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Castellanzese-PDHAE Serie D, sala stampa: la gioia di Affetti e Asmini, il rammarico di Cretaz e il saluto di Mazzoleni

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C'è tanto rammarico nelle parole di Cretaz, tecnico del PDHAE: «Sarò onesto abbiamo fatto 50 minuti fatto davvero bene, ma forse non riusciamo a capire che il calcio è una cosa seria che vive sull'equilibrio. Abbiamo cercato di dare e fare quello che potevamo, abbiamo dovuto sopperire con qualche defezione. Complimenti alla Castellanzese, ha un attacco assolutamente formidabile e invidiabile. La Castellanzese resta la nostra bestia nera, per la terza volta ci ha battuto una grande squadra (abbiamo preso 11 gol da loro), noi comunque siamo arrivati di un solo punto dietro a loro, quindi potevamo dire la nostra». Non riesce a contenere la gioia Asmini, Ds della Castellanzese: «Questo traguardo è qualcosa di fantastico, che vero parte da lontano, ma ancora adesso penso che nessuno si poteva aspettare di arrivare qui. Merito alla famiglia affetti che da 18 anni investe e crede in tutto questo. Per me questa vale come una vittoria a tutti gli effetti. Merito all'allenatore, ai preparatori e al fisioterapista. I complimenti più grandi vanno fatti ai ragazzi che sono scesi in campo. Oggi, nell'anno del centenario posso dire che è la Castellanzese quella che ha vinto il campionato, non il Gozzano. Ora ci godiamo il momento e poi dalla prossima settimana penseremo al futuro. Il segreto della Castellanzese è il connubio fra dirigenza, staff tecnico e giocatori, ragazzi che hanno sempre pensato all'uno per tutti tutti per uno. Siamo partiti male, ma l'innesto di un giocatore che si chiama Zazzi ha cambiato la faccia della squadra. Molti me lo avevano sconsigliato...poi l'infortunio ma i ragazzi che hanno preso il suo ruolo sono stati bravi a capire come si dovevano muovere. Non ci sono parole per descrivere tutto quello che è stato fatto, è assolutamente qualcosa di eccezionale». Parole di grande emozione quelle di Mazzoleni, tecnico della Castellanzese: «Sono arrivate le tegole della casa che mancavano. Nessuno si poteva aspettare un finale di stagione del genere, ho allenato una squadra splendida e penso che il lavoro è stato fatto in maniera egregia da tutti. Meglio di oggi si poteva solamente arrivare primi, è stato un anno storico nel centenario della Castellanzese. Il mio futuro è lontano da Castellanza, per fare andare avanti i matrimoni bisogna essere in due, ma lascio i colori neroverdi senza alcun rimpianto. Dopo due anni è giusto che un allenatore cerchi nuove avventure, ma comunque vado via senza alcun rimorso o rimpianto. Gesto dell'inchino? Ho solamente detto ai ragazzi che avevo finito gli aggettivi, mi hanno dato davvero tanto; quel gesto è solo il ringraziamento finale. Quando ti giochi una finale playoff ci sono anche gli avversari, primo tempo bloccato e sotto di un gol stavamo giocando discretamente. Siamo riusciti a ribaltarla nella nostra maniera, ai ragazzi a fine primo tempo ho solamente detto di rientrare senza nervosismo e di giocare come sanno fare. Vorrei concludere ringraziando davvero tutti, dalla dirigenza ai magazzinieri, quelle persone che fanno il lavoro sporco che spesso non viene visto. A Castellanza sono stato messo a mio agio dal primo giorno di e anche i tifosi mi hanno sempre fatto sentire un allenatore importante. Questo personalmente resta il mio traguardo più alto». La felicità è quella che esplode sul viso del presidente neroverde Affetti: «Sono qui con mio figlio Cristiano e mio padre Giuseppe (vice presidente), persone a cui devo dire grazie se questa società va avanti. Questa stagione non si può che incorniciare e ricordare per sempre. Nel 2013 è iniziato quel percorso che ci ha portato fino alla serie D e a disputare una finale playoff. Io posso solo ringraziare tutti gli ingredienti che hanno permesso di raggiungere questo traguardo. Ogni due anni la Castellanzese si abitua a vincere qualcosa quindi un minimo di preparazione c'è. Chi è arrivato davanti a noi in campionato ha dato qualcosa in più, noi abbiamo stupito dando qualcosa che forse nessuno si aspettava. È bellissimo che questa vittoria sia arrivata nell'anno del centenario e ancora forse non me ne rendo ancora conto. Non posso fare finta di non pensare alla serie C, qualche riflessione è stata fatta e non escludiamo nulla».
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