15 Aprile 2021

Il dolore anteriore al ginocchio persistente e ricorrente: come affrontare la “sindrome femoro-rotulea”?

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Isokinetic Torino – Un importante studio scientifico lo chiarisce: bisogna agire presto con esercizi mirati e sotto guida medica. 

 

Il dolore anteriore al ginocchio legato all’articolazione tra femore e rotula (sindrome femoro-rotulea) è uno dei disturbi al ginocchio più comuni negli individui tra i 10 e i 50 anni di età, riguarda frequentemente i giovani (fino al 20% dei giovani adulti) e in particolare le ragazze (le femmine ne sono affette 2.5 volte più dei maschi) (1).

 

La sindrome femoro – rotulea è caratterizzata da dolore intorno o dietro la rotula durante attività quotidiane come salire o scendere le scale, accovacciarsi o correre.

 

Essa influisce sulla funzionalità nella vita quotidiana, sull’abilità a partecipare ad attività motorie nel tempo libero, nel lavoro, nello sport e in definitiva riduce la qualità di vita (2).

 

L’origine di questo disturbo è legata a diversi fattori: la debolezza muscolare di quadricipite e glutei, le alterazioni anatomiche del femore (le ginocchia valghe, con aspetto “a X”, più frequenti nella femmina), l’alterato controllo neuromuscolare del ginocchio durante la camminata, la corsa e i salti (3).

 

La diagnosi di questa patologia è effettuata dal medico, che spesso riceve pazienti che convivono da molto tempo con questo problema senza averlo efficacemente risolto. Infatti, quasi il 40% delle persone con sindrome femoro – rotulea continua a manifestare sintomi a 2 anni dall’insorgenza. Ciò comporta generalmente un uso frequente di antidolorifici e un abbassamento del livello di attività fisica (4).

 

Nella pratica clinica vengono proposti molti trattamenti diversi per aiutare i pazienti con sindrome femoro – rotulea.

 

In uno studio scientifico pubblicato nell’ottobre 2020 sull’importante rivista British Journal of Sports Medicine è stata effettuata un’analisi comparativa dell’efficacia dei trattamenti per questa condizione (5).

 

Questo lavoro di un gruppo internazionale, analizzando i risultati di 22 precedenti studi di alta qualità che hanno coinvolto 1472 persone con sindrome femoro – rotulea da almeno 6 settimane, fornisce una panoramica aggiornata e completa basata su evidenze scientifiche ed evidenzia alcuni fatti:

  1. la terapia della sindrome femoro – rotulea è nella maggior parte dei casi conservativa, non chirurgica;
  2. l’educazione del paziente da parte dell’équipe di cura per la corretta gestione quotidiana del suo problema al ginocchio è un elemento fondamentale per la buona riuscita della terapia. Il paziente deve conoscere i fattori che potrebbero aggravare il problema e contrastare le altre terapie in corso e deve comprendere le strategie da adottare in caso di comparsa del dolore, senza interrompere le attività
  3. l’esercizio terapeutico personalizzato e finalizzato al rinforzo muscolare dell’arto inferiore e al migliore controllo di bacino e tronco permette concretamente di migliorare la dinamica del ginocchio e di avanzare verso la guarigione;
  4. la terapia manuale e le ortesi (plantari) possono aiutare ma solo se associate a educazione ed esercizio terapeutico;
  5. tutti i suddetti interventi forniscono un’efficacia maggiore in termini di miglioramento dei sintomi rispetto al semplice wait-and-see (aspettare per un determinato intervallo di tempo senza intervenire), che andrebbe evitato.

 

La sindrome femoro – rotulea deve essere affrontata sotto guida medica, con pazienza e continuità d’azione. Si vince principalmente con educazione ed esercizio terapeutico finalizzati al rinforzo muscolare e al miglioramento della qualità dei movimenti (ad esempio, con il lavoro di training neuromuscolare nella Green Room) per ottenere corrette strategie di comportamento in tutte le attività della vita quotidiana.

Isokinetic Torino – La Green Room

Dr. Marco Gastaldo

Medico Chirurgo

Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

Isokinetic Medical Group – Isokinetic Torino

 

Riferimenti:

  1. Smith BE, Selfe J, Thacker D, et al. Incidence and prevalence of patellofemoral pain: a systematic review and meta-analysis. PLoS One 2018;13:e0190892.
  2. Rathleff MS, Rathleff CR, Olesen JL, et al. Is knee pain during adolescence a self-limiting condition? prognosis of Patellofemoral pain and other types of knee pain. Am J Sports Med 2016;44:1165–71
  3. Coburn SL, Barton CJ, Filbay SR, et al. Quality of life in individuals with patellofemoral pain: a systematic review including meta-analysis. Phys Ther Sport 2018;33:96–108.
  4. Lankhorst NE, van Middelkoop M, Crossley KM, et al. Factors that predict a poor outcome 5-8 years after the diagnosis of patellofemoral pain: a multicentre observational analysis. Br J Sports Med 2016;50:881–6.
  5. Winters M, Holden S, Lura CB, et al. Comparative effectiveness of treatments for patellofemoral pain: a living systematic review with network meta-analysis. British Journal of Sports Medicine Published Online First: 26 October 2020.


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