16 Maggio 2021

Accademia Isola Bergamasca: una serata dedicata ai “nativi digitali”, i giovani nati nell’era di internet

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Nel corso della serata di lunedì 19 aprile, l’Accademia Isola Bergamasca ha organizzato il secondo dei due incontri – il primo è avvenuto il 6 aprile dal titolo “Il lockdown esistenziale” – dedicati a bambini ed adolescenti. Gli argomenti trattati in questo secondo evento hanno riguardato i nativi digitali, ovvero coloro nati dopo l’avvento di internet e degli smartphone. Ad intervenire, due relatori: l’avvocato Marianna Sala, Presidente del Corecom Lombardia – l’organo che si occupa della consulenza e della gestione della Regione Lombardia in materia di comunicazione e organo funzionale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), per la quale esercita, a livello locale, alcune deleghe su importanti materie, tra le quali va ricordata la tutela dei minori in campo televisivo – ed il Professor Giovanni Ziccardi, docente di Informatica Giuridica presso l’Università Statale di Milano.

La serata, dopo una breve introduzione, si è aperta proprio con l’avvocato Sala, che ha iniziato ad esporre quanto per noi e, soprattutto, per i giovani d’oggi sia diventato importante l’utilizzo di internet anche per le azioni più semplici, come consultare il meteo o cercare la via di una città: «Lo smartphone è diventato una prosecuzione del nostro corpo in quanto è un elemento fondamentale nella nostra realtà. E lo è ancora di più per i ragazzi, chiamati proprio nativi digitali perché nati con la tecnologia a portata di mano, dove ciò che è virtuale è anche reale, e viceversa. Tutto questo può provocare dei danni fisici e psicologici: i casi di cronaca riportano notizie di bambini ed adolescenti che muoiono perché accettano delle sfide pericolose come provare a saltare da diversi metri di altezza o a legarsi un laccio intorno alla gola».

Tali eventi portano a situazioni talvolta mortali e, come ci tiene a spiegare Sala, avvengono ovunque, e dunque anche in famiglie normalissime. La spiegazione è data dal fatto che arriva un momento nella vita di un giovane in cui egli cerca in tutti i modi di contrastare l’autorità, che sia il genitore, l’insegnante o l’allenatore: in questo contesto, internet complica ulteriormente le cose. Così, le comuni sfide tra ragazzi, si amplificano, diventando potenzialmente pericolose: «Il lockdown ha complicato la situazione», prosegue Sala «in quanto gli unici sfoghi si sono rivelati essere proprio lo smartphone ed i social network. Per dare una dimostrazione di quello che sostengo, vi dico questo: come Corecom organizziamo degli incontri con le scuole medie e le prime due classi delle superiori. Quando chiediamo perché si sottopongono a certe sfide, gli alunni rispondono che lo fanno per i like, per essere accettati dagli amici – o talvolta, più semplicemente nelle chat di gruppo – e per apparire forti. Tutto ciò cosa provoca? Quello che viene chiamato “processo di mediatizzazione”, ovvero come se quello che stessero mettendo in scena fosse una recita, una scena mediatica dove si deve apparire forti. E da ciò deriva il fatto che pur di apparire al meglio, essi si sottopongano alle sfide più disparate».

Cosa fare per mettere in guardia i più piccoli, quindi? Cercare di dare delle regole: insegnare ed educare ad usare in modo corretto internet perché il fatto che siano nati nell’era del digitale, non li mette nella situazione di saper gestire al meglio ciò che hanno tra le mani. A questo punto, ha preso la parola Giovanni Ziccardi, che ha esposto tra gli altri argomenti interessanti, il tema di ciò che “gratifica” l’adolescente che passa molte ore su internet: «Stiamo scoprendo che i giovani hanno un modo di ragionare completamente diverso dal nostro. Vogliono un riscontro e cercano una gratificazione nei “luoghi” dove passano dalle dieci alle quattordici ore al giorno, soprattutto ai tempi del Covid, vale a dire nel mondo digitale. Per noi non è facile entrare nella mentalità di chi nasce in questa era perché hanno dei valori che facciamo fatica a comprendere. Ai ragazzi che incontriamo, chiediamo spesso quale sarebbe l’età giusta per ricevere uno smartphone. Molti sono convinti che si dovrebbe prendere la decisione insieme ad un adulto, in base anche al livello di responsabilità che ha il bambino o l’adolescente in quel momento della vita».

Entrambi i relatori, poi, hanno spostato l’attenzione sul livello psicologico: quando si ha accesso ad internet, infatti, si ha la possibilità di avere a disposizione un intero mondo virtuale. E le cose che si ricercano in questo contesto, molto spesso, hanno a che fare con la morte e la sessualità; quest’ultima, nello specifico, viene poi trasportata nella realtà, e non è un caso che sia sempre più frequente il fenomeno del sexting – ovvero l’interscambio di foto e video a sfondo sessuale – per i motivi più disparati, dal trovare un fidanzato, all’aumentare la propria autostima, ricorrendo a modifiche e filtri apportati alle foto, che ne alterano l’immagine: «Quello che non si capisce», commenta Sala «è che in questo modo si immettono in rete dei video e delle foto private che sono impossibili da bloccare. Molti, dopo aver inviato le prime immagini, sono stati oggetto di minacce e ricatti».

L’unica via di fuga pare essere quella di mostrarsi come l’altra faccia della medaglia, come il mondo reale, che non dev’essere, per forza di cose, l’opposto del mondo vivace ed interattivo di internet, ma che può essere, allo stesso modo, interessante ed affascinante: avvicinare i bambini, fin dalla più tenera età, allo sport sembra essere il metodo migliore, secondo Sala, perché essi vengono abituati a stare all’aria aperta, a confrontarsi, a rispettare il proprio avversario e, soprattutto, ad imparare ad abbandonare il cellulare per potersi svagare. «Cercate di scollegare i vostri figli tramite l’attività fisica perché essa è adrenalina, movimento fisico, sfida ai propri limiti», commenta ancora Sala «e cercate di essere una valida alternativa allo smartphone». Infatti, uno degli innumerevoli svantaggi della tecnologia è che con l’avvento della messaggistica istantanea e video sempre più brevi, come quelli di TikTok, i giovani non sono più abituati a leggere, situazione che si tramuta nella mancanza di concentrazione quando studiano o leggono un libro. Appassionare i figli alla cultura, alla musica, ai libri, dunque, li aiuterà a capire che c’è altro oltre al mondo digitale e sarà loro di aiuto anche, e soprattutto, nelle situazioni scolastiche.


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