Para Ice Hockey, tra fair play e grandi uomini

A portare a casa il torneo è la Corea del Sud

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Para Ice Hockey, Italia e Corea in azione
L’ormai tradizionale Torneo Internazionale di Para Ice Hockey, svoltosi lo scorso fine settimana al Palatazzoli di Torino, ha visto la vittoria della Corea del Sud, davanti ad Italia (3-1 il risultato finale), Slovacchia e Norvegia (2-1 all’overtime). Come sempre un pubblico entusiasta ha assistito alle finali, con particolare entusiasmo per la gara che ha visto impegnati sul ghiaccio i nostri portacolori, che ha visto un tifo quasi calcistico per i nostri atleti.

Corea del Sud

Al pari delle altre edizioni, sin dalle qualificazioni tutte le gare che hanno visto gli azzurri in competizione si sono svolte la mattina per consentire agli alunni delle scuole di essere presenti, iniziativa lodevole ed utile a dare notorietà ad una disciplina poco conosciuta, e che è stata in queste finali oggetto di riprese televisive da parte della rete nazionale. Non ci si stanca mai di ribadirlo, ed anche il titolo evidenzia prima il lato umano di quello sportivo, queste persone non sono solo degli ottimi atleti (lo scorso anno classificatisi 4ª alle Paraolimpiadi) ma soprattutto sono grandi uomini, che con umiltà e sacrificio si impegnano nella loro silenziosa lotta contro eventi sfortunati che hanno avuto la sfortuna di subire.

Italia

Giusto dare risalto alla prestazione sportiva, giusto indicare come le gare siano risultate combattute (nel senso letterale del termine), equilibrate ed avvincenti, giusto rimarcare come in uno sport dove i contatti sono spesso rudi, il fair play sia il fattore dominante. Se vogliamo, un po’ un simbolo della vita di questi atleti, che a fronte della durezza della vita affrontano le situazioni con semplicità ed a testa alta. Avendo la fortuna di poter scambiare quattro parole con loro non si può non rimanere colpiti dalla loro sensibilità e forza d’animo, non si può non provare ammirazione per quanto sappiano, seppur inconsciamente, insegnare.

Slovacchia

Sotto questo punto di vista il risultato sportivo, pur importante, passa in secondo piano; in fondo lo sport, sfrondato dagli eccessi degli interessi economici, dovrebbe essere un elemento aggregante, una scuola positiva di vita, un punto di riferimento per tutti coloro i quali vorrebbero esprimere le loro potenzialità, tenendo sempre l’aspetto umano come prevalente. Da ricordare in ultimo che il Torneo è stato dedicato ad Andrea “Ciaz” Chiarotti, uno dei punti di riferimento del Para Ice Hockey in Italia ed ed anche capitano della Nazionale, sfortunatamente e prematuramente scomparso lo scorso anno a causa di un male incurabile.

Fabio Ferrero