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Il Gozzano torna in Lega Pro: trionfo di Soda e della sua identità di gioco

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È durato solo un anno il purgatorio: il Gozzano torna in Serie C. Con il pareggio di Imperia Antonio Soda scrive la parola fine su un campionato eterno, ma che, alla fine, ha visto trionfare la squadra più forte. In barba alle critiche sull’estetica di un gioco, che secondo molti, avrebbe potuto esprimere qualcosa in più sul piano visivo, ma anche sul piano dei risultati. Però, come il “corto muso” allegriano insegna, vincere con sei giornate d’anticipo o all’ultima non cambia. Sempre vincere è, così come lo è vincere con il “bello” o il “brutto” gioco. Conta arrivare primi. Un trionfo pressoché totale: primo in classifica, primo nella graduatoria giovani aggiornata al 4 maggio, primo in questo “scontro di civiltà” a quattro. Davanti alla Castellanzese a fortissima trazione offensiva, davanti al Bra stile Atalanta, davanti al PDHAE camaleonte. Davanti, con un’idea di gioco. Bella o brutta, piacevole o no, ma forte. Un’idea spesso e volentieri verticale a cercare la falcata di Sylla o uno spunto di qualità di Allegretti. A cercare una seconda palla di Piraccini, o le sovrapposizioni di Vono e Kayode. Un’idea che si trasforma in sinfonia perfetta una volta trovato il vantaggio minimo. I dieci 1-0 accumulati nell’arco della stagione parlano chiaro: quando uno dei due protagonisti della LuLa cusiana porta avanti il Gozzano, il terreno di scontro diventa in discesa per Soda. Davanti a un super Alessandro Vagge e insieme a un reparto guidato da Carboni e Pavan, si muove una muro di bronzo a cui partecipano tutti gli undici, capace di chiudere alla perfezione spazi centrali e laterali. Solo sei volte, infatti, il Gozzano non ha poi vinto dopo essere passato in vantaggio e comunque cinque di queste sono finite in parità. In una stagione come questa l’attacco atomico Sylla-Allegretti non ha potuto “vendere biglietti”, quindi si è unito alla difesa nel far vincere le partite. Il cammino Alcuni checkpoint sono ben identificabili. Il primo è l’1-0 interno con la Castellanzese, il primo novembre. Con quella vittoria Soda pose fine ad un avvio di campionato assai complicato con tre sconfitte (sulle 5 totali fin ora in stagione), ma soprattutto ha presentato al mondo Michael Kayode che ha segnato il suo primo gol in Serie D a 2’ dalla fine inaugurando una striscia di 17 risultati utili consecutivi. Da lì in avanti il terzino classe 2004, già provato titolare, diventa insostituibile e il Gozzano comincia una cavalcata che lo porterà a essere campione d’inverno a +2 su un Bra che sembrava inarrestabile. Il secondo punto di svolta è lo 0-0 al Bravi: (recuperato il 10 febbraio, al termine del girone d’andata) di sofferenza, ma che ha dato a Carboni e compagni la consapevolezza di poter, quindi dover, puntare al primo posto, anche dopo una serie di passi falsi che sono arrivati a marzo. In particolare il pesantissimo 6-3 subito in casa della Castellanzese, ma ancor di più lo 0-0 casalingo in superiorità numerica del 14 marzo con il Saluzzo. Se c’è stato un dubbio sulla vittoria del campionato è stato contro i marchionali: un cedimento di risultati, condizionati da un contagio interno, di un mese e mezzo che gettava una luce sulla trasferta di Montjovet come possibile gara verità. PDHAE con 3 partite e 2 punti in più, ma che vincendo sarebbe scappato. Invece arrivò un altro pareggio “tattico” che ha lanciato una passerella conquistata centimetro per centimetro. Il red carpet finisce di srotolarsi a Imperia. Il Gozzano vince. Un’avventura di un’anno: è stato un piaCere.
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