariamente per appigliarsi alla non restituzione della somma versata». A questo punto interviene l'avvocato Rossetti che specifica: «I legali di Barbati contestano la restituzione del denaro per via di una clausola che determina che in caso di mancato saldo di una rata, la somma precedentemente versata viene incassata dalla controparte senza il dovere di restituirla. Ma come detto da Andrea Luce, il 20% della somma totale non è stata versato dopo le richieste di trasparenza a lungo non assecondate, con un prospetto di bilancio, non certificato da un istituto di credito, che arrecava una situazione debitoria ben diversa da quella a conoscenza dalla famiglia Luce in fase di trattativa che ha portato alla firma del già citato accordo».   Andrea Luce ha anche parole di ringraziamento per i componenti della società, dello staff tecnico, con menzione personale a Andrea Ciceri, e alla squadra, ma soprattutto per i tifosi, a cui si rivolge direttamente: «Dovete sapere che io e la mia famiglia siamo legati al Fanfulla e dal nostro ingresso in società abbiamo puntato fin da subito a far crescere in primis il club con l 'azzeramento dei debiti e se tutto fosse filato come previsto dal contratto, dal 1° luglio prossimo sarebbe diventato una S.r.l., perchè crediamo che prima di essere professionisti con il raggiungimento della Serie C, si debba esserlo a livello societario. Negli ultimi giorni, anche attraverso i giornali, sento che il Fanfulla avrebbe bisogno di quasi un milione di euro per fare il salto definitivo in avanti fra varie cose, fra cui lavori importanti alla Dossenina. Io posso dire che la famiglia Luce, già in precedenza e più di una volta, si è proposta per garantire questa somma, anche con un lavoro di relazione con il Comune per quanto riguarda lo stadio. Le chiacchiere su un progetto da Serie C che si sentono in questo ultimo periodo, posso dire ai tifosi che un progetto, già stabilito e pronto alla realizzazione, è già stato avviato dalla mia famiglia. Ai tifosi mi sento di dire inoltre che la mia famiglia vuole il meglio per il Fanfulla e sta anche provando a trovare un via per proseguire nell'accordo stipulato nel 2020, ma dall'altra parte stiamo trovando molte difficoltà ad assecondare le nostre richieste». L'avvocato aggiunge: «Mi dispiacerebbe molto per i tifosi se non si arrivasse a un accordo, ma se la situazione rimane questa, le parti non potranno più andare avanti insieme e ognuna andrà avanti per la propria strada, anche dal punto di vista legale».   Il primo atto di quella che sembra essere una lunga disputa, ormai diventata legale, si è concluso, ora si attende la risposta di Luigi Barbati, anche se sembra che il numero 1 del Fanfulla non voglia replicare pubblicamente alle dichiarazioni di Andrea Luce.  

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