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L'intervista

Bonazzoli: «Vedo entusiasmo e voglia di migliorare»

L'ex bomber ha buone sensazioni in vista dell'esordio sulla panchina del Fanfulla: «I ragazzi stanno lavorando tanto, già nell'allenamento congiunto di sabato scorso col Fiorenzuola ho avuto un buon riscontro»

Emiliano Bonazzoli Fanfulla

Emiliano Bonazzoli esordirà domenica sulla panchina del Fanfulla. L'ex bomber di Parma, Reggina e Sampdoria, tra le altre, è subentrato a inizio gennaio a Omar Nordi (foto Facebook Asd Fanfulla)

La sosta natalizia ha portato grosse novità in casa Fanfulla, con l'esonero di Omar Nordi e l'ingresso nello staff tecnico di Stefano Brognoli, dopo che l'ex capitano è stato costretto ad annunciare il ritiro per un problema cardiaco. A guidare la formazione bianconera verso la salvezza è stato chiamato Emiliano Bonazzoli, volto noto agli appassionati di calcio per la sua lunga militanza in Serie A con le maglie di Parma, Verona, Reggina, Sampdoria e Fiorentina realizzando la bellezza di 48 reti. L'ex bomber nelle scorse stagioni ha già guidato Chievo Verona Valpo e Hellas Verona in Serie A femminile, prima di entrare a far parte dello staff di Aimo Diana al Renate.

Com'è stato il primo impatto col Fanfulla?
«Ho trovato un ambiente positivo, vedo che i giocatori stanno lavorando tanto sotto il profilo atletico e recepiscono bene le idee tattiche che gli stiamo dando. Per ora gli stiamo facendo assimilare i due o tre concetti più importanti. Anche se è un gruppo molto giovane, i ragazzi hanno entusiasmo e voglia di migliorare. Già nell'allenamento congiunto di sabato scorso col Fiorenzuola ho avuto un buon riscontro».

Non siamo in una situazione critica, quindi bisogna lavorare tranquilli e senza grilli per la testa

Prima di Natale la squadra ha accusato una doppia scossa, prima col ritiro di capitan Brognoli e poi con l'esonero di Nordi. Come hai trovato lo spogliatoio sotto l'aspetto psicologico?
«Ho visto da subito una squadra serena che può usare la spensieratezza come arma a proprio vantaggio, giocando per divertirsi. Fin dal primo giorno gli ho detto che non siamo in una situazione critica, quindi bisogna lavorare tranquilli e senza grilli per la testa. Serve passione per venire al campo e allenarsi sempre al 100%, questa è la prima cosa che gli chiedo».

La squadra è molto giovane, quindi la tua grande esperienza come calciatore può essere un valore aggiunto per stimolare i ragazzi.
«Sicuramente non sono uno che martella se non è necessario. Bisogna capire il carattere di ognuno per comunicare nel modo giusto e ottenere le risposte migliori sul campo. Il messaggio che mi sta arrivando in questi giorni è positivo, hanno voglia di uscire da questa situazione e ci stanno mettendo qualcosa in più per riuscirci».

Domenica a Prato dobbiamo aspettarci subito novità tattiche?
«Non lo so ancora, finora ho cercato di studiare le caratteristiche dei giocatori per trovare il sistema di gioco per loro più funzionale. Non me la sento di sbilanciarmi perché, tra chi sta recuperando dagli infortuni e chi è risultato positivo al Covid, non so ancora con certezza tutti quelli che avrò a disposizione. Sabato mattina avrò le idee più chiare».

Per l'esordio alla Dossenina bisognerà pazientare fino a mercoledì 2 febbraio, in occasione del "derby" lombardo con la Tritium. Che accoglienza ti aspetti di ricevere dal tuo nuovo pubblico?
«Cercherò, con l'aiuto del mio staff e dei ragazzi, di far venire più gente possibile allo stadio perché i giocatori in campo sentono il calore dei tifosi. Sta a noi riuscire a caricare l'ambiente con le nostre prestazioni per fare in modo che ci sia sempre entusiasmo attorno alla squadra».

Nelle scorse stagioni hai allenato sia formazioni femminili sia maschili, un'esperienza che in pochi possono vantare. Hai notato grosse differenze tra il calcio delle donne e quello degli uomini?
«Quando ho accettato di allenare al Chievo Verone Valpo, non conoscendo il calcio femminile, mi sono approcciando dicendo che questo sport per me è uguale sia per gli uomini che per le donne, al netto delle differenze fisiche. Dal punto di vista tecnico e tattico però i principi restano gli stessi, da adattare alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Oggi tra le ragazze si nota la differenza tra le italiane e le straniere, che giocano principalmente nei top club, perché nel resto d'Europa e in America sono più avanti rispetto a noi. Questo crea un gap tra le formazioni più forti del nostro campionato e le altre».

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