Calcio impazzito, per fortuna che il problema era Carlo Tavecchio

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Calro Tavecchio, Giancarlo Abete e Gianni Petrucci
Carlo Tavecchio in compagnia di Giancarlo Abete e l'ex presidente del Coni Gianni Petrucci

Con un mesto comunicato anche la Lega Nazionale Dilettanti è costretta a prendere atto che i campionati di Serie D prima del 16 settembre non possono partire, facendo il pari con la Lega di Serie C. Un disastro. Mai prima d’ora la massima serie dilettantistica aveva preso il via terza settimana di settembre. Ma ad essere allo sbando non sono i dilettanti, con i soli Comitati regionali a tenere il punto e a prendere il via con la consueta programmazione, bensì il cosiddetto calcio che conta con le leghe di serie B e serie C, alle prese con ricorsi e contro ricorsi, e una Federcalcio mai così in difficoltà.

Se nelle precedenti gestioni commissariali si intravedeva un progetto organico, sotto la guida di Roberto Fabbricini si fatica ad intuire quale sia l’obiettivo: riformare lo statuto? le leghe? i campionati? Se da una parte la figura del commissario deve essere quello di riuscire ad arrivare là dove una certa politica fatica a trovare un compromesso, va tuttavia messo in conto che una riforma è possibile solo se tutte le componenti del calcio vengono coinvolte.

Pensare di calare tutto dall’alto, senza nessun confronto, può solo portare allo scontro aperto e difficilmente si potranno raggiungere i risultati sperati. Un esempio l’istituzione della Divisione calcio femminile presso la Federcalcio e tolta dall’influenza della Lnd con un autentico colpo di mano. Giusta la direzione, da censurare il metodo. Il rapporto va costruito e, come anticipato dal presidente della Lnd Cosimo Sibilia, nessuno vuole certo trattenere queste società che di dilettantistico non hanno nulla e sotto la Lnd si sentono sminuite, ma nemmeno si possono sottrarre a un movimento che comunque in questi anni ha investito risorse.

Una cosa è certa, il 30 gennaio si pensava che con l’uscita di scena di Carlo Tavecchio si sarebbero risolti tutti i mali del calcio italiano invece niente è più falso. Anzi, la figura di Carlo Tavecchio ne esce sempre più rafforzata perché tutte le novità positive introdotte in questi ultimi anni sono farina del suo sacco. Soprattutto quelle vittorie politiche in campo internazionale che hanno portato il nostro Paese ad essere rappresentato con figure di grande spicco nei tavoli del calcio mondiale.