10 Aprile 2021

Crudelizia: top in campo e flop in panchina, un grande giocatore non sempre è un ottimo allenatore

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Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli
Direttore Editoriale, opinionista, tifoso appassionato del Milan, esperto di calcio a tutto tondo, dalle giovanili alla massima serie

Un grande giocatore non sempre è anche un ottimo allenatore. L’ultima bocciatura è quella di Alessandro Nesta. Il Frosinone del presidente Maurizio Sepe, dopo 68 gare con 23 vittorie 23 pareggi e 22 sconfitte, ha licenziato l’ex fuoriclasse di Lazio e Milan, campione del Mondo con la Nazionale italiana in Germania nel 2006. Per Nesta è il primo esonero, dopo i due anni a Miami, due a Perugia (subentrato nel finale 2017/18 e per l’intero 2018/19), e lo scorso anno a Frosinone. Adesso il testimone è passato a Fabio Grosso, altro campione del Mondo 2006, che si è liberato dal legame col Sion, ultimo club allenato. Grosso ha allenato la Primavera della Juventus, in Serie B ha guidato il Bari e il Verona prima del Brescia in Serie A per poche giornate. Comunque sono numerosi i flop di allenatori che in passato sono stati grandi giocatori.

Diego Armando Maradona Onere e meriti ad uno straordinario campione. La sua carriera di allenatore però è stata disastrosa. Soprattutto la panchina della Nazionale argentina ha evidenziato i suoi limiti. Nella Coppa del Mondo del 2010 a parte le difficoltà a qualificarsi è la pesante sconfitta per 4-0 con la Germania che misero a nudo i notevoli limiti di Maradona di guidare una squadra in qualità di allenatore.

Alan Shearer Una leggenda del calcio inglese che detiene il record del numero di gol in una stagione nella massima serie. Come allenatore la sua esperienza è stata breve e deludente. Chiamato nel 2009 dal club che lo rese famoso, il Newcastle, impegnato nella lotta per non retrocedere a nove giornate dal termine. Obiettivo non raggiunto, il Newcastle retrocede. Shearer getta la spugna. Non era il suo mestiere. Lui stesso se ne rese conto. Infatti non ha più allenato.

Gary Neville Simbolo e leggenda del Manchester United. È considerato uno dei migliori difensori del calcio inglese. Ottimo giocatore ed eccellente opinionista Sky. Quando ha accettato di allenare il Valencia sono venuti fuori i suoi difetti: non parlava una parola di spagnolo e non aveva alcuna esperienza nella gestione di una squadra. La breve collaborazione come assistente di Hodgson sulla panchina dell’Inghilterra gli era servita poco o niente. Il bilancio nei quattro mesi del suo incarico col Valencia: tre sole vittorie.

Hristo Stoichkov In Bulgaria è sicuramente il miglior calciatore della loro storia. Una prima donna talentuosa con un carattere pessimo. Ha vinto il Pallone d’Oro nel 1994 e innumerevoli altri premi individuali e di club, la carriera di allenatore, però, fu molto deludente. Diventato Commissario Tecnico della Bulgaria manca la qualificazione al Mondiale 2006 e all’Europeo 2008. Allena il Celta Vigo con risultati disastrosi: nella corsa alla salvezza si piazza tra gli ultimi della classe e retrocede.

Paul Gascoigne Tanto genio e molta sregolatezza. Il suo esordio da allenatore è in Cina alla guida del Gansu Tianma. Nel 2004 torna in Inghilterra per allenare il Boston United dal quale si dimette perché il club non voleva farlo partecipare a un famoso reality televisivo. Ultima spiaggia: accetta di guidare il club dilettantistico Kettering United. Il lupo perde il pelo ma non il vizio: Gascoigne fu esonerato dopo trentanove giorni a causa di un continuo e reiterato abuso di alcolici. Anche sul posto di lavoro.

Thierry Henry Una straordinaria carriera costellata da 350 reti tra Monaco, Barcellona, New York Red Bulls e soprattutto Arsenal. Un calciatore straordinario, ma come allenatore è molto mediocre. I primi tre anni nel nuovo ruolo sono svolti come spalla del CT della Nazionale Belga di Roberto Martinez. Il 13 ottobre 2018 viene assunto come tecnico dal Monaco. Leonardo Jardim dopo 9 giornate aveva collezionato 6 punti. Un disastro. Per i tifosi Henry vestiva i panni del salvatore della patria. Ma le attese vengono tradite. Henry incomincia subito male con una sconfitta per 2-1 con lo Strasburgo. E in 3 mesi porta a casa 4 vittorie, 5 pareggi e ben 11 sconfitte. Conclude la stagione con l’eliminazione da ultima in classifica in Champions League e il penultimo posto in campionato. Il 24 gennaio viene esonerato.

