College Life Italia - Nicolò Dini
College Life Italia - Nicolò Dini

College Life Italia – Il portiere classe ’97 Nicolò Dini, racconta come da uno showcase è nata per lui l’enorme opportunità di poter giocare, studiare e vivere in America.

Da Segrate (Milano) a Nashville, Stati Uniti, sono quasi 8000 chilometri. Una distanza che Nicolò Dini ha coperto il 29 luglio dello scorso anno per realizzare quello che è stato un vero e proprio sogno: la possibilità di studiare e di giocare a calcio negli Stati Uniti. Nato nel 1997, Nicolò ha sempre avuto dentro di sé due anime, per così dire: una che indossa scarpini e guantoni, e un’altra che veste il camice bianco. Un ragazzo profondo Nicolò e ricco di sfaccettature: amante dello sport e dello studio, in Italia ha iniziato a studiare medicina e, nel calcio, a giocare in un club in lega Pro, prima dell’improvvisa avventura, la partenza verso gli USA. Una vita avviata, ricca di impegni, improvvisamente stravolta da una scommessa. Nicolò Dini, attraverso College Life Italia, è riuscito ad ottenere una borsa di studio e a partire alla volta degli Stati Uniti, destinazione Nashville, dove ha iniziato un percorso presso la Belmont University. Lì sta studiando Biologia (Pre-medical School per l’esattezza), in previsione di un passaggio nella Medical School che lo preparerà per l’ingresso nel mondo del lavoro in ospedale.

Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport
Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport

Partiamo dall’inizio Nicolò: come comincia la tua avventura negli States?

“Sono venuto a conoscenza di College Life Italia per caso, tramite un articolo di giornale che mi avevano dato a scuola. Ricordo di essermi messo in tasca quel ritaglio per poi dimenticarmene. Il caso volle che mia madre, nel fare il bucato, lo ritrovò. Sono stati i miei genitori a convincermi a tentare.”

E hai deciso dunque di partecipare a uno showcase.

”Sì, sono andato a quello di Verona. Lì ho conosciuto i ragazzi di College Life Italia: hanno fatto una bella impressione sia a me che ai miei genitori, sciogliendo il loro iniziale scetticismo. Mi sono arrivate diverse offerte, fra cui un’importante borsa di studio alla Belmont University: sono venuto qui lo scorso 29 luglio con la mia famiglia ed è stato fin da subito fantastico. Sono rimasto impressionato da tutto, il paese, la struttura universitaria, dal primo giorno in cui ci ho messo piede.”

Hai iniziato l’università in Italia prima di scegliere di partire. Che differenze hai trovato tra i due paesi dal punto di vista accademico?

“La principale differenza che mi viene in mente sono i professori, te ne accorgi subito. Personalmente sono rimasto molto deluso dall’università italiana. Andavo fiero dei miei risultati, ma mi frustrava il sostanziale disinteresse e freddezza nei confronti dello studente da parte dei docenti. Qui è tutto diverso. C’è una disponibilità spiazzante, i professori si mettono al tuo livello. Io, per fare un esempio, in questo periodo sto facendo una ricerca con un docente che per il mio compleanno mi ha offerto un pranzo in un ristorante italiano. Per dire. Una cosa del genere in Italia sarebbe probabilmente impensabile. Un altro aspetto poi che mi ha meravigliato in positivo è che qui si punta molto di più sui laboratori. In un anno di medicina in Italia non ho mai fatto nulla con le mani; qui sono arrivato invece a un centinaio di ore di laboratorio in un anno ed è così che si imparano le cose a mio avviso. In Italia parlavo di tecniche che non conoscevo, ora, al contrario, applico in prima persona quelle stesse tecniche.”

College Life Italia - Dini in palestra
College Life Italia – Dini in palestra

Sicuramente anche la tua giornata tipo deve essere cambiata…

“Di solito mi sveglio molto presto per gli allenamenti mattutini. Poi si va in doccia e a lezione sino a pranzo. Verso le quattro c’è il secondo allenamento, generalmente in palestra, poi verso le cinque inizio a studiare fino alle nove. Il tempo libero durante la stagione è poco, sinceramente: faccio molta palestra e fisioterapia, altrimenti vado al cinema o in centro, dove è pieno di locali che fanno musica dal vivo.”

Parliamo di campo. Qual è la tua storia?

