Calcio e Salute – Cos’é la lesione della cuffia dei rotatori

Calcio e Salute - Isokinetic
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Calcio e Salute – Cos’è la cuffia dei rotatori e cosa fa? La cuffia dei rotatori è costituita dai tendini di 4 muscoli che, originando dalla scapola, si inseriscono sulla testa omerale.

È costituita dai tendini dei muscoli sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare. Questi tendini possono andare incontro a infiammazione, lesione traumatica e lesione degenerativa con rottura che può essere parziale o completa.

La cuffia dei rotatori aiuta a sollevare e ruotare il braccio e stabilizzare la sfera della spalla all’interno dell’articolazione. Quali sono le cause di una rottura della cuffia dei rotatori e come faccio a sapere se è il mio problema?

Nel 90% dei casi la rottura è di natura degenerativa (soprattutto nei meno giovani) mentre nel 10% è di natura traumatica (nei soggetti più giovani).

Il conflitto della parte anteriore della scapola, l’acromion, sul tendine è ritenuto essere una delle principali cause di rotture della cuffia dei rotatori in età superiore ai 40 anni. Generalmente si avverte dolore nella parte anteriore della spalla che si irradia lungo il lato del braccio.

Può essere presente con attività semplici come il sollevare la spalla o cercare di raggiungere oggetti in alto oppure si avverte dolore quando si cerca di dormire sul lato malato. Si può notare debolezza del braccio e difficoltà con le attività di routine (pettinarsi ecc…).

Se la lesione della cuffia dei rotatori si verifica con un trauma si può avvertire dolore acuto, una sensazione di blocco della spalla e la debolezza immediata del braccio.

Le rotture traumatiche della cuffia dei rotatori riguardano soprattutto pazienti giovani che riportano lesioni da sovraccarico ripetuto, oppure sono conseguenza di cadute sul moncone di spalla nel corso di incidenti. Questo tipo di infortunio è spesso associato a lussazione anteriore o frattura dell’omero.

Qual è il sintomo principale?

Il dolore: compare dopo normale attività, particolarmente dopo periodi di intensificazione dell’attività, a gradi estremi di articolarità e spesso in regione anteriore, laterale della spalla, ma anche sotto-acromiale e in abduzione/extra-rotazione e sopra i 90° di flessione.

Talora compare di notte. Tendenzialmente migliora con il riposo. Quando devo vedere un medico per una rottura della cuffia dei rotatori? Se avete subito un trauma o avete un dolore cronico alla spalla e al braccio, è meglio farvi visitare da uno specialista che vi consiglierà quali esami fare per confermare la diagnosi e formulare una prognosi di ritorno all’attività.

Gli esami strumentali di riferimento sono la radiografia, per escludere la presenza di calcificazioni e studiare la forma del profilo dell’acromion della scapola; l’ecografia, per valutare la cuffia dei rotatori, il capo lungo del bicipite brachiale e la borsa subacromiale; RMN e TAC per effettuare un esame completo dell’articolazione.

Il trattamento della rottura parziale della cuffia dei rotatori è conservativo o chirurgico? Il trattamento conservativo è progettato e monitorato per consentire una buona autonomia nella vita di tutti i giorni ed una ripresa sportiva, ed è impostato seguendo le cinque fasi della riabilitazione.

Il trattamento chirurgico è riservato alle lesioni parziali che non rispondono alla terapia conservativa ed alle lesioni complete. Queste sembrano avere invece una prognosi peggiore e quasi sempre un’indicazione chirurgica.

Quanto è importante la riabilitazione?

La riabilitazione ha un ruolo fondamentale sia nel trattamento non chirurgico che nel trattamento post-chirurgico di una lesione della cuffia dei rotatori. Quando si verifica una lesione, spesso vi è atrofia dei muscoli intorno al braccio con conseguente perdita di movimento della spalla.

Un programma di esercizi nella prima fase anche in acqua (non nuoto ma idrokinesiterapia) è necessario per recuperare la forza e la funzione della spalla. Sebbene la chirurgia riesca a riparare il difetto nel tendine, i muscoli intorno al braccio resteranno deboli, sarà necessario un forte sforzo con la riabilitazione perché la procedura abbia successo. Una completa riabilitazione dopo l’intervento chirurgico può richiedere mesi.

Calcio e Salute a cura del dott. Luca Tomaello (Isokinetic Torino)