College Life Italia - La storia di Bucarelli
College Life Italia - La storia di Bucarelli

College Life Italia Davide Bucarelli racconta la sua avventura nel Missouri, tra calcio, studio ed un futuro ricco di opportunità grazie a College Life Italia.

Davide Bucarelli è ragazzo che, tramite College Life Italia, sta affrontando in America una delle esperienze più belle della sua vita: oltreoceano non solo sta studiando all’università ma, in parallelo, sta coltivando anche il suo sogno di continuare a giocare a calcio. Dopo le difficoltà trovate nel suo ultimo periodo trascorso a casa, a Roma, Davide non ha avuto pauta di cambiare vita, tuffanfosi a capofitto in quest’avventura. Voglia di scoprire il mondo, vivere nuove esperienze e portare avanti due strade, la formazione professionale ed il sogno calcistico. Tutto questo è possibile grazie a College Life Italia: parola di Davide Bucarelli.

Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport
Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport

Davide, partiamo da lontano: dove e quando hai cominciato a giocare?

“Ho iniziato nella Roma Team Sport, avevo 12/13 anni e frequentavo le scuole medie. Dopodiché sono passato per il Tor De Cenci, poi il Tor di Quinto e infine sono finito al Futbolclub dove sono rimasto per 4 anni, collezionando presenze negli Allievi, Juniores ed Eccellenza. In seguito per un anno sono anche riuscito a giocare, pur se con pochissimo spazio, in Serie D con l’Astrea e la Flaminia Civitacastellana. A quel punto mi sono preso un periodo di pausa durato un anno circa per poi tornare a giocare solo 4 mesi in Promozione, poiché in quell’estate alla fine sono partito per l’America”.


Inizia quindi la tua avventura in USA tramite College Life Italia? Come è nato tutto questo?

“Sono entrato in contatto con quest’Associazione grazie ad un ragazzo con cui giocavo al Flaminia Civitacastellana, un amico di Luca Mastrantonio, un ragazzo che si trovava già in America da un anno e con cui anche io ho giocato insieme per qualche anno al Futbolclub. L’ho contattato e mi sono fatto spiegare il tutto, ho partecipato alle selezioni con College Life Italia (www.collegelifeitalia.com) nel giugno 2016 a Torino e così loro mi hanno aperto le porte a tutte le offerte delle università americane. Alla fine ho accettato quella della Missouri Baptist University che si trova a Saint Louis, appunto nello stato del Missouri”.

College Life Italia – Bucarelli premiato

Come è andato l’ambientamento in America tra sport, lezioni e conoscenze?

“Non è stato troppo difficile. Certo, il primo mese non è stato una passeggiata, ma neanche una tragedia. Ho un’ottima base di inglese, anche se parlarlo quotidianamente è completamente diverso dallo studio che si affronta in adolescenza. Penso che comunque l’ambientamento in un posto nuovo sia una cosa abbastanza soggettiva, dipende da che tipo di persona sei. Io credo di essere uno che si adegua molto facilmente alle nuove situazioni. A livello di amicizie, ho legato soprattutto con ragazzi non americani, provenienti da Brasile, Spagna e Inghilterra. A livello sportivo solo la lingua all’inizio si è rivelato un piccolo ostacolo, perché finché non parlavo bene l’allenatore non mi faceva giocare dato che ho un ruolo delicato essendo portiere. Comunque è stato molto paziente con me, mi ha aspettato e alla fine mi ha premiato assegnandomi il posto da titolare”.

Cosa studi e come ti sei trovato con il sistema universitario americano? 

“Il sistema universitario americano è molto più simile alle nostre scuole superiori piuttosto che alle nostre università. In Italia c’è il semestre di lezioni con la frequenza non per forza obbligatoria per poi avere delle sessioni prestabilite in cui affrontare l’esame; si vuole essere molto più autonomi e indipendenti. Invece qui è molto più come il nostro liceo: c’è la frequenza obbligatoria praticamente a tutti i corsi e non esiste una vera e propria sessione di esami. Ci sono ogni mese, come se fossero degli esoneri, che ti costringono sempre a studiare e a stare al passo, dunque sei molto più sollecitato e seguito”.

Dai banchi, al campo. Che risultati hai ottenuto con la tua squadra? 

“Questo è stato il mio secondo anno con la squadra. Nel primo siamo arrivati alle semifinali della nostra conference (che comprende 6 stati) ma poi siamo stati eliminati; in quella stagione ho giocato all’incirca la metà delle partite. Quest’anno invece ho conquistato il posto da titolare fin dall’inizio, riuscendo a non saltare nemmeno una sfida: abbiamo fatto un’ottima stagione laureandoci  campioni della nostra conference. Non ce l’aspettavamo perché come squadra non eravamo molto quotati, poi però alle fasi nazionali abbiamo incontrato una formazione molto forte che ci ha eliminato al primo turno. Nel complesso la considero una buonissima annata, anche a livello personale”.

College Life Italia – Bucarelli e la vittoria del campionato


Che obiettivi hai per il futuro? Sul piano sportivo e professionale?

“Per adesso come corso di laurea sto facendo una ‘double major’, sto studiando insieme business administration e accounting. Poi punterò sicuramente a fare il mio anno di OPT: cioè un anno che ti dà a disposizione l’America per avere un visto provvisorio per fare esperienza lavorativa. Se poi alla fine di questo periodo la società per cui lavori ti vuole tenere offrendoti un visto permanente, allora puoi continuare a soggiornare in America, altrimenti devi lasciare il paese. Ovviamente starò attento anche ad altre opportunità che si presenteranno: onestamente spero di tornare in Europa, perché non penso di rimanere negli USA per tutta la mia vita. Vorrei tornare in Italia, però non saprei”.

Per quanto riguarda il calcio?

“Proverò a giocare il più a lungo possibile, non importa il livello, anche se vorrei fosse alto. Se dovessi scegliere di puntare sul lato sportivo e quindi cercare di giocare anche dopo il percorso universitario, mi dovrei mettere in mostra in campionati che di solito si svolgono durante i tre mesi estivi. La stagione calcistica universitaria dura da agosto a novembre/dicembre in base a quanto si va avanti nelle competizioni; il semestre gennaio-aprile/maggio è dedicato allo studio, quindi i campionati sono fermi, ma si giocano comunque amichevoli e ci si allena. Io sicuramente mi terrò allenato e vaglierò ogni opportunità, ma non dipende solo da me”.

College Life Italia - Bucarelli e la vittoria del campionato
College Life Italia – Bucarelli e la vittoria del campionato

Infine, consiglieresti il percorso con College Life Italia?

“L’opportunità che mi hanno dato è stata grandissima, perché nella mia situazione specifica rimanere in Italia non aveva alcun senso; nei due anni dopo la maturità avevo dato a malapena due esami all’università e l’esperienza calcistica in Serie D non mi aveva dato grandi soddisfazioni. Mi hanno aperto una porta alla quale neanche pensavo e quindi la voglio consigliare College Life a tutti. Secondo me è un’esperienza molto costruttiva da tanti punti di vista: una nuova cultura, un’altra lingua e molto altro ancora. Vivere da solo ti fa crescere e ora ho tantissimi sbocchi per il futuro: andare a studiare in un’università americana, più o meno prestigiosa che sia, è di fondamentale importanza per aprirsi più porte nel mondo del lavoro, cosa che in Italia è più difficile. Qui è il sistema in generale che ti supporta meglio e ti aiuta”.

Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport
Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport