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Fanfulla-NibionnOggiono Serie D: il guizzo di Tremolada in pieno recupero manda Commisso in paradiso

FANFULLA NIBIONNOGGIONO

FANFULLA NIBIONNOGGIONO

Se per William Shakespeare il sogno era quello di una notte di mezza estate, per il NibionnOggiono è quello di una notte di tarda primavera. Anzi, tardissima. Quasi finita. Proprio come la finale playoff contro il Fanfulla. Destinata ad un pareggio a reti bianche, con due squadre stremate da una stagione dalle dinamiche irripetibili. Quasi stregata per Commisso e i suoi, malgrado abbiano giocato per più di un’ora con un uomo in più, data l’espulsione di Fabiani nel primo tempo. E invece ci ha pensato Tremolada. Con un guizzo fulmineo, in pieno recupero. Quelli che ti spalancano le porte del paradiso o ti sotterrano all’inferno. Questione di punti di vista. E lo sanno bene i bianconeri, che nella semifinale contro il Crema avevano assaporato l’ebrezza di svoltare una partita proprio oltre il novantesimo. Questa volta, però, quell’indescrivibile sensazione l’hanno provata i lecchesi. Perché si sa. Il calcio dà, il calcio toglie. Blackout Fabiani. Fin dalle prime battute, la gara è maschia, ruvida, con i ventidue in campo che battagliano su tutti i palloni, ad ogni contrasto. Uno di questi, dopo appena cinque giri di lancette, è il primo sliding door della serata. Fabiani stende Fognini in area e il direttore di gara non ha dubbi: calcio di rigore per il NibionnOggiono. Sul dischetto va… nessuno, perché uno degli assistenti aveva precedentemente sollevato la bandierina, dunque il contatto è avvenuto a gioco fermo. L’episodio galvanizza ulteriormente i lecchesi, che affrontano il Guerriero a viso aperto, cercando continuamente la verticalizzazione sulle due punte, Calmi e Barzotti. È proprio quest’ultimo ad avere la prima occasione del match, servito da una sponda aerea di Premoli. L’attaccante degli ospiti manca però l’impatto col pallone da buona posizione. La risposta dei bianconeri arriva dopo oltre venti minuti di gioco con De Angelis, che si esibisce in una mezza rovesciata dal limite dell’area, terminata per un ciuffo d’erba alla destra di Guarino. Poi, a dieci minuti dal termine della prima frazione, l’episodio che cambia radicalmente la gara. Fumagalli e Tremolada ringhiano su Bernardini, lo scippano e, come da copione, alzano la testa per pescare le punte in profondità. La rasoiata del numero quattro di Commisso è fuori misura, di facile lettura, ma Fabiani combina la frittata. Cercando di appoggiare a Cizza, liscia completamente il pallone ed è costretto a stendere Calmi lanciato a rete. Rosso inevitabile e Fanfulla in dieci. Ciceri corre ai ripari e inserisce Spaneshi per Cirigiliano, con Baggi che scala al fianco di Pascali al centro della difesa. Il NibionnOggiono sente l’odore del sangue e prova ad azzannare al collo la preda negli ultimi scampoli del primo tempo con un destro da fuori di Romano, smanacciato da Cizza sopra la traversa, e con una percussione di Tremolada, terminata però in un nulla di fatto, se non con un giallo per simulazione per l’esterno offensivo. Tremolada sulla sirena. Come facilmente pronosticabile, nella ripresa il predominio territoriale è in favore degli ospiti, che faticano però a cambiare marcia e a creare reali pericoli alla difesa del Fanfulla. Infatti l’unico sussulto dei ragazzi di Commisso arriva da un tiro di Tremolada, deviato da Baggi, e finito dalle parti di Barzotti che, come nel primo tempo, non è riuscito a concludere a rete. Grandi meriti sono anche da attribuire ai bianconeri, che si rannicchiano compatti nella trequarti a difesa della propria porta, lasciando soltanto il neoentrato Anastasia in avanti, nel tentativo di sfruttare eventuali ripartenze. Se le chance da gol si sprecano, il nervosismo e la tensione salgono, ogni secondo di più. Specie quando Tremolada stende Baggi, facendo eruttare come un vulcano la panchina lodigiana, che chiedeva a gran voce il secondo cartellino giallo, quello che avrebbe ristabilito la parità numerica. Ad esplodere, all’ultimo minuto, avrebbe potuto essere addirittura l’intera città di Lodi. Pascali, dopo il gol del pareggio al Crema di tre giorni prima, calcia da metà campo verso la porta, sorprendendo fuori dai pali Guarino, che con uno strepitoso colpo di reni nega la rete al capitano del Fanfulla, che gli sarebbe probabilmente valsa una statua al di fuori della Dossenina. Ma quella che stava per diventare l’ennesima giornata di gloria per i bianconeri, si trasforma nel peggiore degli incubi. Perché Premoli dalla destra, in pieno recupero, serve Tremolada che con una serpentina entra in area e batte Cizza con un diagonale. O meglio, con il diagonale. Quello che è già entrato a far parte della storia del NibionnOggiono.

IL TABELLINO

FANFULLA-NIBIONNOGGIONO 0-1 RETI: 46’ st Tremolada (N). FANFULLA (4-3-3): Cizza 7, Baggi A. 6.5 (48’ st Comi sv), Bernardini 6.5, Bertelli 6 (32’ st Laribi sv), Pascali 7.5, Fabiani 4.5, Qeros 6, Guerrini 5.5 (15’ st Serbouti 6), De Angelis 6 (7’ st Anastasia 6), Palmieri 5.5, Cirigliano 5.5 (38’ Spaneshi 6). A disp. Carriello, Baggi F., Agnelli, Casali. All. Ciceri 5.5. NIBBIONOGGIONO (4-2-4): Guarino 7, Premoli 6.5, Tocci 6 (33’ st Donadio sv), Fumagalli 7, Boni 7, Antonini 7, Calmi 6.5 (8’ st Jamal 6), Romano 7, Tremolada 8, Barzotti 5, Fognini 6. A disp. Ceesay, Bernardi, Arrigoni, Redaelli, Losa, Villa, Lillo. All. Commisso 7. ARBITRO: Pezzopane de L’Aquila 5.5. ASSISTENTI: Fumarolo di Barletta e Decorato di Cosenza. AMMONITI: Fognini (N), Commisso (N), Fumagalli (N), Tremolada (N), Donadio (N), Palmieri (F). ESPULSI: 35’ Fabiani (F) per fallo da ultimo uomo, 46’ st Ciceri (F) per proteste.

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