Juve, battere il Barcellona si può!

Alla notizia che la Juve ha pescato il Barcellona, nei quarti di finale di Champions League, la maggioranza degli opinionisti non si è limitata ad esprimere solo il proprio dispiacere (vero o presunto, perché l’ipocrisia accompagna sempre molti giudizi interessati), ma ha spinto molti di essi a decretare l’anticipata eliminazione della squadra bianconera. Certo, non c’è stato nessuno che abbia sostenuto l’imbattibilità del Barcellona, ma il credito riscosso dalla Juve, al cospetto di questa sfida, è poco o comunque insufficiente. Non sarò certo io a poter convincere qualcuno che l’accoppiamento con il Barcellona sia favorevole. Non lo penso e, dunque, non lo posso dire. Tuttavia mi permetto solo di ricordare che a calcio non si giocherebbe se vincessero solo i più forti. Così come mi pare opportuno riproporre la situazione di sette anni fa, quando il Barcellona di Guardiola – quindi uno dei più grandi di sempre, con calciatori all’apice della carriera – doveva affrontare l’Inter di Mourinho. In quel caso si giocava la semifinale, ma per il resto lo scenario era quello di adesso. Anche allora la prima gara si giocò in casa (finì 3-1 per l’Inter), anche allora, da parte barcellonista, si invocò una “remuntada” con tanto di magliette indossate dai centomila del Camp Nou. Non solo sappiamo bene come andò quella partita (1-0 per il Barcellona), ma anche quale lieto fine abbia avuto la storia (tra l’altro in finale l’Inter superò il Bayern di Monaco, altra possibile finalista proprio quest’anno). Ora so per esperienza che agli juventini non piace essere accostati agli interisti (e viceversa), ma la storia del calcio ogni tanto si ripete e sette anni sono un periodo sufficientemente congruo per aspettarsi un altro mezzo miracolo. Al di là dei ricorsi scaramantico-statistici, credo che la Juve abbia anche un potenziale tecnico e un corredo tattico in grado di mettere in difficoltà un Barcellona che, soprattutto a centrocampo, è parecchio sfiorito. Intanto sono convinto che Allegri schiererà, a meno di infortuni o assenze ineludibili, la squadra che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi, cioè il 4-2-3-1 con Pjanic, Cuadrado, Dybala (a Genova si è fermato ma dovrebbe essere stata solo precauzione), Mandzukic e Higuain. Io non escludo neppure due esterni che pressino alti (Dani Alves e Alex Sandro) in modo da mettere a nudo le difficoltà difensive del Barcellona. Quanto ai loro tre davanti (Messi, Neymar e Suarez), credo molto ai raddoppi dei centrocampisti (ricordate l’eccezionale lavoro di Cambiasso su Messi) e penso che, rinunciando eventualmente a Dani Alves, si possa schierare Barzagli sull’esterno di destra con Bonucci e Chiellini in mezzo. A quel punto, la Juve potrebbe accettare – come accetterà – di difendere a sistema puro, cioè uno contro uno. Il calcio è anche tattica e, secondo me, un allenatore italiano, per esempio Allegri, è migliore di Luis Enrique. Fra poco sapremo.