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Serie D

Desenzano Calvina-Real Calepina: el segna semper lü, Giacomo Marangon come Maurizio Ganz e biancazzurri al terzo posto in solitaria

Di misura, sotto la pioggia e su un campo pesantissimo, il Dese di Florindo agguanta la terza vittoria rimanendo nei quartieri alti

Siamo sulla trequarti campo, sul lato destro, Ricozzi aspetta il movimento di Marangon prima del fischio dell’arbitro: è lo schema. Marangon oltre la linea della barriera, in fuorigioco, poi un attimo prima del tocco della palla rientra e circumnaviga la barriera con una mezza luna per predisporsi all’imbucata del compagno, che arriva, puntuale. Uscita a valanga di Gherardi, la conclusione, il gol. Con questa rete, l’unica, il Desenzano agguantava la terza vittoria consecutiva e mandava per la quarta volta di fila Giacomo Marangon nel tabellino marcatori. Al Tre Stelle- Francesco Ghizzi la Real Calepina è affondata. L’anno buono? Forse sì, forse quest’anno sarà l’anno della definitiva consacrazione del Desenzano Calvina, l’anno della stella amica. In altre occasioni, in passato, partite come questa il Dese non le avrebbe mai portate in porto così agevolmente, le avrebbe perse o pareggiate andandosi a spiaggiare in qualche ansa stretta di fiume o ad arenarsi su qualche scoglio per via delle solite e innumerevoli distrazioni, dei soliti ed inspiegabili blackout. Ma stavolta no, stavolta è diverso, stavolta Michele Florindo ha trovato la soluzione, ha ricomposto il cubo di Rubik. Non più ingenuità, non più dabbenaggini, in difesa tutto fila liscio, tutto è sottochiave e alla costante attenzione dei quattro guardiani del faro, Agazzi, Munaretto, capitan Giani e Perotta. Il portierone Sellitto può dormire - si fa per dire - sogni tranquilli. Non sono un caso 3 vittorie nelle prime 4 gare, e pazienza per il passo falso al debutto a Caravaggio, succede anche nelle migliori famiglie.

Pioggia. Questo per dire che non era tanto la Real Calepina a “consentire” ai locali di gestire una partita in modo così autorevole, anche se a onor del vero la squadra di Damiano Zenoni dovrebbe darsi una sveglia se non vuole inabissarsi troppo presto fra le onde minacciose di questa stagione, quanto piuttosto il fatto che gli undici di Florindo sembrerebbero esser giunti a nuove consapevolezze, sembrerebbero aver capito realmente la propria forza, cosa non sempre scontata nel recente passato. Villa Valle e Sporting Franciacorta lo possono confermare. E allora bene così, avanti così, finalmente il Desenzano potrebbe davvero definitivamente metter a frutto gli sforzi profusi nella campagna acquisti estiva, potrebbe finalmente scrollarsi di dosso una volta per tutte l’opprimente etichette di grande incompiuta della quarta serie. C’è ancora molto da fare però. Se nel primo tempo la Real Calepina avesse segnato un gol nessuno avrebbe gridato allo scandalo, ma non per il gioco, quello rimane ancora inesistente nelle sempre nuove versioni di questa formazione bergamasca, quanto piuttosto per la zuccata di Paris su palla inattiva su cui solo un miracoloso Sellitto poteva aver voce in capitolo: detto, fatto. Riflesso felino dell’estremo gardesano. Poi, al di là di una girata di Losa (alta) e di qualche mischia, nessun'altra pratica da disbrigare per Giani and company. Bene invece il controllo territoriale dei locali, bene Aliù che davanti quando alzava la testa trovava sempre la giocata rivelatrice. Tra queste, quella in tocco sotto per l’inserimento di Ruffini il quale, con in mano la mappa del tesoro, a tu per tu con Gherardi si faceva neutralizzare dall’uscita di quest’ultimo (palla in angolo). Prima ancora, solo una testata sulla linea - a portiere battuto - salvava la Real dalla doccia fredda in apertura, quando Piacentini immolava la scatola cranica sulla botta in area di Gerevini, messo in gioco dalla deviazione di Gherardi nel tentativo di deviare il cross dalla sinistra di Ruffini.

Gestione. Insomma, il Dese viaggiava a vele spiegate sospinto della pioggia e dall’Ora (il vento pomeridiano da Sud che soffia da queste parti), mentre la Real Calepina, nonostante il campo pesante teoricamente a suo favore, affannava tra le onde. Ma quindi perché l’anno del Desenzano? Oltre alla già ricordata continuità di rendimento, inedita rispetto al passato, adesso però c’è anche un bomber in più, uno di quelli che passa a timbrare il cartellino senza ricorrere a furberie di sorta. Un attaccante così, al quarto centro su quattro, non può che rappresentare un’ipoteca sul futuro della stagione. Nella ripresa Desenzano in gestione, Real Calepina forse in attesa di un segno, di un messaggio divino, puntualmente atteso vanamente. Nulla da segnalare di relativa importanza, nessuno spunto degno di cronaca, se non qualche sporadica iniziativa dei padroni di casa come quella che su assistenza di Marangon portava al tiro Aliù, ben giratosi in area: palla nei giardinetti pubblici. Piuttosto buon lavoro della terna e del direttore Santarossa, quando con grande freddezza non assegnavano il penalty prima a Crea su contatto con Perotta (inizio ripresa), poi nel finale a Gerevini su sgambetto immaginario: giusto il giallo al desenzanese. Ladies and gentleman, lo spettacolo è finito.

IL TABELLINO

DESENZANO CALVINA-REAL CALEPINA 1-0
RETE: 39' Marangon (D).
DESENZANO CALVINA (4-2-3-1): Sellitto 7, Agazzi A. 6.5 (24' st Ricciardi sv), Perotta 6, Ricozzi 7 (14' st Carta sv), Giani 6.5, Munaretto 6.5, Gerevini 6.5, Pinardi 6.5, Aliu 6.5, Marangon 8 (31' st Ferrari sv), Ruffini L. 6 (25' st Boscolo Berto sv). A disp. Rovelli, Turlini, Malandrino, Cusati, Franzoni. All. Florindo 6.5.
REAL CALEPINA (4-3-3): Gherardi 5.5, Vallisa 6, Giangaspero 6, Vassallo 5.5 (25' st Tarantino sv), Siano 5.5 (9' st Crea sv), Paris 6, Losa 5.5 (30' st Pozzoni sv), Piacentini 7, Della Fiore 5.5 (6' st Fini 6), Esposito 5.5, Raccagni 6. A disp. Magoni, Caruso, Battini, Mardare, Bui. All. Zenoni 5.5.
ARBITRO: Santarossa di Pordenone 6.5.
ASSISTENTI: Giaretta di Bassano del Grappa e Munitello di Gradisca D'Isonzo.
AMMONITI: Losa (R), Vassallo (R), Raccagni (R), Marangon (D), Agazzi A. (D), Piacentini (R), Gerevini (D), Paris (R).

L’ INTERVISTA

Mentre Damiano Zenoni usava l’uscita sul retro per non passare dalla sala stampa, il tecnico Michele Florindo ha potuto così commentare il successo dei suoi, sull’acquitrino odierno: «Stiamo bene però oggi mi sento di esaltare il collettivo, perché con gli innesti della panchina abbiamo tenuto bene e non abbiamo nemmeno sbagliato niente contro un avversario che non aveva nulla da perdere e su di un campo dov’era davvero difficile non concedere qualcosa. Invece oltre a chi ha giocato dal primo minuto (facendo la differenza), chi è subentrato è stato davvero encomiabile perché entrare stavolta non era facile: diamo merito a questi ragazzi». Nella sala stampa del Tre Stelle - Francesco Ghizzi di Desenzano del Garda il tecnico biancazzurro continua in questi termini: «Avere calciatori di questo livello in difesa è un valore aggiunto, anche se nella prima partita abbiamo avuto difficolta ma questo ci ha fatto prendere consapevolezza per essere più attenti da lì in avanti facendoci lavorare con fiducia e umiltà. Inoltre attaccanti e centrocampisti fanno una fase di non possesso importante, e questo fa la differenza». Il tecnico ha preparato alla perfezione l’incontro in questi pochi giorni di allenamento dopo il derby vinto contro lo Sporting, il passaggio: «Il gol? Uno schema, l’abbiamo studiato, sapendo del loro portiere, ieri mattina: cercato di oscurare i primi due uomini della loro linea. Bravi tutti, chi ha fatto il blocco, chi ha calciato la punizione e chi ha calciato in porta». Il Dese è sulla retta via? «Stiamo lavorando bene - ha concluso Florindo - la strada è giusta. Dobbiamo avere tanto appetito e vincere partite anche con i denti come oggi, visto che giocare di fino non avrebbe pagato. Abbiamo fatto la partita che il campo ci permetteva, ma c’è da pedalare: già domenica arriva un avversario ostico».

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