4 Marzo 2021

Elezioni CRL – Cattelan, una figuraccia dietro l’altra. Le motivazioni della sentenza del TFN lo inchiodano

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
Direttore irResponsabile, bastian contrario, sempre dalla parte degli indiani

Continua il periodo nero di Antonello Cattelan che, in sede di giustizia sportiva, non fa altro che accumulare sentenze negative. Non gliene va bene una. Vuoi perché la conoscenza dei regolamenti non è così approfondita, vuoi che la controparte invece, i regolamenti, li conosce benissimo, fatto sta che non ne viene fuori. Una batosta dietro l’altra, un’amarezza continua mitigata solo dalla fresca elezione a vicepresidente per l’Area Nord della Lega Nazionale Dilettanti.

Dopo la sentenza del Tribunale Federale Nazionale che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Alberto Pasquali e la sua squadra, che però vedeva comparire tra i firmatari lo stesso Cattelan, questa settimana sono arrivate le motivazioni. Intanto già il fatto che il ricorso sia stato sottoscritto da chi, a tutti gli effetti, doveva essere considerato l’arbitro della partita, e cioè Antonello Cattelan, non fa che confermare i nostri dubbi manifestati fin dalla prima ora. Un reggente avrebbe dovuto prendere le redini del comitato regionale e avrebbe dovuto portarlo al voto mettendo in atto quanto era stato deciso dal consiglio direttivo che, nel pieno della propria legittimità, aveva stabilito che l’assemblea del 9 gennaio andava fatta a distanza. Il fatto che lui, appena insediato, abbia invece cercato prima di non far disputare l’assemblea nella sua complessità e poi in presenza, era un campanello d’allarme chiaro che non stava svolgendo la sua funzione in maniera imparziale. E che poi, dopo la prima sentenza contraria, abbia cercato di convocare l’assemblea in presenza a casa di Alberto Pasquali, il candidato che si contrapponeva a Carlo Tavecchio, e cioè a Brescia, è parso chiaro a tutti che la sua imparzialità era solo di facciata.

Infine, che sia arrivato anche a sottoscrivere il ricorso su un’assemblea di fatto organizzata da lui, non solo rende ridicola una situazione che invece è assolutamente seria, ma svela a tutti che lui era di parte e non ha rappresentato le istituzioni, e quindi le società, con lo spirito di servizio che si deve avere in questi casi. E il Tribunale Federale lo sottolinea nella sua sentenza: «Al riguardo non può non evidenziarsi la differente ed alquanto anomala posizione del ricorrente Cattelan che ha proceduto ad impugnare atti adottati da se stesso allorquando rivestiva la carica di reggente del Comitato Regionale Lombardia, nonché l’invalidità della procedura elettorale organizzata e gestita dal predetto, nella sopra citata veste con palese incidenza sulla sua legittimazione ad agire nel ricorso in questione». Ma la sentenza ha evidenziato anche un’altra anomalia. Nel ricorso presentato da Pasquali e Cattelan erano state prodotte le dichiarazioni di 30 società secondo le quali non sarebbero riuscite a votare perché il sistema non glielo aveva permesso. In realtà la Federcalcio, attraverso la relazione tecnica della SkyVote, la società che ha gestito l’assemblea in remoto, ha dimostrato che si era in presenza di false dichiarazioni e infatti la sentenza recita. «…con riferimento alle presunte 30 affiliate che non avrebbero espresso il proprio voto, ha evidenziato che, dai dati estratti dal sistema, risulta che 25 società hanno regolarmente espresso il loro voto, mentre le restanti cinque società non si sono mai accreditate e, pertanto, non hanno fatto accesso all’Assemblea».

E adesso? Semplice, la posizione di quelle 30 società verranno tutte segnalate alla Procura federale e non è escluso che ci sarà una coda pesante per quei presidenti. Tornando invece alla sentenza il Tribunale federale ha evidenziato sostanzialmente due aspetti. In primo luogo che nel presentare il ricorso non sia stata data comunicazione anche a coloro contro i quali di fatto si presentava ricorso. Se chiedi di invalidare l’assemblea chiedi in parole povere che non venga convalidata l’elezione del presidente ma anche dei consiglieri regionali, dei delegati eccetera, e allora la notifica va fatta anche a loro perché, dovrebbe essere scontato, devi dare loro la possibilità di difendersi. Nel calcio questo dovrebbe essere ben noto dal momento che la prima cosa che insegnano alle segreterie, qualora si intenda presentare ricorso sul risultato avverso di una partita, è mandare una raccomandata (oggi una pec) anche all’altra squadra perché, se poi non alleghi la ricevuta, il tuo ricorso non viene nemmeno preso in considerazione. Infine, ma verosimilmente potrebbe essere il punto uno, il ricorso andava fatto da una società e andava preannunciato prima che il presidente dell’assemblea dichiarasse chiusa l’assemblea stessa. Pare che Alberto Pasquali e Antonello Cattelan proseguiranno con gli altri gradi di giudizio. Per la gioia degli avvocati.


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