18 Giugno 2021

Crudelizia: Gigio azzera la riconoscenza, per Donnarumma conta solo il vil denaro

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Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli
Direttore Editoriale, opinionista, tifoso appassionato del Milan, esperto di calcio a tutto tondo, dalle giovanili alla massima serie

Gigo Donnarumma ha dimostrato più e più volte pubblicamente di essere legato al Milan. Alcuni episodi. Il 10 marzo 2017 Juve-Milan finisce 2-1, rigore di Dybala al 97’. Gigio bacia la maglia e protesta: «Sempre a loro». Nel giugno 2017 scoppia il caso rinnovo. Gigio è in Polonia con l’Under 21 e alcuni tifosi lanciano in campo finiti dollari. L’11 luglio 2017 Donnarumma rinnova con il Milan: contratto fino al 30 giugno 2021, stipendio 6 milioni netti all’anno. Maggio 2018. Gigio reduce dalla brutta serata nello 0-4 in finale di Coppa Italia, a Bergamo. I tifosi rifiutano la sua maglia. Prima del Benevento a Milanello, il faccia a faccia con una ventina di ultras: «Se non rinnovi non giocare con la Juve». Dopo il confronto Gigio piange. Ma avrebbe detto: «Voglio rimanere». A Torino contro la Juve il Milan non vinceva da 10 anni (l’ultimo successo per 1-0 risaliva al marzo 2011 con un gol di Gattuso). I rossoneri fanno il miracolo e si impongono per 3-0. Gigio: voto 6.5. L’ultima tappa della stagione: 38esima di campionato a Bergamo decisiva per il futuro di molti. Dopo le entusiastiche esultanze dell’intera squadra, e di Donnarrumma in particolare, che hanno fatto seguito ai due rigori di Kessie che sancivano, dopo sette anni, il ritorno nella competizione più consona della Champions League, sembrava impossibile pensare che Gigio avesse deciso di trasferire scarpette da calcio e bagagli altrove. Le sensazioni di tutti, anche dei più scettici, era: «Gigio è felicissimo. Gigio ama il Milan. Sicuramente rimane!». E invece negli spogliatoi, dopo i festeggiamenti, è arrivato l’annuncio: «Io vado con Mino». Raiola lo ha condizionato, ma è il giocatore a prendere una decisione definitiva.

Il legame tra Gigio e il Milan era di lunga data, a volte anche tribolato, ma sembrava indissolubile. Quando il suo procuratore gli ha presentato un’offerta economica di altri club molto più alta, ha deciso di lasciare il Milan. È prevalsa la prospettiva di guadagnare molto di più. Mino Raiola lo ha convinto a mettere da parte i sentimenti e prendere in considerazione soltanto le cospicue offerte (10-14 milioni annui) arrivate dalla concorrenza. Raiola da questa operazione percepirà una commissione di 20 milioni di euro. Il Milan, dopo aver commesso l’errore di lasciare andare in scadenza di contratto Donnarumma che ora è a parametro zero, è corso ai ripari acquistando il venticinquenne Mike Maignan portiere del Lille, club controllato da Elliot che ha vinto il campionato francese davanti al colosso Psg, con un investimento di 15 milioni e un ingaggio al giocatore di 2,8 milioni. Un esborso ragionevole per un gigante (è alto 191 cm) ritenuto da molti addetti ai lavori un ottimo portiere, convocato nella Nazionale francese agli Europei. Il Milan perde un elemento di valore ma il nuovo arrivato è ritenuto in grado di sostituirlo degnamente. È comunque forte la delusione per il comportamento di Donnarumma, decisamente poco riconoscente nei confronti del Milan che lo ha valorizzato. Arrivato in rossonero a 14 anni dal Club Napoli grazie al fratello Antonio, ha poi bruciato le tappe nelle giovanili finendo prestissimo in prima squadra. A 16 anni e mezzo era già il numero uno del Milan. Poche squadre avrebbero avuto il coraggio di affidare a uno sbarbatello, per quanto molto promettente, la responsabilità di titolare del ruolo di portiere della prima squadra. L’ingaggio è salito fino 6 milioni più 1 pure al fratello, il trentenne Antonio che è un modesto portiere. Ulteriore gratificazione economica ad componente della sua famiglia. Altro riconoscimento per Gigio: è diventato pure capitano della squadra rossonera. Un attestato di grande stima. Donnarumma, dopo sei anni e 215 partite in Serie A (e 25 con la Nazionale dove 1 settembre 2016 ha esordito a 17 anni e 189 giorni), senza fare una piega e sconfessando gli attestati di attaccamento ai colori sociali («Io sono milanista» ha sempre detto) se ne va per impinguare i suoi guadagni. Anche se al Milan era ottimamente retribuito e nel prossimo futuro avrebbe guadagnato ancora di più. Se ne va senza dire una parola ai tifosi che lo avevano osannato. C’è poi un altro aspetto più pratico che riguarda la società. Perdere a zero un ottimo portiere, allevato nel proprio vivaio che a 22 anni è già tra i migliori del mondo, probabilmente nell’era Berlusconi, Galliani e Braida questo clamoroso danno tecnico ed economico non sarebbe successo. Certo Maldini ha trovato un buon rimedio, ma la grossolana leggerezza rimane.

