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Giorgio Merlano: 100 presenze e salvezza miracolosa col Fossano

Giorgio Merlano Fossano Serie D
100 presenze in maglia blues festeggiate con un miracolo, con le lacrime, con l'orgoglio. Capitan Giorgio Merlano non appare nelle foto della festa salvezza del Fossano a Gozzano di mercoledì, perché al triplice fischio si appoggia al fotografo per sapere il finale di Borgosesia e quando lo sa si accascia a terra e piange. Stremato, goduto, sfinito, estasiato. Con un sospiro scaccia via, o forse compie, otto mesi di campionato: sei mesi di inferno in terra e due mesi di folle speranza. Dopo un campionato passato quasi interamente da fanalino di coda e semi condannato dai numeri, oltre che dal 99,99% periodico degli addetti ai lavori (cit. Viassi), il Fossano con uno sprint finale ottiene una salvezza fuori da ogni ragionamento razionale. I nervi di un capitano si rilassano sul manto del D'Albertas, viene rilasciata un po' di endorfina: Giorgio Merlano dalla sua visuale di capitano nello spogliatoio e da quella dei pali ha visto un miracolo. Se lo ricorda tutto, senza appunti, minuto per minuto. E piange, goduto.

Capitolo I - Inizio shock


Edoardo Fogliarino nella partita casalinga contro il Città di Varese del 22/11 terminata 0-4 per i biancorossi

Sulle ali di una salvezza e di una politica chiara e vincente della società, in estate il Fossano allestisce una rosa giovanissima, forse troppo. Due soli “vecchi veri”: Fabio Coviello e Giorgio Merlano. «Avevamo un entusiasmo alto e i segnali dalle amichevoli erano sin troppo positivi. La prima vittoria col Saluzzo in campionato sembrava mettere tutto in discesa. Le difficoltà arrivano però subito: sconfitta con la Castellanzese (non si immaginava il campionato che avrebbe poi fatto), ko nel derby col Bra e surreale col Borgosesia e subito dopo 20 giocatori col Covid. Quello è stato un momento difficilissimo: un mese intero senza allenarci si sente e al nostro rientro incontriamo un Città di Varese a 0 punti e 0 gol fatti. Pensavamo di poter ripartire bene e invece... 0-4 senza storia». Siamo a metà dicembre e la classifica è già drammatica.

Capitolo II – Rinforzi, Infortuni, “Febbraius Horribilis”


Giacomo Galvagno esce infortunato nella sfida casalinga con il Borgosesia del 28/02 terminata 0-3 per i valsesiani. È l'ultima di sette sconfitte consecutive nel mese di febbraio

La società si muove sul mercato per fare una sana iniezione di esperienza, senza rinnegare l'anima giovane della squadra. I primi due sono Brondi e Alfiero. «Una prima svolta sembra esserci. Pareggiamo a Caronno e col Chieri. Arrivando da 7 ko quei due punti sono d’oro e danno una carica nuova». Dal 20/12 al 31/1 Alfiero fa 6 gol in sette partite e arrivano 7 punti. Un cambio di rotta radicale, ma c'è un ma. Gli infortuni. «Dopo Natale arriva l'ossigeno. Tutto migliora, ma a febbraio 7 gare, 7 sconfitte e con la Sanremese altro dramma: Alfiero segna un 1-1 annullato e lui si fa male alla caviglia. Gira tutto male. Non ci siamo mai fatti condizionare, ma alla fine qualcosa in giro la leggi. Altre sconfitte come quella di Bra in cui non c'è stata partita e poi arriva il Borgosesia. Erano davanti a noi di un punto e in forte difficoltà. Dopo 40'' lancio lungo e andiamo sotto. Finisce 0-3. Di nuovo settima sconfitta consecutiva e infortunio di Galvagno. A fine partita nello spogliatoio si piangeva, l'unico che non ha mai mollato è stato Viassi. Continuava a dire che ce la potevamo fare e ci credeva davvero. Anche quando abbiamo pareggiato col Derthona giocando alla grande, ma sbagliando il rigore all'ultimo. Lì ti chiedi: “cosa devi fare ancora per vincere?”. Dopo il 3-0 a Sestri con un mio errore grave, per la prima volta, ho avuto la sensazione che perdere la domenica fosse una cosa normale. È la cosa più brutta che si possa provare. Poi perdiamo anche Romani. Di nuovo avremmo potuto scioglierci».

Capitolo III – Pasqua, la resurrezione.


05/05 Fossano 1-0 Folgore Caratese. Con la rete di Adorni i ragazzi di Viassi fanno il colpo grosso contro i brianzoli

Dopo le vacanze a Imperia sembrava ormai la solita partita maledetta. Vantaggio Fossano, al 40' rosso a Giraudo, 1-1 immediato e 2-1 a inizio ripresa. «La scintilla. Adorni tira fuori il meglio, Di Salvatore (2003) la pareggia e la ribaltiamo anche grazie a un Fogliarino che all'86' non si accontenta del pari e batte subito una punizione mandando De Riggi a segnare il 2-3. Ma, dopo il pareggio con la Caronnese, subito nuove complicazioni per la penalità di un punto per una vertenza di un ex giocatore. Una porcata. Noi continuiamo a lavorare bene: De Souza si integra, Alfio recupera». Il Fossano ingrana: da Pasqua in avanti fa 20 punti in 10 partite. «C'erano tante voci sulla riduzione di retrocessioni e ci abbiamo calcolato sopra. Abbiamo avuto una forza incredibile. È vero, il cambio di regolamento ci ha aiutato, ma le difficoltà da Covid sono state tante e non permetto a nessuno di discutere cosa questo gruppo ha fatto, con una forza fuori dal comune».

Capitolo IV – Finale thriller


16/06 Gozzano 1-2 Fossano. I Blues espugnano il D'Albertas e, data la sconfitta del Borgosesia contro la Caronnese, sono matematicamente salvi

Le sconfitte con Legnano e Sanremese rimettono il Borgosesia avanti. Domenica 13 i granata vanno a Montjovet e a Fossano arriva un'Arconatese già salva: «Sinceramente nella testa è passato il “vinciamo facile” e invece... Loro non regalano nulla, i minuti passano, il Borgosesia passa in vantaggio e noi ci ritroviamo in 10. Anche qui, la squadra fa uno sforzo enorme, la risolve ancora Alfio e poi arriva la bellissima notizia che il PDHAE l'ha ribaltata. Da qui in avanti dipende solo da noi, anche se andiamo poi in casa di un Gozzano che deve alzare la coppa e anche se fa turnover schiera un portiere che ha giocato in Serie C e un attaccante in cerca di riscatto, salvo poi mettere Allegretti, Vono e Piraccini a partita in corso. Non volevano perdere: se non la salvano sulla riga Bellocchio e Galvagno... Se la sono giocata, come ha fatto la Caronnese a cui va un enorme plauso anche perché tre giorni prima Gatti ha detto che a fine stagione avrebbe lasciato. È una salvezza di tutto il gruppo, della società, dell’ambiente Fossano. Tutti ci davano per morti, ma a 33 anni, con tante gioie alle spalle, un'emozione così è qualcosa di irripetibile».

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