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Storie di calcio

Solo Baggio meglio di lui: in campo a quattro mesi dal crociato. Storia e segreti di un recupero record

Operato il 18 dicembre per la rottura del legamento crociato, è rientrato per l'ultima di campionato sfiorando un gol con dedica speciale

Christian Alvitrez

Christian Alvitrez, ragazzo speciale e un recupero da record: in campo in Serie D a meno di 5 mesi dall'operazione per la rottura del legamento crociato anteriore

Un ragazzo speciale. Un giocatore speciale. Per un recupero molto speciale. Tornare in campo in una gara ufficiale a poco più di quattro mesi dall’operazione per la rottura del legamento crociato infatti è qualcosa di unico e straordinario. Operato il 18 dicembre al San Luigi di Orbassano dal dott. Giovanni Ferrero, medico del Chieri, grazie alla sua grande volontà e al supporto, umano e riabilitativo, del prof. Fabrizio Tencone e del centro Isokinetic Torino, un recupero da record quello di Christian Alvitrez, centrocampista classe '92 del Chieri in Serie D e Campione d'Italia Giovanissimi nel 2007, rientra in gruppo già ad aprile è andato in campo per l'ultima giornata di Campionato il 15 maggio.

QUANDO IL DESTINO CI METTE LO ZAMPINO...

Una storia di sofferenza, tenacia e passione, da raccontare attraverso le parole del protagonista principale di questa ‘impresa da record’: Christian Alvitrez, centrocampista e molto di più del Chieri, classe 1992 nato in Perù, che ha incontrato sul suo destino un’insidia che ha saputo trasformare in qualcosa di stimolante e positivo. Come ha fatto, da sempre, nella vita e in campo. «Mancavano pochi secondi allo scadere del recupero nella gara con la Caronnese il 14 novembre, quando al 93’ e 40” sono atterrato male e ho capito subito di essermi fatto qualcosa di grave. Anche il dott. Ferrero, che mi ha soccorso in campo, mi ha subito fatto capire quello che poi è emerso dalla risonanza magnetica qualche giorno dopo, con la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro».

Un infortunio che si beffa anche del destino... «Con lo staff della squadra - racconta Alvitrez - avevamo già concordato proprio dopo la gara con la Caronnese, qualche giorno di riposo e di scarico, perchè nelle settimane precedenti avevo caricato molto a livello di preparazione e dai dati che avevamo e dalla sensazione fisica, come detto, si era già deciso di 'scaricare' per un paio di giorni. Purtroppo però, la sosta è stata molto più lunga perchè l'infortunio è arrivato proprio a pochi secondi dal triplice fischio finale...».

CHRISTIAN ALVITREZ

Nato il: 05/mar/1992
Luogo di nascita:  Pucallpa
Nazionalità:  Perù
Altezza: 1,71 m
Posizione: Centrocampista


UNA REAZIONE DA 'CAMPIONE D'ITALIA'

Infortunio e beffa del destino che però non hanno abbattuto, nel fisico e nel morale, Chriatian Alvitrez, abituato nella sua vita e nella sua carriera da calciatore, a correre dietro a un sogno e rincorrere imprese fuori dal comune. Come quando nel 2007, quando militava nella categoria Giovanissimi, insieme a Beppe D'Iglio, suo compagno al Chieri e non solo, e con allenatore Vincenzo Manzo, ritrovato poi 'da grande' a Borgosesia come in altre piazze tra Serie D e Serie C, e nuovamente 'ritrovato a Chieri, vinse lo Scudetto giovanile con il Rivoli Collegno, categoria Giovanissimi. Un approccio positivo e realistico fin da subito - dopo l'infortunio e la diagnosi non certo rassicurante così come in ogni partita giocata da quello che anche in campo viene riconosciuto come una sorta di allenatore in pectore - quello di Christian Alvitrez e delle persone che lo hanno affiancato e supportato nel percorso riabilitativo.

Ringrazio il prof. Fabrizio Tencone, i fisioterapisti Roberto Mazzanti e Paolo Benso di Isokinetic Torino, sempre a me vicini, attenti a ogni dettaglio. Un grazie al dottor Giovanni Ferrero, che mi ha operato e medico del Chieri, per il continuo supporto. Il presidente Luca Gandini e tutto il Chieri: mi hanno rassicurato e sempre fatto sentire coinvolto, fondamentali per darmi serenità e positività necessari per affrontare il cammino che mi ha riportato in campo.

Christian Alvitrez, centrocampista Chieri

OPERATO IL 18 DICEMBRE CON UN OBIETTIVO: IN CAMPO PER MAGGIO PER UN MOTIVO SPECIALE

«Ero pronto e preparato, quando siamo andati a fare gli esami, così come quando, il 18 dicembre, sono stato operato. E poi dal primo colloquio con il prof. Tencone all’Isokinetic prima di cominciare il percorso riabilitatvo. Mi ha aiutato molto il mio modo di essere: sempre analitico, propositivo e positivo. Ed è stato fondamentale proprio quello che mi disse il prof. Tencone, in modo diretto, amichevole ma molto chiaro, dandomi la tranquillità di parlare come a un amico e non un luminare in materia. Mi ha detto le cose con sincerità ma ponendomi degli obiettivi. Mi disse che per un infortunio come il mio i ‘tempi medi di recupero’ andavano dai 6 agli 8 mesi ma che il tempo sarebbe stato relativo, perchè l’unico criterio di valutazione sarebbero stati i vari traguardi da raggiungere per poter passare agli step successivi. Gli dissi fin da subito che avrei voluto tornare in campo l’8 maggio, in onore e memoria di Andrea Rinaldi, mio ex compagno, scomparso ai tempi del Legnano. E lui mi rispose che poteva sembrare difficile ma che non era impossibile, proprio perchè non è una questione di tempo ma di semafori verdi sul cammino».

La carriera di Christian Alvitrez su www.transfermarkt.it

SACRIFICI, DOLORI, LE COCCOLE DEL PICCOLO LEONARDO E UN SUPPORTO SPECIALE

In un percorso complicato, difficile, doloroso a cui Alvitrez ha risposto con esemplare atteggiamento: «La riabilitazione all’inizio è stata dura, il momento più delicato. E’ stato fondamentale il rapporto con il prof. Tencone e i fisioterapisti Roberto Mazzanti e Paolo Benso di Isokinetic Torino. Un centro che sapevo essere l’eccellenza ma che ho toccato con mano cosa abbia di unico e speciale. Ti supportano in tutto e per tutto, a livello medico e psicologico, sempre disponibili a ogni situazione e sempre con gli strumenti e i mezzi idonei ad aiutarti. Un rapporto umano speciale e stimolante. Che ha fatto e fa la differenza. Mi è capitato a volte di arrivare un po’ triste alle sedute ma grazie a loro uscivo più motivato e positivo di prima perchè mi facevano vedere le cose possibili senza mai illusioni e finte promesse. E io ho cercato di fare il mio meglio. Ho trovato la positività nel poter stare più vicino e godermi di più mio figlio Leonardo di 2 anni e mezzo. Ho letto tanti libri di leadership, di allenatori di calcio e non solo. Il Chieri mi ha sempre coinvolto, dal mister al gruppo e non mi hanno fatto mai sentire ‘a riposo’».

Io ho fatto più sacrifici di quando giocavo: dalla birretta all’aperitivo non mi sono concesso nulla che potesse ritardare anche solo di un giorno il recupero

Christian Alvitrez, centrocampista Chieri

 

CI SI METTE PURE IL COVID...

Un recupero da record che sarebbe stato ancora più incredibile se… «Appena cominciata la riabilitazione, viaggiando con un compagno in macchina, ho preso il Covid che mi ha costretto a rallentare di circa 15 giorni il programma dovendo rimanere in quarantena, altrimenti magari avrei recuperato anche prima... Ogni test per poter per passare al passo successivo era una vera sfida per me. Ricordo ancora quando a fine marzo stavo per affrontare quello decisivo per l’ok all’attività in campo coi compagni. Il prof. Tencone mi aveva detto che in base ai dati del percorso secondo lui ero vicino alla soglia necessaria. E quando arrivarono i risultati, ed erano ben oltre la migliore delle ipotesi, fu davvero una grande emozione e gioia».

IN GRUPPO DOPO QUATTRO MESI. E UNA PROMESSA DA MANTENERE...

