24 Novembre 2020 - 17:04:05

L’infortunio al legamento crociato anteriore: come, dove e quando

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Lo studio di Isokinetic su 10 anni di infortuni al crociato in Serie A e Serie B conferma l’importanza della prevenzione attraverso la cura della qualità del movimento.

 

Gli infortuni al legamento crociato anteriore (LCA) sono un problema di salute molto serio per il calciatore e la calciatrice e negli ultimi anni si è assistito a un incremento di questi infortuni (1). È stato dimostrato che fino al 50% del totale degli infortuni al LCA che avvengono nel maschio e nella femmina siano prevenibili (2).

 

Il primo passo nella prevenzione di un infortunio consiste nella comprensione del meccanismo con cui questo infortunio avviene, pertanto il Gruppo Medico Isokinetic ha condotto uno studio scientifico con questo obiettivo: descrivere i meccanismi di infortunio nei calciatori professionisti di Serie A e Serie B nel corso di 10 stagioni sportive.

 

Sono stati studiati oltre 134 infortuni al LCA avvenuti tra la stagione 2008/2009 e la stagione 2018/2019, descrivendo come, dove e quando questi siano avvenuti.
È stata recentemente pubblicata sul British Journal of Sports Medicine un’infografica che riassume i risultati dello studio (Fig.1).

Fig.1 Analisi video sistematica degli infortuni al LCA nel calcio professionistico maschile (infografica)

 

A proposito del meccanismo di infortunio, lo studio ha mostrato che l’88% degli infortuni al LCA nel calciatore – quasi 9 su 10 – avviene senza un contatto diretto al ginocchio, quindi è potenzialmente prevenibile. Solo il 12% degli infortuni dipende da un contatto diretto avvenuto a livello del ginocchio.

 

Negli infortuni da contatto indiretto è stato rilevato un ruolo decisivo delle perturbazioni meccaniche (Fig. 2): spinte, contrasti di gioco indirizzati soprattutto al tronco del giocatore che ne hanno portato all’infortunio.

Fig. 2 Esempio di infortunio da contatto indiretto da perturbazione meccanica

 

Negli infortuni da non contatto è stato rilevato un ruolo decisivo delle perturbazioni neurocognitive (Fig. 3), ovvero una “distrazione cognitiva” determinata ad esempio da una finta di gioco dell’avversario, con conseguente assunzione di una posizione a rischio da parte del giocatore poi infortunato.

Fig. 3 Esempio di infortunio da non contatto con perturbazione neurocognitiva

 

A proposito delle situazioni di gioco nelle quali avviene l’infortunio al LCA, lo studio ha mostrato che 2 infortuni su 3 (68%) avvengono in situazione difensiva. Quattro situazioni principali sono state identificate:

– Pressing con contrasto
– Contrasto ricevuto
– Recupero dell’equilibrio dopo il calcio
– Atterraggio dopo un salto

Ecco un esempio di infortuni avvenuti in situazioni difensive di pressing/contrasto:

 

Di seguito gli esempi di infortuni avvenuti dopo un contrasto ricevuto:

 

Dal punto di vista della prevenzione, è molto importante sapere che il più frequente meccanismo di infortunio è il ginocchio valgo dinamico, il ginocchio che ruota e “cede” verso l’interno (Fig. 4). Esistono strategie di esercizio ed allenamento utili per ridurre in modo significativo il rischio di infortunio con questo meccanismo.

Fig. 4 Meccanismo di infortunio al LCA con ginocchio valgo dinamico

 

Il 67% degli infortuni al LCA è avvenuto in fase difensiva, soprattutto all’interno della propria area di rigore e lungo le zone laterali del campo: in queste aree sono più frequenti i duelli e le decelerazioni improvvise (nell’immagine sottostante, in blu gli infortuni avvenuti in fase difensiva, in rosso quelli avvenuti in fase offensiva).

 

Sembra che la fatica accumulata nel corso della partita non determini un maggiore rischio di infortunio: il 67% degli infortuni avviene nel primo tempo, il 25% nei primi 15 minuti di gioco.

Questo suggerisce che la scarsa “prontezza neuromuscolare” nelle intense fasi iniziali della partita possa incidere più della fatica accumulata nel corso della partita sul rischio di infortunio al LCA.

La pioggia non sembra un fattore di rischio: il 95% degli infortuni avviene in assenza di pioggia.

 

Durante la stagione calcistica si assiste a due picchi di incidenza degli infortuni al legamento crociato anteriore: settembre – ottobre e marzo – aprile.
Questa distribuzione potrebbe essere collegata alla presenza di superfici di gioco dure e secche e a minori precipitazioni atmosferiche, fattori associati a un aumento del rischio (Woods C et al. BJSM 2002).

 

In Isokinetic, l’utilizzo di metodiche di screening e diagnosi come il Test di Analisi del Movimento (MAT) permette al medico di valutare con precisione le strategie di movimento di ogni persona e di individuare eventuali schemi motori a rischio di infortunio.

Con le informazioni acquisite durante il MAT il medico potrà predisporre un adeguato programma terapeutico e preventivo attraverso il training neuromotorio, finalizzato alla correzione dei movimenti a rischio e all’acquisizione di strategie di movimento più sicure fino al collaudo di situazioni di gioco complesse, con perturbazioni meccaniche e neurocognitive.

 

1. Waldén M et al. Br J Sports Med 2016.
2. Webster KE, Hewett TE. J Orthop Res 2018
3. Della Villa F et al. Br J Sports Med. 2020.

 

 

Dr. Marco Gastaldo
Medico Chirurgo

Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa
Isokinetic Medical Group – Isokinetic Torino

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