“DOLLARUMMA” è fortissimo ma svenarsi per un portiere non ha senso soprattutto quando le big hanno già nel proprio organico ottimi estremi difensori. L’assurdo è nei “si dice” dell’ultima ora. Raiola avrebbe spedito una mail alla Juventus proponendo uno sconto: 6 milioni a stagione netti, 2 milioni in meno della proposta del Milan. Questo perché la Juve dopo le avance iniziali non si era più fatta sentire. Molto probabilmente perché Allegri considera Szczesny, 31 anni, un portiere molto affidabile che fra l’altro nel 2020 ha rinnovato il contratto per 6,5 milioni netti all’anno (più 2,5 da versare al suo agente) fino al 30 giugno 2024. L’alternativa potrebbe essere il Barcellona però anche qui il portiere Ter Stegen, 29 anni, ha un contratto fino al 2025. Oltretutto il Barcellona ha grossi problemi di fair play finanziario che gli impediscono di poter effettuare investimenti onerosi. L’operazione comporta il pagamento per diritti di commissione di 20 milioni a Raiola e altre 20 per l’ingaggio annuale (10 milioni) comprensivo delle tasse. Altra probabile destinazione: il Psg che ha appena rinnovato il contratto a Keilor Navas fino al 2024. Portieri di ottima levatura e molto abili con i piedi, qualità nella quale Donnarumma non eccelle. Ricordiamo che l’ultima offerta del Milan è stata di 8 milioni netti più 1 di bonus a stagione per 5 anni. Inspiegabile non aver accettato considerato che le presunte pretendenti non allenteranno i cordoni della borsa tanto facilmente e quindi e non saranno disposti a offrire cifre stratosferiche. Col Covid i tempi cambiano. Pure gli investimenti. Gigio nell’immediato, salvo imprevisti, rischia di guadagnare meno del previsto. I molti pregi e i difetti. Tra le performance stagionali di Donnarumma si rammenta la partita di qualificazione nell’Europa League contro il Rio Ave, un match con 24 rigori. Con Gigio che dal dischetto ha sbagliato, calciando alto il suo rigore, ma para il penalty finale. Da una parte un errore, dall’altro un intervento decisivo. Nella stagione 2020/2021 la Lega Serie A gli ha assegnato il premio come Miglior Portiere per i seguenti dati: indice di Efficienza 88,1%, record stagione di Clean Sheet (14) al pari Handanovic, ma con numero di parate superiori (92 vs 78); detiene il record stagionale di prese in uscita alta (24); ha parato il 66% dei tiri subiti da dentro l’area. I dati di Gigio della stagione 2020/21 nel dettaglio. PUNTI GUADAGNATI: Inter-Milan 1-2 (quarta giornata) grande parata su Lukaku (+2). Milan-Lazio 3-2 14esima giornata grande parata su Immobile (+2). Bologna-Milan 1-2 20esima giornata grande parata su Soriano (+2). Roma-Milan 1-2 24esima giornata grande parata su Mkhitaryan (+2). Milan-Cagliari 0-0 37esima giornata grande parata su Godin. Prodezza da Champions (+1). PAPERE. Milan-Udinese 25esima giornata errore sul gol di Becao (-2); Fiorentina-Milan 2-3 28esima giornata errore sulla punizione di Pulgar (partita vinta lo stesso). Milan-Sampdoria 1-1 29esima giornata errore sul gol di Quagliarella (-2). Parma-Milan 1-3 30esima giornata errore sul gol di Gagliolo (partita vinta lo stesso). Manchester United–Milan 1-1 andata ottavi Europa League errore sul gol di Traorè. Milan-Manchester United 0-1 ritorno ottavi Europa League errore su gol di Pogba (eliminazione dalla Coppa).