“Da bambino iniziai in attacco ma a causa di problemi di peso faticavo a correre, sono stato molto vicino a smettere. Un mio allenatore poi, Gianluca, un giorno mi schierò in porta. Da lì continuai fra i pali sino ad oggi. In Italia, dopo aver vinto un campionato con la Tritium, sono passato alla Giana Erminio, dove ho fatto il secondo portiere durante l’anno della vittoria in Serie D. Poi in Lega Pro ho fatto il terzo portiere e, parallelamente, la Berretti. Lì sono stato tre anni. Dopo aver iniziato medicina all’università ho deciso di lasciare: sono sceso in Prima categoria per poter continuare a studiare.”

Che tipo di calcio hai trovato in America?

“Qui è decisamente più fisico. Si fa tanta palestra, io stesso ho già preso cinque chili. In campo si corre moltissimo, si gioca in modo più intenso che in Lega Pro. Personalmente, in quanto portiere, mi diverto molto perché si difende meno bene e si arriva al tiro più spesso.”

Il Nashville, futura squadra della MLS è interessato a te.

“Sì, è un grande club, molto ambizioso, stanno facendo uno stadio fantastico che verrà inaugurato nel 2020. Di recente mi sono allenato con loro: ho fatto bene, sono piaciuto. Loro entreranno in MLS, vedremo cosa ne verrà fuori. Devo essere sincero: io resto concentrato sui miei studi. Se però mi verrà data la possibilità di giocare, allenarmi o attirare l’attenzione di club professionistici ne sarò felice. Sono cose che fanno piacere.”

College Life Italia – Dini con la fidanzata a Nashville

Nicolò Dini come descriverebbe se stesso?

“Mi reputo un ragazzo molto tranquillo. Ho sempre avuto due passioni: il calcio e lo studio. Mi piace mettermi in gioco anche sui libri, non solo sul campo… so che è raro.. (ride, ndr). Mi piace allenarmi e prendermi cura del mio corpo, penso in conseguenza del mio passato, fatto di fragilità e anche di prese in giro riguardo il mio fisico. Un’altra mia grande passione è quella da tifoso: nonostante il fuso orario seguo sempre la mia amata Inter e le notizie del calcio italiano in generale.”

Ti vedi cambiato dopo questo primo anno in America?

“Questa esperienza ti cambia in modo esagerato. Mi sento molto più responsabile e indipendente. Come molti ragazzi ho avuto la fortuna nella vita di avere una mamma a casa, che mi aiutava un po’ in tutto. Qui sono arrivato senza saper fare niente, neanche una lavatrice, così per sopravvivere ho dovuto evolvermi e imparare. Sto vivendo un’esperienza che mi ha aperto la mente, questo è certo. Provengo da un piccolo paese, del resto: qui ho avuto modo di entrare in contatto con stili di vita, mentalità e caratteri diversi, appartenenti a persone che vengono da ogni parte del mondo. Tutto questo mi ha arricchito non solo culturalmente, ma anche umanamente.”

College Life Italia - Dini in laboratorio
College Life Italia – Dini in laboratorio

Certamente avrai affrontato anche degli ostacoli.

“Quando sono partito ho lasciato in Italia tutti i miei amici, tutte le mie conoscenze. Questo mi preoccupava molto, temevo di perdere tutto quello che avevo costruito in vent’anni di vita. Poi sono arrivato in America e mi sono scontrato subito con le difficoltà dovute alla lingua. I primi mesi sono stati difficili per me, anche perché sono una persona molto socievole: non essere in grado di comunicare, di poter dire tutto quel che volevo dire mi ha fatto male inizialmente. Ma in breve tempo la mia abilità con la lingua è aumentata esponenzialmente e tuttora continuo a imparare. Per quanto riguarda la mia iniziale preoccupazione per le persone che ho lasciato in Italia, è completamente decaduta. Anzi: questa esperienza mi ha aiutato a capire chi conta davvero nella mia vita. Persone che prima sentivo meno spesso ora le sento tutte le settimane: paradossalmente alcune relazioni si sono rafforzate dopo la mia partenza.”

Cosa diresti a ragazzi come te, indecisi se lanciarsi in questa avventura?

“Io credo che ti puoi accorgere della vera grandezza di questa esperienza solamente vivendola. Non è per tutti, bisogna essere pronti ad affrontare l’idea di un cambiamento radicale. Ma allo stesso tempo dico: non c’è nulla da perdere, ragazzi. La mia vita, per fare un esempio concreto, andava bene in Italia: mi stavo affacciando in una prima squadra di Lega Pro, andavo bene all’università. Eppure ho deciso di scommettere tutto e devo dire che ho scelto bene. Partecipare allo showcase di College Life Italia, partire per gli States… sono scelte che hanno davvero cambiato la mia vita. Mi sono già innamorato di questo paese, nonostante resti molto attaccato all’Italia. Un anno così, devo essere sincero, non l’ho mai vissuto sinora.”

Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport
Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport