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Serie D

Fanfulla, anche dopo il ritiro Brognoli non abbandona il calcio: «Sto decidendo se studiare da allenatore o da direttore sportivo»

Intanto il capitano del Guerriero sta dirigendo gli allenamenti della squadra in attesa che venga nominato il successore di Omar Nordi

Stefano Brognoli

Capitan Brognoli è costretto ad appendere gli scarpini al chiodo

Il vero capitano si piega ma non si spezza, ed è esattamente ciò che sta facendo Stefano Brognoli. Colpito da una mazzata che avrebbe distrutto chiunque - un problema cardiaco che l'ha costretto improvvisamente al ritiro e l'obbligherà ad operarsi a febbraio - il leader del Fanfulla non ha perso la voglia di restare con la sua squadra e i suoi compagni, almeno fino al termine della stagione. Ma il "Brogno" è un vero Guerriero e sta già pensando al futuro: visto che è impossibile tenerlo lontano dai campi, sta decidendo se studiare da allenatore o direttore sportivo. Nel frattempo si è messo a disposizione della società per guidare gli allenamenti della squadra in attesa che venga annunciato il successore di Omar Nordi, esonerato a ridosso della pausa natalizia.

Come stai?
«Io sto bene, anche perché questo problema non dà avvisaglie. Devo solo digerire il fatto di non poter più giocare. Ho scoperto di avere questo problema grazie al Covid, quindi ho cominciato a tenerlo sotto controllo con ripetute visite. L'ultima è stata fatale: la mia aorta era borderline, quindi era pericoloso continuare e mi sono dovuto fermare. A febbraio dovrò essere operato per poter tornare a fare una vita attiva, che per me significa sia stare sul campo sia lavorare in palestra».

Che sensazione provi pensando di non poter più scendere in campo?
«Non mi rendo ancora conto e avrei preferito sicuramente chiudere la carriera in un'altra maniera, anche perché questa era una bella stagione e una sfida stimolante con tanti giovani in squadra. Però ho anche 39 anni e va bene così».

Resta difficile immaginarti lontano dai campi in futuro...
«Al momento sto un po' studiando perché non era una cosa preparata, quindi sono rimasto sorpreso anch'io. Per adesso resterò insieme ai miei compagni aiutandoli durante gli allenamenti, quindi rimango con loro e nel frattempo cerco di rubare un po' di segreti in giro per poi poter restare nel mondo del calcio».

Preferiresti diventare allenatore o direttore sportivo?
«A dire il vero sono un po' combattuto: da un lato mi piace vivere la quotidianità dello spogliatoio, dall'altro anche andare in giro a vedere nuovi giocatori per scoprire dei ragazzi».

Cos'hai detto ai tuoi compagni quando gli hai annunciato il tuo ritiro?
«Li ho visti spaesati e ho notato anche delle lacrime da parte loro che mi hanno toccato il cuore. Gli ho consigliato di vivere il calcio appieno, sempre al 100%, perché poi possono succedere queste cose che lo fanno finire da un momento all'altro. Devono godersi ogni partita e ogni allenamento coi loro compagni di squadra vivendoli come se fossero una grande famiglia».

A quale obiettivo credi che possa ambire il Fanfulla quest'anno?
«La squadra è molto giovane, composta da tanti ragazzi al primo anno nella categoria, quindi è normale avere alti e bassi. Però il gruppo ha tante qualità ottime e gli innesti di Spaviero e Balla hanno permesso di crsecere ulteriormente. Ci possiamo togliere delle soddisfazioni, poi dire dove si arriverà è difficile perché siamo ancora tutti da scoprire. Per me possiamo ambire alla prima metà della classifica».

I margini per scalare posizioni ci sono perché, tolte Rimini, Ravenna e Lentigione, tutte le altre formazioni hanno avuto dei passaggi a vuoto.
«Esattamente, ed è quello che sto cercando di trasmettere ai ragazzi, soprattutto a quelli più giovani. Devono capire che un campionato di alto livello può cambiare la carriera».

In estate c'è stato l'addio di Ciceri e di diversi giocatori, che hanno seguito Andrea Luce al Sangiuliano. Credi che l'ambiente abbia sofferto questa frattura?
«No, per me quello che si è sofferto è stato il cambio radicale di squadra, che ha perso elementi di esperienza per sostituirli con tanti giovani. Questo ha portato a una variazione anche di obiettivi e prospettive, oltre che di gioco avendo cambiato allenatore».

Avendole viste quasi tutte da vicino, chi credi vincerà il campionato?
«Per me il Rimini è nettamente favorito, l'ho visto con un potenziale incredibile. Credo che il primo posto sia suo, poi dietro Ravenna e Lentigione se la giocheranno ai playoff insieme a due possibili sorprese».

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