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Lettera del Bra a Soda: parole diffamatorie. Il tecnico dei rossoblù nel dopo gara del 02/06: squadra di provocatori

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Il Bra non ci sta. I giallorossi, con una lettera che presto verrà pubblicata e inoltrata a più parti, rifiutano e allontanano le accuse di razzismo e di “squadra provocatrice” emerse nel dopo gara di Gozzano-Bra del 2 giugno. Tra vari gol annullati, proteste e controproteste, a emergere in conferenza stampa è il caso Sylla-Lillo Rossi (duello già verificatosi all’andata con l’espulsione del numero 9 del Gozzano). Nel primo tempo i due si sono scambiati qualche parola, con l’attaccante cusiano che ha dato via a rumorose proteste denunciando vistosamente parole razziste pronunciate dal capitano dei giallorossi. Accuse già ricacciate da Fabrizio Daidola nell’immediato dopogara, ma sulle quali ha voluto prendere una decisione ufficiale il Bra e il Direttore Sportivo Marco Moretti, partendo dalle dichiarazioni di Soda: «Praticamente lui (Sylla n.d.r.) è stato provocato anche all’andata tanto è vero che c’è cascato ed è stato buttato fuori; oggi hanno provato in tutti i modi, anche il loro allenatore, hanno provato in tutti i modi a provocarci noi lo sapevamo perché l’abbiamo preparata anche su questi dettagli, quindi sapevamo che loro erano dei provocatori fanno le partite le fanno così (..)». La lettera. Partendo da queste dichiarazioni il testo della lettera prosegue: «Le espressioni utilizzate dal Sig. Antonio Soda - che, ci si augura, siano esclusivamente la declinazione del pensiero del singolo e non anche della Società Gozzano – sono prive di fondamento e, in quanto tali, hanno una oggettiva portata lesiva della reputazione della società A.C. BRA e dei suoi tesserati. Sostenere, come ha fatto nel corso dell’intervista il Sig. Antonio Soda, che la scrivente Società ed i propri tesserati attuino come pratica sistematica la provocazione è affermazione inaccettabile per chiunque, men che meno per chi – come l’A.C. BRA – opera nel rispetto delle regole, con lealtà e fiero spirito sportivo. La circostanza in cui le citate dichiarazioni lesive sono state rese - a contesa abbondantemente ultimata e nel corso di una intervista in cui dovrebbe prevalere la ragione rispetto agli istinti - rende ancor più intollerabili le parole utilizzate dal Sig. Antonio Soda, perché prive di qualsivoglia giustificazione agonistica (per quanto possa essere una giustificazione) e finalizzate, con tutta evidenza, a screditare pubblicamente l’avversario in tutte le sue componenti, societarie e tecniche». Finale caldo. Il finale della lettera lascia aperta ogni possibilità di conclusione, con i giallorossi che non escludono vie legali nei confronti dell’allenatore cusiano: «Ricordando al Sig. Antonio Soda che l’art. 595 cod. pen. punisce l’offesa dell’altrui reputazione, la Società A.C. BRA ed i propri tesserati che si sono sentiti lesi nelle parole utilizzate si riservano ogni valutazione in ordine all’opportunità di agire nelle confacenti sedi». Insomma, Gozzano-Bra non è finita e i giallorossi, oltre a voler palesare il rifiuto di razzismo e di “squadra di provocatori”, ventila la possibilità di portare avanti sul piano legale la querelle, non tanto con il Gozzano in sé, quanto con il suo allenatore Antonio Soda.
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