4 Marzo 2021

Elezioni CRL: un video spopola sui Social, ma quello che non viene detto è che Pasquali diede il suo assenso ad aumentare il tempo. Intanto questa settimana sono volati i pugni

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
Direttore irResponsabile, bastian contrario, sempre dalla parte degli indiani

Sui Social spopola un filmato, condiviso più e più volte, recita il flag che lo accompagna (lo trovate a questo link). E’ stato verosimilmente raccolto nel corso dell’assemblea elettiva del 9 gennaio 2021, giorno delle elezioni CRL di Carlo Tavecchio a presidente del Comitato regionale Lombardia. Il filmato, come ci tiene a precisare lui stesso, non arriva dallo staff di Alberto Pasquali. Ma se anche fosse non ci sarebbe nulla da dire. In questo Paese, per fortuna, la libertà di stampa e di espressione, il diritto all’informazione, è tutelata dall’articolo 21 della costituzione.

Nel video vengono condensati i momenti salienti dell’Assemblea e precisamente quando si svolgono le votazioni. O meglio, nel momento in cui il presidente Rinaldo Meles dichiara aperte le votazioni dando come indicazione i famosi 25 minuti. Per completezza d’informazione è bene sapere che non esisteva un tempo limite. Soprattutto poi dal momento che si sta utilizzando un sistema informatico nuovo e non tutti i nostri dirigenti sono abituati a maneggiare il computer con una certa agilità.

E infatti, l’addetto di SkyVote, prima che si entrasse nel cuore dell’Assemblea, rispondendo a una società che chiedeva lumi, verosimilmente preoccupata di non riuscire a fare tutto bene e in tempo, spiegava che non vi era un tempo prestabilito ma che lo avrebbe deciso il presidente dell’Assemblea che, anche qui per completezza d’informazione, è figura terza. Quello che nel filmato non viene detto è che il presidente Rinaldo Meles, quando viene informato che non tutte le società sono riuscite a votare al termine dei 25 minuti assegnati, convoca i due candidati alla presidenza, e cioè Carlo Tavecchio e Alberto Pasquali, e chiede loro se sono d’accordo a concedere ancora un po’ di tempo, e entrambi i candidati danno il loro assenso.

Non solo Carlo Tavecchio quindi disse che per lui si poteva tranquillamente aspettare che le società riuscissero ad esprimere il loro voto, ma lo fece anche Alberto Pasquali. Allora perché poi è stato presentato un ricorso, sottoscritto anche dallo stesso Pasquali, in cui ci si lamenta di questa prassi? ** Sempre nel filmato compare un nota in cui si spiega che il Coni aveva ottenuto una interpretazione da parte del Ministero degli Interni in cui tutte le federazioni erano equiparate di fatto alla Pubblica Amministrazione e avrebbero potuto evitare le assemblea a distanza. In realtà quella nota era precedente a ben tre DPCM che in seguito avrebbero chiuso buona parte delle regioni italiane e quindi era da considerarsi nulla.

Infine la parte più brutta del filmato, quella che vuole gettare un’ombra sulle elezioni e che continua ad avvelenare il clima. Quando cioè si cerca di insinuare che nessun dirigente della Federcalcio avrebbe dovuto essere presente, né in video né personalmente, perché SkyVote è una piattaforma esterna. In pratica cercando di insinuare che le elezioni non sono state regolari e per questo andrebbero annullate. Quello che invece andrebbe fatto subito sarebbe sgombrare il campo da queste illazioni, cercare di lavorare insieme per il bene del calcio dilettantistico e quindi delle società della Lombardia. Avvelenare il clima non serve, perché poi c’è sempre qualcuno che va oltre. E infatti, sul giornale che andrà in edicola lunedì 22 febbraio (presente anche sullo store digitale) raccontiamo la storia di un dirigente federale che è stato insultato, minacciato e poi preso a pugni.


** Dopo la pubblicazione dell’articolo ci ha chiamato Alberto Pasquali che ha voluto precisare quanto segue: «Il video non è stato fatto da nessuno del mio staff e il ricorso che abbiamo presentato non è dovuto semplicemente al fatto che era stato dato un tempo e poi quel tempo è stato ampliato. Nel ricorso che abbiamo presentato mettiamo in discussione l’assemblea nella sua complessità, ci chiediamo cioè se quelle modalità di voto si possono considerare regolari. E’ un nostro diritto, intendiamo avvalercene».


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