19 Giugno 2021

La vera parità di genere: un prodotto che valorizza il calcio femminile

Le più lette

Acos Treviglio Promozione: tris di qualità in arrivo dal mercato

L’Acos Treviglio comincia a sistemare i primi tasselli della rosa in vista della prossima stagione. In attesa dell’ufficialità, il...

Lascaris-Chisola Under 15: la fotogallery della partita

L’urlo di Alex De Robertis, la festa del Chisola che inizia quando ormai, in pieno recupero, il 2-2 sembrava...

Villa Valle Serie D: Mussa e i giallorossi si separeranno alla scadenza del contratto al 30 giugno

Le strade del Villa Valle e di Giovanni Mussa si separeranno nuovamente il 30 giugno prossimo, scadenza naturale dell'accordo...

E’ trascorso quasi un anno: il 29 giugno scorso, la Nazionale italiana guidata da Milena Bartolini usciva a testa altissima da un Mondiale di calcio giocato con prestazioni sempre di alto livello, che hanno dato alle ragazze una popolarità mai raggiunta. Si cominciava a parlare di professionismo, di riconoscere uno status adeguato ad atlete per le quali il calcio è una vera professione.
Sull’onda dell’ entusiasmo, altre sei vittorie (su sei partite giocate!) nelle qualificazioni europee, poi anche sul calcio femminile è piombato il Covid e tutto si è fermato.
Qualcuno sa se le ragazze hanno avuto un sostegno come la Cassa Integrazione? Di calcio femminile non si è parlato più. La visibilità è tornata a zero, i campionati sospesi e, una decina di giorni fa, lo stop definitivo anche al campionato di Serie A. Troppo costoso fare giocare le ragazze in sicurezza, troppo cari i tamponi ogni quattro giorni, troppo scarse le risorse dei club. Quindi niente playoff e titoli assegnati, promozioni, retrocessioni, presenze nelle Coppe, con i criteri della Serie D maschile. E il professionismo? E la parità di genere o almeno la dignità di codificare con un protocollo ad hoc almeno la serie A, come da tempo il movimento chiede con forza, guidato dalla capitana Sara Gama?
La parità di genere è difficile conquista in ogni campo, nel calcio pare, se non impossibile, certamente molto lontana.
Forse bisogna cominciare dal basso, dalle famiglie che incoraggino le bambine desiderose di cimentarsi nel gioco anziché ostacolarle, dalle scuole calcio accoglienti per entrambi i sessi e dagli strumenti per farsi conoscere, proporsi, diventare visibili.
Ingol offre anche alle ragazze la possibilità di proporsi, come calciatrici o allenatrici ed alle società sportive di esprimere le loro richieste, ma, benché le iscrizioni continuino, ci viene segnalato che nessuna donna si è iscritta, come nessuna squadra femminile. Auspichiamo sia solo per disinformazione, perché si afferma la propria presenza ed il diritto alla considerazione altrui, anche avvalendosi degli strumenti, invero ancora pochi, che consentono visibilità e pari opportunità a tutti coloro che amano questo splendido sport, il calcio. Quindi ragazze, approfittate di questa splendida vetrina e, se ripartire sarà difficile, un’opportunità in più va sfruttata.

Per le prime 100 società di Lombardia e Piemonte ed i primi 1250 atleti o dirigenti in tutta Italia che si registrano su InGol confermiamo che verrà offerto un periodo gratuito di 90 giorni a decorrere dalla data di iscrizione. Sta ora a voi iniziare questa nuova partita digitale dandogli vita con la vostra adesione.! Non esiste VAR, non esistono scuse, se non si vuole andare in fuorigioco ora c’è InGol!


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli