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Serie D

«Nel calcio, così come per gli altri lavori, non c'è più spazio per i sentimenti»

Le parole d'amore e di delusione dell'ormai ex capitano e bandiera con le sue 320 presenze e il recupero da un lungo infortunio

Alessandro Rossi

Alessandro 'Lillo' Rossi: tanta amarezza nelle sue parole affidate al suo profilo Instagram dopo il 'divorzio' dal suo Bra

Certi amori (non) finiscono... E quando una separazione arriva per scelta non proprio condivisa, nella vita come nel calcio e nello sport, sono i sentimenti più profondi e sinceri a prendere la scena. O meglio il campo. Come accaduto in queste ore, dopo l'annuncio da parte dell'Ac Bra, di non confermare non un giocatore qualsiasi ma niente meno che il proprio capitano e bandiera: il difensore Alessandro Rossi.

«La società giallorossa comunica che, a partire dal 1 luglio prossimo, Alessandro Rossi non sarà più un giocatore del Bra. A lui va un grazie per questi anni condivisi insieme, per quanto ha dato per la maglia, per gli indimenticabili traguardi sportivi raggiunti. Al difensore centrale, gli auguri per le migliori fortune personali e calcistiche».

Poche righe e poche parole di circostanza che hanno lasciato l'amaro in bocca, e qualcosa in più, proprio ad Alessandro 'Lillo' Rossi. Lui, classe 1994, arrivato al Bra nel 2011-2012 dopo le giovanili al Cuneo, Rossi comincia la trafila dalla Juniores in giallorosso, con cui esordisce in Serie D e raggiunge anche la Serie C2 con la cavalcata e promozione storica del club nella stagione 2012-2013 con Fabrizio Daidola in panchina. Rossi che poi lascerà una prima volta i giallorossi per farne ritorno nel 2016 fino alla ‘non conferma’ di qualche ora fa. Un legame profondo, reso ancora più forte dopo il brutto infortunio al legamento patito proprio sul finire della stagione scorsa contro il Gozzano. Recupero e riabilitazione non semplici ma non per Lillo Rossi che rientra in organico a fine 2021 per poi tornare in campo e collezionare ben 19 presenze nella stagione appena conclusa, dando il suo contributo alla squadra che raggiunge un clamoroso quinto posto, e i playoff.

E che, forse proprio e anche per questo motivo, lascia ancora di più l’amaro in bocca all’ormai ex capitano giallorosso che sul suo profilo Instagram non ha nascosto la delusione e qualche frecciata ben ‘mirata’.

 

«Dopo un po’ di tempo in silenzio a riflettere, penso sia arrivato il tempo di dire la verità... Veniamo al dunque, facendo una disamina, ho portato in alto per ben 230 volte la maglia del Bra. Ho visto cambiare generazioni di ragazzi, allenatori, componenti, ma son sempre stato al posto mio in silenzio.

Ho indossato la fascia, appartenente a persone ben più forti di me, perché è la storia che dice questo. Fascia che qualche piccola persona, nell’ultimo anno ha provato a portarmi via, giocando sul mio infortunio. Ho vinto partite, campionati, e nel momento che contava, ho sempre risposto presente. Ho avuto sempre un bel rapporto con tutti, cercando di arrivare al campo sorridente, tutto questo non nell’ultimo anno, perché io odio le persone finte, e qualcuno quest’anno si è approfittato della mia assenza per ritagliarsi un posto. Così, per l’ennesima volta ho capito, quanto può essere finto, questo mondo. FINTO come chi, quando era in difficoltà, per salvarsi il sedere, ha pensato di usufruire delle mie prestazioni, facendomi ancora notare qualche sbaglio, dopo un operazione post crociato..

Una cosa voglio dirla, nel calcio come negli altri lavori, non c è più spazio per i sentimenti. Non giratevi durante la notte pensando di aver deluso qualcuno, sarà la stessa persona che vi prometterà la luna e poi ve la farà vedere solo dalla finestra.

Lascio il mio compito a qualcuno che sicuramente sarà più bravo di me, ma ci tenevo a ringraziare chi in me invece ha sempre creduto, a partire dal presidente Giacomo Germanetti con il quale ho un bellissimo rapporto, la società formata da persone genuine, gli ultrà che hanno sempre cantato per me e per la nostra maglia, la città di Bra che mi ha sempre trattato come un principe e tutte le persone che con me hanno condiviso anche un singolo istante di questo percorso, non dimenticando chi mi ha portato a Bra perché un grazie lo devo anche e soprattutto a Fabrizio Daidola.

Ringrazio in ultimo chi ha cercato di far scemare 8 anni di lavoro. Ora è il momento di cambiare, ma la storia non si potrà mai cambiare! Si va in scena di nuovo

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