La favola di un recupero figlio di sacrifici e sudore, trova il suo primo lieto fine, con il primo obiettivo raggiunto: avere l'ok e il benestare dai suoi progressi clinici, per poter ritornare in campo ad allenarsi coi compagni. «Ad aprile ero in gruppo ma non fu facile. Dopo le prime sedute avevo dolori e un po’ di paura e lì furono nuovamente fondamentali il prof. Tencone e il dott. Ferrero del Chieri che mi rassicurarono e mi diedero la forza di andare oltre. Piano piano e gradualmente cominciai ad allenarmi sul campo e gradualmente con pallone e compagni. La mia volontà di rientrare entro il 10 maggio a giocare una partita vera sembrava possibile ma, sempre molto chiaramente, il prof. Tencone mi disse che ragionevolmente, per essere in campo per quella data, avrei dovuto allenarmi in maniera completa coi compagni entro il 25 aprile, per poter acquisire condizione e forza necessarie per affrontare il ritorno in campo con una certa serenità». E, come dimostrato sul campo e nella vita, quando a Christian Alvitrez viene posto un obiettivo....

IL SOGNO DIVENTA REALTA': IL 15 MAGGIO IN CAMPO E SFIORARE UN GOL MOLTO SPECIALE...

«L’8 maggio a Novara, nella penultima gara di campionato allo stadio Piola, fui aggregato alla squadra e andai in panchina. Chiesi al mister Didu di metterci lui la testa nel decidere perchè io non ero ‘lucido’ per negare un eventuale opportunità. Didu è una persona speciale e ha capito che non ero pronto. Come invece lo ero la domenica successiva, il 15 maggio a Gozzano nell’ultima di campionato. Sono entrato nel secondo tempo e ho preso una traversa. Peccato, ci tenevo ad andare al playoff e dedicare il gol a Rinaldi. Per me, ora, l’inizio di una seconda parte del mio cammino e della mia carriera, che affronto e affronterò più forte di prima». Impegno e promessa mantenute, traversa o non traversa, perchè tornare in campo dopo nemmeno 5 mesi dall’operazione al legamento, non è solo qualcosa di speciale. E’ qualcosa di unico.

Grazie al dott. Tencone con lo staff di Isokinetic Torino e al nostro dott. Ferrero, per la grandissima professionalità dimostrata. Il valore aggiunto per un recupero record

Luca Gandini, presidente Chieri

IL DOTT. GIOVANNI FERRERO, MEDICO DEL CHIERI E CHIRURGO CHE HA OPERATO ALVITREZ:

«Christian è stato unico. Solo Roberto Baggio è rientrato in tempi più stretti»

Gli fa eco il dottor Giovanni Ferrero, ortopedico e chirurgo, responsabile medico del Chieri che ha operato Christian Alvitrez: «Conoscendo Christian e avendo visto come ha reagito fin da subito, ero sicuro che avrebbe recuperato bene e al meglio. Certo vederlo in campo dopo 5 mesi è un’impresa in cui lui ha fatto la differenza. Negli studi di settore, anche su giocatori professionisti, è dimostrato che il recupero medio dopo la rottura del legamento crociato anteriore, è di circa 6-8 mesi».

«Solo Roberto Baggio ha fatto meglio di Christian come tempi di recupero. Ovviamente reso possibile nell’insieme di una serie di circostanze e situazioni e soprattutto fatto quando il recupero era assolutamente completo e la fase riabilitativa completata e supportata dai riferimenti e dai test specifici. Dalle sue caratteristiche fisiche e muscolari, dalla professionalità delle persone che lo hanno seguito e supportato. Ma soprattutto perchè Christian è sempre stato sereno e positivo».

«Ricordo il giorno che l’ho accompagnato in ospedale per la ‘sentenza’: era tranquillo, consapevole e mentalmente già pronto ad affrontare tutto. In un percorso sul quale abbiamo quasi dovuto frenarlo perchè a volte avrebbe voluto ancora accelerare di più i tempi. Ma come detto dal prof. Tencone, la riabilitazione è un percorso a semafori: se è verde si avanza, se è rosso si insiste. Nel caso di Christian è stato un susseguirsi di verdi!». Sulla strada del sogno possibile diventata splendida storia a lieto fine da raccontare.

 

Il dott. Giovanni Ferrero, responsabile medico del Chieri


IL PROF. FABRIZIO TENCONE DI ISOKINETIC TORINO:

«Christian Alvitrez un esempio. Record? Frutto di scienza e sudore, nessuna 'magia'»

Non curiamo il ginocchio, ma il paziente che ha male al ginocchio. Nello slogan fatto a missione che campeggia e accompagna il centro Isokinetic, l’essenza e il ‘segreto’ di ogni guarigione ben riuscita. Al di là dei tempi e dei record. «La storia e il recupero di Christian Alvitrez sono la conferma di ciò che si dice negli ultimi anni sul recupero dopo un’operazione al crociato - sottolinea il prof. Fabrizio Tencone -. Non è una questione di tempo ma di obiettivi. Che possono accorciare o allungare i tempi stessi. Ogni paziente ha caratteristiche diverse, fisiche, cliniche e caratteriali. Ci sono quelli che affogano nella birretta in più perchè ‘a riposo’ mentre la storia di Chistian (Alvitrez, ndr) testimonia che per guarire bene e il prima possibile bisogna saper fare più sacrifici di quando si è in attività e si sta bene».

Il prof. Fabrizio Tencone di Isokinetic Torino


«La riabilitazione all’Isokinetic, richiede uno stile di vita più severo rispetto a quando si è in attività. Guai a intendere la riabilitazione in termini di tempo e di record. C’è chi ci mette 5, chi 6, chi 7 e chi 9 mesi. Perchè se non raggiungi il livello di sicurezza del piano riabilitativo non puoi progredire al passo successivo e non importa quanto ci voglia. Per guarire bene e prevenire al massimo le possibilità di reinfortunio, si va avanti quando il semaforo è verde, se resta rosso si aspetta. Venire all’Isokinetic dopo una lesione al crociato richiede consapevolezza e responsabilità: siamo intransigenti e rigidi, uniamo scienza e sudore, perchè sappiamo che solo così si può guarire al meglio».

Guai a intendere la riabilitazione in termini di tempo e di record. C’è chi ci mette 5, chi 6, chi 7 e chi 9 mesi. Perchè se non raggiungi il livello di sicurezza del piano riabilitativo non puoi progredire al passo successivo e non importa quanto ci voglia.

Prof. Fabrizio Tencone

Dott. Fabrizio Tencone Medico chirurgo Specialista in Medicina dello Sport

Il dottor Fabrizio Tencone è nato a Vercelli il 19 agosto del 1963. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino nel 1990 e si è specializzato in Medicina dello Sport nel 1994 a pieni voti con lode.

Ha inizialmente svolto la sua attività professionale in ambito medico-sportivo dapprima preso l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino e, dal 1991 con la Juventus FC in qualità di medico delle squadre giovanili.

  • Dal febbraio 1995 all’ottobre 2002 è stato il medico sociale della prima squadra della Juventus FC e ha accumulato oltre 400 presenze consecutive sulla panchina bianconera (tra le quali la finale di Champions League vinta dalla Juventus nel maggio 1996).
  • Dal novembre 2002 è entrato a far parte del Gruppo Medico Isokinetic e dall’estate del 2003 è il Direttore del Centro Isokinetic di Torino. Ha partecipato, in veste di relatore o di moderatore, a numerosissimi convegni nazionali e internazionali riguardanti la riabilitazione e il recupero dell’infortunio sportivo.
  • Dal 2010 al 2016, continuando a rivestire l’incarico di medico e di direttore del centro Isokinetic di Torino, è stato il Coordinatore responsabile dell’intero dipartimento medico della Juventus FC.
  • Dal 2015 è membro di un panel di esperti della UEFA.
  • Dal 2016 insegna Traumatologia e Riabilitazione dello sport presso il corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Torino. Ha partecipato, in veste di relatore e di moderatore, a numerosissimi convegni nazionali e internazionali ed è autore di articoli scientifici riguardanti la riabilitazione e il recupero dell’infortunio sportivo.
  • Dal 2015 al 2019 è stato membro di un panel di esperti medici della UEFA.

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