Alessandro Nesta e alcuni suoi ex colleghi commentano il distacco di Gigio dalla casa madre rossonera: «Dispiace perché Donnarumma sarebbe potuto diventare una bandiera del Milan. Rifiutare 8 milioni a 22 anni è una grandissima mancanza di rispetto, Maldini ha preso la scelta più giusta. Raiola? Ha influito tanto ma è il giocatore a prendere una decisione definitiva. Nessuno prendeva le decisioni per me. Come ha già detto Massimo Ambrosini, Insigne pur di rimanere a Napoli ha licenziato Raiola. Questi sono segnali forti». Clarence Seedorf: «Non so se Donnarumma ha assistito al nostro addio durante Milan-Novara. Le lacrime erano tante, i tifosi ci hanno fatto sentire importanti per l’ultima volta. Essere un giocatore del Milan vale più di qualunque cosa. Rifiutare 8 milioni a 21 anni è una mancanza di rispetto nei confronti del club che ti ha cresciuto. Il Milan ha trovato un grande sostituto , spero che la scelta non abbia ripercussioni sul futuro, Prima giocava per il Milan, per la squadra che tifa. Adesso dovrà giocare in un altro club soltanto per un aspetto economico e non sportivo». Arrigo Sacchi: «Non posso nascondere il dispiacere per questo epilogo. Se lui si trovava bene al Milan, il club che lo fatto crescere e lo ha valorizzato, doveva restare, Nella vita esiste anche il segno di riconoscenza nei confronti di chi ti ha dato una possibilità importante e questa era l’occasione per dimostrarlo. Inoltre,cosa che non va dimenticata, il club gli aveva proposto un contratto ricco. Quindi mi chiedo perché andare via? Perché forzare la situazione? Ci sono esempi restando nel mondo del Milan, che sono abbastanza significativi. Parlo dei casi di Shevchenko e di Kakà. Il primo per questioni di soldi decise di andare al Chelsea. Il secondo, sempre per una questione economica, scelse il Real Madrid. Entrambi fallirono. Andare via da un posto dove sei amato è sempre un rischio. Io, francamente, non capisco come si possa lasciare il certo per l’incerto in nome del denaro. Pensavo che Donnarumma scegliesse pensando più alla felicità personale che al portafoglio. Gli auguro il meglio, ci mancherebbe altro. Però se avesse fatto un’altra scelta, e cioè avesse deciso di restare, avrebbe fatto un salto di qualità come persona: avrebbe dimostrato di non essere condizionato dal vil denaro». Massimo Ambrosini: «Il calcio di oggi non è più quello di una volta. La colpa non è soltanto di Raiola ma anche di Donnarumma. Insigne per rimanere al Napoli ha licenziato Raiola, questo è un segnale forte. Maldini? Ha dimostrato che il progetto del Milan può andare avanti anche senza Donnarumma. Il Milan è storia. Gigio al Barcellona? Cosa ha il Milan in meno del Barcellona? Nulla. Personalmente credo che lasciare il Milan sia stata una grande mancanza di rispetto per un club che gli ha permesso di arrivare a questi livelli. I giocatori vanno e vengono, il Milan resta».


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