Ciro Ferrara Uno dei migliori difensori negli anni 80 e 90. Nel 2005 si ritira dal calcio giocato per diventare collaboratore tecnico di Marcello Lippi, allenatore della Nazionale Italiana che l’anno dopo vincerà il quarto Campionato del Mondo. Fino al 2009 rimane collaboratore tecnico, quando riceve la chiamata della Juventus. Assumerà l’incarico il 15 maggio 2009 dopo l’esonero di Claudio Ranieri per screzi con la proprietà. Ciro chiude la stagione al secondo posto in campionato e viene confermato per la stagione successiva. Dopo una partenza con 4 vittorie arriva il crollo. La Juventus di Ciro Ferrara scivola verso metà classifica con tonfi clamorosi. Il 29 gennaio 2010, dopo l’eliminazione in Coppa Italia per opera dell’Inter, viene esonerato e sostituito da Alberto Zaccheroni. Juventus settima e Ferrara, dopo quell’esperienza poco edificante, non riuscirà più a imporsi come tecnico. Persa l’occasione, difficile risalire. Ci prova con modestissimi risultati con la Sampdoria, ma invece di migliorare peggiora.

Clarence Seedorf Dopo gli anni luminosi al Milan, militava come calciatore nel Botafogo. Nel 2013-14 lascia la squadra brasiliana per diventare, in sostituzione dell’esonerato Massimiliano Allegri, l’allenatore del Milan. L’obiettivo era rilanciare la squadra dopo un girone di andata mediocre e riportarlo in Europa, appuntamento che non mancava da 16 stagioni consecutive. Obiettivo fallito. Ottavo posto in classifica, Milan eliminato agli ottavi di Coppa Italia contro l’Udinese e fuori dagli ottavi di Champions League contro l’Atletico Madrid che nel match di ritorno si impose 4-1. Esonerato. Viene sostituito da Pippo Inzaghi.

Filippo Inzaghi Il 9 giugno 2014 diventa ufficialmente allenatore del Milan e alla sua prima conferenza stampa mostra grande sicurezza. Già, ma dal dire al fare c’è dimezzo il mare. La squadra è lenta, rinunciataria e priva di idee. La squadra chiuderà la stagione al decimo posto, con record negativo di punti nei campionati a 20 squadre e alla mancata qualificazione alle coppe europee per il secondo anno consecutivo. Due stagioni pessime. Pippo ha saputo risalire la china alla guida di squadre modeste con le quali ha ottenuto buoni risultati. L’1-0 del suo Benevento a Torino contro la Juve è l’ultimo exploit.

Ci sono poi grandi allenatori che non sono stati calciatori professionisti: Zdenek Zeman, Rafa benitez, Villas Boas, Arrigo Sacchi, Julian Nagelsmann, Marcelo Bielsa, Alberto Zaccheroni, Alberto Malesani, Josè Mourinho, Maurizio Sarri. E, logicamente, anche grandi giocatori che sono stati anche grandi allenatori. 1) Pep Guardiola. I trofei vinti da allenatore: 14 al Barcellona, 7 al Bayern Monaco, 8 al Manchester City. 2) Zinedine Zidane. Col Real Madrid da allenatore ha vinto tre Champions League consecutive, primo allenatore nella storia a riuscire in questa impresa. 3) Johan Cruijff. In panchina guidò l’Ajax alla vittoria in Coppa della Coppe del 1987 poi il Barcellona col quale vinse un’altra Coppa delle Coppe e una Coppa dei Campioni. 4) Kenny Dalglish. Uno dei successi più celebri da allenatore fu il campionato vinto col modesto Blackburn. Sommando sia la carriera in campo che quella in panchina è lo sportivo del calcio più vincente della storia. 5) Mario Zagallo. Deve la sua fama in panchina al Mondiale vinto col Brasile nel 1970, il terzo della storia verde oro che gli valse la conquista definitiva della Coppa Rimet. All’elenco vanno aggiunti anche ottimi ex giocatori che sono diventati trainer di successo e hanno conquistato molti trofei: Trapattoni (22), Capello (13), Conte (7), Ancelotti (19), Mancini (13), Lippi (18) Allegri (11), Scala (8), Spalletti (7). Intanto Gennaro Gattuso e Andrea Pirlo (la Juventus ha meno 11 punti rispetto la scorsa stagione), nei loro rispettivi club, sono ancora “tra color che son sospesi” e rimangono in attesa di giudizi definitivi sul loro operato per ora molto discusso, quindi entrambi suscettibili di conferme o bocciature. Dipenderà dai risultati che le loro squadre, costruite con dovizia di mezzi per essere competitive ai massimi livelli, riusciranno ottenere.


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